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Pillon: "Playoff, a fine stagione avrei detto Ascoli. Adesso dico Brescia"

Pillon: "Playoff, a fine stagione avrei detto Ascoli. Adesso dico Brescia"TMW/TuttoC.com
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com
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di Antonino Sergi

Nel corso dell'appuntamento pomeridiano di A Tutta C, programma in onda dal lunedì al venerdì sulle frequenze di TMW Radio e su Il 61, è intervenuto Giuseppe Pillon, tecnico che in carriera ha allenato fra le altre Triestina, Cosenza, Pescara e Padova.

Siamo alla vigilia delle gare di ritorno del secondo turno della fase nazionale dei playoff di Serie C. Sono entrate in gioco le big, le tre squadre che hanno chiuso al secondo posto nei rispettivi gironi: Union Brescia, Ascoli e Catania. Nelle ultime settimane si è parlato molto del fatto che queste squadre, costrette a una lunga attesa prima di scendere in campo, potessero pagare qualcosa sul piano del ritmo gara. Ascoli e Catania, fermate entrambe sullo 0-0, hanno dato l’impressione di essere ancora un po’ sulle gambe, mentre l’Union Brescia ha spazzato via ogni dubbio, ipotecando di fatto il passaggio del turno. L’Union Brescia, quindi, è la squadra che ha convinto di più?
“Sì, è l’unica che in questo momento può stare relativamente tranquilla, anche se nei playoff bisogna sempre stare attenti. Le altre sono tutte ancora pienamente in corsa. Per quanto riguarda l’Ascoli, il discorso è particolare: era la squadra che aveva fatto meglio nel girone di ritorno, quella mentalmente più solida e fisicamente più brillante. Però dopo una lunga sosta è sempre difficile capire che tipo di risposta puoi avere quando torni in campo”.

L’Ascoli, se avesse iniziato subito i playoff, forse sarebbe stata la favorita assoluta. Questi 20-25 giorni di pausa possono aver inciso anche a livello mentale, considerando la promozione diretta sfumata all’ultimo?
“Può essere. Quando ti sfugge un obiettivo del genere all’ultimo istante, inevitabilmente qualcosa ti lascia dentro, anche a livello emotivo. Magari perdi un po’ di energie mentali. Però l’Ascoli resta una squadra ben organizzata, che gioca un buon calcio. Secondo me parte favorita contro il Potenza, ma bisogna stare attenti perché il Potenza è una bella squadra. Sarà una grande partita”.

E sull’altra sfida?
“Credo che il Catania abbia qualcosa in più rispetto al Lecco, però anche lì è tutto aperto. In queste partite non puoi dare nulla per scontato”.

L’ultima gara è Salernitana-Ravenna: all’andata la Salernitana ha vinto 2-0 in un Arechi straordinario. Quella spinta incredibile del pubblico può diventare un’arma a doppio taglio in trasferta?
“No, non credo. Anzi, il 2-0 deve dare ancora più convinzione. Il Ravenna se la giocherà, ma la Salernitana ha tutto: una rosa forte, costruita per vincere, un allenatore esperto, una struttura importante. Anche il Ravenna ha un tecnico esperto, ma rimontare due gol non è semplice. La Salernitana non è la classica outsider arrivata quasi per caso: è una squadra forte, solida”.

Vedendo sia le gare d’andata sia l’intero percorso playoff, chi è oggi la favorita per l’ultimo posto in Serie B?
“A fine campionato avrei detto Ascoli senza esitazioni. Oggi, però, dico Brescia. Ha grande potenziale, un ottimo allenatore e ha dato segnali molto importanti. Poi le altre ci sono tutte, ma se devo fare un nome, faccio quello del Brescia”.

Guardando oltre questa stagione: cosa si aspetta dal futuro della Serie C? Anche quest’anno non sono mancati problemi societari, e ci sono già situazioni da monitorare in vista della prossima stagione.
“Credo che la cosa fondamentale sia il rispetto delle regole. Prima di iniziare un campionato bisogna avere la certezza che le società siano sane. Quando poi emergono problemi in corsa, come abbiamo visto quest’anno, ne risentono tutti, soprattutto chi lavora e gioca. Non è una situazione positiva. Mi auguro davvero che si possa costruire un campionato più stabile, perché la Serie C resta una categoria importantissima, piena di giovani che possono emergere da un momento all’altro. E il calcio italiano ne ha bisogno”.