Serie B, nuovo accordo: -25% sugli stipendi per chi retrocede in Serie C
La Lega Serie B ha ufficializzato il nuovo Accordo Collettivo con AIC e FIGC, il primo aggiornamento dal 2014 e destinato a regolamentare i rapporti tra club e calciatori per il prossimo triennio. Un’intesa che modernizza il quadro normativo alla luce dell’abrogazione della legge 91/1981 e della riforma del lavoro sportivo, ma che soprattutto introduce un elemento destinato a pesare in modo significativo sulla Serie C: la riduzione degli emolumenti in caso di retrocessione.
Il nodo centrale: -25% agli stipendi se si scende in C - Tra i punti qualificanti dell’accordo, la Lega B evidenzia la revisione dei trattamenti economici. È qui che si inserisce la novità più rilevante per la terza serie: riduzione del 25% degli emolumenti in caso di retrocessione dalla B alla C; aumento automatico in caso di promozione in Serie A, in linea con quanto già previsto nel massimo campionato. Si tratta di una misura che mira a rafforzare la sostenibilità dei club cadetti, ma che avrà inevitabili ripercussioni sul mercato e sugli equilibri economici della Serie C.
Un accordo che riscrive il quadro normativo - La Lega B sottolinea come l’intesa introduca una disciplina organica dei rapporti tra club e tesserati, aggiornando riferimenti normativi ormai superati e integrando strumenti economici e contrattuali più coerenti con il calcio professionistico attuale. Tra gli ambiti toccati: razionalizzazione delle tutele sanitarie e assicurative, con l’obiettivo di mantenere standard elevati riducendo i costi per i club; valorizzazione dei percorsi di formazione e crescita professionale dei calciatori; maggiore certezza nei rapporti contrattuali, elemento cruciale in un sistema che negli ultimi anni ha vissuto numerosi contenziosi.
La soddisfazione della Lega B - Il presidente Paolo Bedin ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, ringraziando FIGC, AIC e il gruppo di lavoro interno alla LNPB. L’accordo con i calciatori rappresenta un tassello del percorso di aggiornamento delle relazioni collettive, che proseguirà con il rinnovo dell’intesa con l’AIAC.
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