Potenza, dietro il successo di Coppa c’è anche la firma dell'ex De Vito
Il Potenza ha scritto una pagina di storia conquistando per la prima volta la Coppa Italia Serie C Regionale Trenitalia. Dietro questo trionfo, arrivato al termine di una finale combattuta contro il Latina (3-1 all’andata e 0-1 al ritorno, con vittoria complessiva per 3-2), c’è il lavoro silenzioso e lungimirante dell'oramai ex direttore sportivo Vincenzo De Vito.
Il percorso è iniziato a giugno 2024, subito dopo la salvezza ai playout, in un clima pesante segnato da una rissa tra tifosi e calciatori, con relative querele e denunce. In quel momento delicato, De Vito è stato nominato ds e ha ricostruito la squadra praticamente da zero.
Ha confermato l’allenatore Pietro De Giorgio nonostante lo scetticismo generale, e i risultati non si sono fatti attendere: un quinto posto in classifica (poi diventato settimo per esclusioni di Taranto e Turris), con i playoff persi solo a Catania dopo un rigore sbagliato da Caturano.
Sul mercato De Vito ha saputo monetizzare con cessioni importanti (Verrengia al Catanzaro, Caturano al Catania, Burgio al Bari) e allo stesso tempo valorizzare e confermare elementi chiave come Schimmenti, Siatounis, Felippe, Novella, Mazzeo, Castorani e Selleri. Ha poi inserito under di prospettiva per la stagione 2025/2026, tra cui Balzano, Bura e De Marco.
Il cammino di quest’anno ha portato il Potenza fino al sesto posto (miglior posizionamento durante la stagione) e al superamento dei primi turni di Coppa, fino agli ottavi contro il Monopoli, eliminando poi Audace Cerignola, Crotone e Ternana.
Non è conunque mancato un clima teso tra ds e proprietà, con De Giorgio spesso sotto accusa. Addirittura a Cosenza, la società sembrava orientata verso l’esonero del tecnico: De Vito fu chiaro, minacciando di andarsene a sua volta se De Giorgio fosse stato allontanato.
Alla fine l’allenatore è rimasto, ha portato il Potenza alla finale di Coppa e ha sollevato il trofeo. De Vito, dal canto suo, può godersi il frutto di un lavoro iniziato da lontano e portato avanti con competenza e determinazione. Un successo che porta la firma anche (e soprattutto) del direttore sportivo rossoblù.
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