Morrone: "Ho sempre detto che il Casarano poteva essere una sorpresa"
Alfonso Morrone, presidente Adicosp e FIDS, è intervenuto all'interno di 'A Tutta C', su TMW Radio, per fare il punto della situazione sul campionato di terza serie.
Al Gran Galà del Calcio è stato premiato anche il Casarano...
"Non voglio fare il profeta, ma ho sempre detto che il Casarano poteva essere una sorpresa. L'anno scorso siamo andati a far visita ai nostri iscritti, e tra questi proprio il ds Obbiettivo: quando ho visto la struttura e il convitto, era facile pronosticare un futuro roseo. Saper vincere sul campo è un'altra cosa ancora: questi playoff sono un gran merito di società, dirigenti e calciatori. Sanno lavorare e organizzare bene, quindi è tutto strameritato. Il premio di Obbiettivo, a parte per l'anno scorso, è stato anche come riconoscimento alla sua lunga carriera, concentrata sempre su molti club importanti della Puglia: è un coronamento del suo lavoro".
Casarano e Pianese sono le due sorprese di questi playoff...
"Penso ancora di più la Pianese, perché è un piccolo centro rispetto a Casarano, che ha una tradizione calcistica importante. Da Casarano è uscito uno dei più grandi ds come Pantaleo Corvino. La Pianese era solida e organizzata, quello ottenuto è il coronamento di un percorso sportivo partito da lontano e che ogni anno si consolida sempre di più nel panorama professionistico".
Cosa ci dobbiamo aspettare a livello federale?
"Nelle nostre cerimonie ospitiamo tutte le istituzioni e c'era anche il presidente Abete, con cui ho fatto una bella chiacchierata. Il mio rammarico è che bisogna sentire anche le altre componenti che non vanno a votare il 22 giugno: direttori e dirigenti non hanno potere di voto, questa è una cosa che bisogna sanare. La legge Melandri deve essere cambiata. Come capo dipartimento sport di Azione, cercherò di sensibilizzare il mondo della politica: la legge Melandri impone un 30% tra tecnici e atleti, ma credo che le 500.000 persone che ogni giorno portano avanti i club e le associazioni abbiano il diritto di essere rappresentate in Consiglio Federale e debbano quindi avere un potere elettivo. Mi lascia perplesso il fatto che si parli di persone ma non di programmi. Vorrei sapere, dal 13 maggio in poi, quando saprò ufficialmente i candidati, cosa pensano dei direttori sportivi, dei segretari e dei collaboratori. Non ho capito che visione abbiano del calcio italiano per il prossimo futuro".
Lo hanno sottolineato anche Mirabelli e Lo Monaco...
"Abete e Malagò sono due persone che hanno la mia grandissima stima, hanno fatto molto nel calcio anche in passato. Malagò credo sia il miglior dirigente che abbiamo in Italia, l'ha dimostrato nella presidenza del CONI e con l'organizzazione di Milano-Cortina. Abete sta in tutte le dinamiche calcistiche, ha già gestito la Federazione ed è stato uno dei pochi che, cinque minuti dopo un fallimento sportivo sul calcio, è andato in sala stampa e si è dimesso. Voglio sapere cosa pensano non solo per la mia categoria, ma anche per la riforma dei campionati e la valutazione del talento italiano. Non ho letto una briciola di pensiero in tal senso, mi auguro che dal 14 maggio in poi ci siano posizioni in merito a un programma che possa dare slancio al calcio italiano, che ne ha veramente bisogno. Due domeniche fa sono stato a vedere Milan-Juventus e mi stavo addormentando: non vedevo l'ora che finisse la partita, era una cosa indecente. Questo è lo specchio del nostro calcio: è scadente, non c'è niente da fare. Prima eravamo il centro del mondo a livello calcistico".
Il calcio italiano non ha più appeal...
"E' un problema che nasce dall'alto. Il calcio è spettacolo, è dei tifosi e gli appassionati ma molte volte ce lo dimentichiamo: è diventato sempre più business e meno sport. Che cosa facciamo nei confronti di chi vive la passione del calcio? La gente si disinnamora e questo è il problema. Invito tutti a vedere le figurine Panini degli anni Ottanta e Novanta. Marani ha ragione: il trend è positivo e sempre in aumento, ma siamo al di sotto rispetto a molti anni fa. Questo vale anche per la Serie D. Gli stadi purtroppo non sono pieni. Marani sta facendo un ottimo lavoro, ha coinvolto aziende importanti e gestisce un campionato avvincente. Anche in B e C, purtroppo, c'è sempre meno gente allo stadio. E' vero che ora ci sono le dirette televisive, ma forse bisogna riaccendere la passione di molte piazze calcistiche".
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2026 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati

