Vicenza: dal Chelsea alla Lega Pro, storia di una stella cadente
Il pari interno a reti inviolate contro la Reggina condanna il Vicenza al ritorno in Lega Pro dopo venti anni tra serie A e serie B. A dirla tutta, i veneti nella ex terza serie sono già scivolati due volte, ma sempre ripescati per colpe altrui.
La prima volta nel 2004/05 (si chiamava ancora Serie C1) dopo aver perso i play out contro la Triestina. Furono riammessi nella cadetteria per la retrocessione del Genoa per illecito sportivo nell'ultima giornata contro il Venezia (caso Maldonado) e le radiazioni di Perugia e Salernitana.
La seconda, sempre dopo spareggio retrocessione, la scorsa stagione contro l'Empoli, ma ripescati per le note vicende che hanno visto implicato il Lecce nello scandalo del "calcioscommesse" (salentini che sono ripartiti dalla Lega Pro in questa stagione).
Stavolta non c'è stato nessun play out e la retrocessione è un calice amaro per una città che il 29 maggio 1997, viveva il momento di massimo splendore, festeggiando allo stadio "Romeo Menti" la vittoria della Coppa Italia, nella finale di ritorno contro il Napoli. Un 3-0 firmato Maini, Maurizio Rossi e Iannuzzi (le ultime due reti nei supplementari. All'andata i partenopei si imposero per 1-0 con gol di Pecchia). La squadra di Francesco Guidolin giocava un calcio spumeggiante e ad un certo punto sembrava ricalcare le imprese di altri due club che sono arrivati fino allo scudetto (vedi Verona nel 1984/85 e la Sampdoria nel 1990/91).
Sembra ieri quando la città famosa per le opere del Palladio, si faceva rispettare in Europa, disputando un'edizione della Coppa delle Coppe - quella del 1997/98 - che ancora oggi viene ricordata con emozione dai tifosi biancorossi.
I veneti hanno fatto sognare un'intera città e dopo aver eliminato il Legia Varsavia al primo turno, fanno fuori lo Shaktar Donetsk e gli olandesi del Roda Kerkrade, nei quarti. In Semifinale trovano gli inglesi del Chelsea. Una sfida tra Davide contro Golia. Ma si sa che l'appetito vien mangiando e l'emozione di poter giocare contro una formazione così blasonata non mette timore ai giocatori di Guidolin. Blues che avevano in squadra gli italiani Gianfranco Zola e Gianluca Vialli, quest'ultimo giocatore-allenatore della squadra d'oltremanica.
Nella doppia sfida ebbe la meglio la formazione britannica, ma sudando le fatidiche sette camicie. All'andata Gabriele Ambrosetti aveva portato i biancorossi ad un passo dalla storica finale: 1-0.
Al ritorno in uno "Stamford Bridge" per un pezzo di tribuna completamente biancorosso, Pasquale Luiso, detto "il toro di Sora" illude i tifosi giunti fin lì e per tre lunghi minuti dà la sensazione di poter davvero toccare il cielo con un dito. Poyet al 35', Zola e Hughes (al 51' e al 76') condannano il Vicenza all'eliminazione e alla fine del sogno.
A fine stagione i "magnagatti" (soprannome dei cittadini vicentini), evitano la B per poco. Le energie che ha prosciugato l'impegno europeo hanno portato ad un conto molto salato. Il divorzio da Guidolin è stato l'inizio del declino.
L'anno dopo (1998/99) la retrocessione in B e l'immediato ritorno in A in una sola stagione. Ma è un Vicenza a corrente alternata e nel 2000/01 c'è l'addio alla massima serie e da quel momento per i veneti ha inizio un periodo di anni bui e le due retrocessioni in C1 e in Lega Pro poi, sempre evitate per i guai altrui.
Anno 2012/13, la Lega Pro è il presente. Il passato rimane un ricordo utile in queste ore per alleviare il dolore di una retrocessione amara più di quello che si può immaginare.
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