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Zauli: "Perugia? In C se cominci male non è facile uscirne. Salernitana, pressioni enormi"

Zauli: "Perugia? In C se cominci male non è facile uscirne. Salernitana, pressioni enormi"TMW/TuttoC.com
Lamberto Zauli
© foto di FEDERICO SERRA
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di Valeria Debbia

Lamberto Zauli, tecnico ex Crotone, Juventus Next Gen e Perugia tra le altre, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione di TMW Radio e iL61, analizzando le recenti performance proprio delle sue ex squadre.

Non è stata una giornata positiva per Juventus Next Gen, Crotone e Perugia. Il Perugia pareggia 1-1 col Carpi, ma forse il Grifo si sta mostrando un po’ troppo fragile o non abituato a stare nelle zone basse della classifica. Come vede la situazione della formazione umbra?

"Quando sei sotto, si pensa sempre: “Vinciamo le prossime, ne usciamo perché ne abbiamo le capacità, per il blasone immenso in Lega Pro”. È stato fatto anche uno stravolgimento nel mercato di gennaio, quindi ci si aspettava risultati immediati. Chiaro, ieri non è stata una sconfitta – non è mai facile vincere le partite – ma dopo Piancastagnaio ci si aspettava una vittoria per uscire almeno dalla zona playout. Il percorso resta pieno di incognite e molto difficile: ci sono tante squadre che lottano. Il girone B è strano: non era preventivabile vedere la Torres così in basso, o la Sambenedettese che sta faticando. Questo è il senso della difficoltà in Lega Pro: se cominci male, non è facile uscirne. La Torres sta facendo ottimi risultati, è agganciata ma in ascesa: potrà arrivare alla salvezza anche senza playout, senza rimpianti".

Invece per la Juventus Next Gen, che ieri ha perso, ma naviga in acque più tranquille…

"Certo, sta facendo un campionato ottimo, tirando fuori i suoi ragazzi. È una squadra consolidata. Ieri è andata male subito per il primo episodio, e ha perso contro il Ravenna, che sta facendo un campionato importantissimo ed è secondo in classifica. Una sconfitta che dà fastidio, ma ci può stare. Tra l’altro il Ravenna ha cambiato mister proprio questa settimana: esordio per Mandorlini dopo l’addio a Marchionni. Non era solo questione di risultati: con Marchiomni qualcosa si era rotto. Cambiare immediatamente dopo il mercato è rischioso, perché si opera per un allenatore e poi lo si cambia dopo una settimana. Ravenna è una delle società migliori in C sotto tutti i profili: ha valutato Mandorlini, che ha un’esperienza enorme, quindi riusciranno a fare un campionato di valore".

Davanti c’è un Arezzo che non sembra intenzionato a mollare, e c’è la questione Rimini che tiene banco e falsa un po’ la classifica.

"In vetta ci sono tre squadre che hanno fatto il vuoto: dalla terza alla quarta ci sono tanti punti. Arezzo, su tutti, è stata costruita dalla fine dell’anno scorso con una campagna acquisti solida. Complimenti ad allenatore, direttore e società: sta dominando il girone con merito".

Passiamo al girone C, dominato dal Benevento, anche se il Catania ha una gara da recuperare col Trapani. Il Crotone è sesto con 41 punti dopo 27 giornate, ma va ancora troppo a targhe alterne.

"Il girone C è difficile – l’ho fatto per un anno e mezzo – si perdono punti dappertutto. Le squadre sotto stanno venendo su, non è mai scontato. Ci può stare la sconfitta per il Crotone: veniva da ottimi risultati, ha identità e sta facendo il proprio campionato. Dovrà conquistarsi la miglior posizione per un ottimo playoff, perché è nelle sue corde. Può riavvicinarsi alle prime? Oggi penso che Benevento e Catania (con la gara in meno) si giocheranno il primo posto. Le partite finali saranno sempre più difficili: le grandi perdono punti con le pericolanti, le distanze sono corte, resta imprevedibile. Per il Crotone l’obiettivo è guadagnare la migliore posizione per fare playoff in casa e arrivare al doppio risultato, che non è banale".

Chi invece sembra aver perso tanto terreno è la Salernitana, che si deve rassegnare ai playoff nonostante le ambizioni estive. Forse la frenata è stata eccessiva e la situazione troppo compromessa, magari più mentalmente.

"Ho allenato il Crotone dopo la doppia retrocessione: non è mai semplice. La Salernitana ha pressioni enormi: due anni fa era in Serie A, c’è insoddisfazione, polemiche alte che vanno addosso alla squadra. Sta facendo un ottimo campionato, ma non è sufficiente per quella piazza. Le pressioni sono tantissime, si leggono screzi: tutto questo non aiuta a dar fastidio alle prime due. È una squadra forte e dovrà difendere o migliorare la posizione per fare un playoff da protagonista".

Nei playoff, chi potrà avere la meglio? Non un nome, ma che caratteristiche servono per affrontarli?

"È un torneo imprevedibile. Questa formula è veramente complicata: spesso le strafavorite non vincono il campionato. Le pressioni contano tantissimo. Ci sono tantissime squadre che potrebbero vincere: Brescia nel Girone A; Catania, Benevento, Salernitana nel girone C; Ravenna, Arezzo nel B… e poi outsider costruite bene che possono dar fastidio. È sempre molto difficile".