Torres, avv. De Rensis: "Reclamo Procura? Sbigottito dalle argomentazioni illogiche. Manca l'attività d'indagine"

26.08.2015 14:00 di Valeria DEBBIA   Vedi letture
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
Torres, avv. De Rensis: "Reclamo Procura? Sbigottito dalle argomentazioni illogiche. Manca l'attività d'indagine"

In vista del secondo grado del processo “Dirty Soccer” [LEGGI QUI, ndr] torna a parlare l’avvocato della Torres, Antonio De Rensis, in particolare sulle motivazioni del reclamo presentato dalla Procura Federale che, a sorpresa, fa riferimento proprio alle tesi difensive della società sarda. Ecco le sue parole rilasciate alla radio ufficiale rossoblù e riprese dal sito seftorrescalcio.it: "E’ stato depositato il reclamo e questo non ci ha sorpreso – osserva De Rensis- perché è naturale che la Procura persegua la sua linea, l’aspetto sorprendente è che, in maniera diversa da quello proposto nel deferimento, dove la circostanza era stata trascurata, nel reclamo si fa espressamente riferimento ad una nostra tesi difensiva.

Noi, infatti, abbiamo sempre sostenuto che è impossibile combinare un risultato esatto in campo senza che i giocatori siano d’accordo. Tu puoi pensare di perdere ma solo i giocatori possono determinare il risultato esatto. Noi avevamo lamentato che la Procura, trascurando questo elemento, non aveva svolto alcun tipo di indagine riferita a chi era sceso in campo e, primo episodio nei processi sportivi, non era stato sentito nessun giocatore. Ora nel reclamo si legge testualmente “E’ ovvio che una vittoria con un numero preciso di reti di scarto o anche con un minimo superiore a uno non può essere ottenuta con assoluta certezza solo in virtù del divario tecnico tra le squadre in campo ma è il frutto di una puntuale attività alterativa”. Concludono dicendo “come è possibile ipotizzare che il presidente di una società si accordi con terzi per organizzare una scommessa sull’esito di una gara che dovrà disputare la sua squadra senza intervenire fattivamente affinché il risultato auspicato sul quale ha scommesso dei soldi si realizzi?”. Ecco, di fronte a queste argomentazioni io rimango sbigottito!

Abbiamo sempre detto che non è stato ascoltato un giocatore e ora si dice che effettivamente c’è stata un’alterazione del risultato esatto in campo. Io chiedo, da parte di chi? Da parte del presidente Capitani, giocava il pubblico di Sassari? Se non l’hanno fatta i giocatori chi l’ha fatta? E se la Procura non ha sentito un giocatore, non ha fatto un’audizione, la colpa di chi è? È nostra? Deve ricadere su Capitani? Questa enorme lacuna istruttoria, questa enorme mancanza di prove, questa enorme mancanza di attività d’indagine, su chi deve ricadere? Loro ci dicono sicuramente il risultato è stato combinato in campo, ma non hanno fatto alcuna indagine in questo senso. Ma di cosa siamo parlando?

Che dicessero chiaramente che fino a quando i processi si dovranno fare in due giorni, 4 ore e 5 minuti non riusciremo mai a svolgere le cose in maniera compiuta, ma la colpa non può ricadere su una società come la Torres. La Torres non può retrocedere su queste basi e questo appello non fa che evidenziare quello che abbiamo detto dal primo minuto. E cioè, qui non sono state fatte indagini, non è stato sentito alcun giocatore e noi cosa dobbiamo credere, che i giocatori hanno alterato il risultato senza accorgersene? Io penso che ci sia un limite anche all’idea accusatoria che si porta avanti. Quello che abbiamo detto adesso, con tutto il rispetto per la Procura, di logico non ha niente.

Faccio un’altra considerazione. In campo quel giorno c’erano tanti minorenni, noi vogliamo credere che un presidente possa andare da ragazzini di 16 anni, puliti, onesti, che vivono il calcio come un sogno, dirgli che devono prendere quattro gol, perdere in maniera netta e dolorosa, senza che questo possa provocare sgomento, dolore, il fatto che ne parlino, che raccontino alle famiglie quello che è successo? Io penso che tutti quanti dobbiamo stare molto attenti affinché ogni tipo di giustizia rimanga nel percorso della logica, nel percorso delle garanzie delle persone che incorrono nella giustizia, perché un conto è fare delle indagini e un conto è fare delle ipotesi, un conto è fare delle indagini e un altro conto è fare delle deduzioni".