AlbinoLeffe, 200 modi di dire Giorgione

AlbinoLeffe, 200 modi di dire GiorgioneTMW/TuttoC.com
Carmine Giorgione, AlbinoLeffe
© foto di Michele Maraviglia/UC AlbinoLeffe
domenica 13 febbraio 2022, 22:20Girone A
di Francesco Moscatelli

Il numero 17 (lui! campano doc!). I tackle, i recuperi, le rincorse dopo una palla persa, le mezze rovesciate ad ogni costo e da qualunque posizione. I suoi incoraggiamenti in campo, i suoi "never give up" sui social del lunedì, i suoi tatuaggi e i suoi pochi centimetri di pelle che ancora vedono la luce del sole. La voglia di raccontarsi, il desiderio di fare gruppo, la naturale inclinazione a regalare consigli a chi, sulla carta d'identità, scrive un anno di nascita che comincia con un 2.

Ci voleva un beneventano, ironia della vita,  per mettere in campo -qui in senso letterale!- il senso di appartenenza ad una maglia che, tra spostamenti di luoghi e di serie, ha bisogno anche di totem che prolunghino il pantheon storico dell'età dell'oro dei Del Prato, dei Garlini e dei Regonesi. Contro la Triestina, in un 1-1 che non smuove la classifica ma che fa sperare sabati e domeniche migliori, sono 200 le maglie blucelesti vestite da Carmine Giorgione. Un capitano, una mezzala, un uomo-squadra che, nella nuovissima sala stampa dell'AlbinoLeffe Stadium, ha giostrato a 360 gradi anche con le parole, tra il momento contingente e un percorso che nasce da lontano. Davanti ad un microfono con la stessa generosità con la quale si muove in campo. Rimanendo sempre fedele a se stesso, uomo e atleta. Da quella "prima volta" nel 2016 e per altre 198. Fino ad un sabato di febbraio, con un pareggio che non premia ma che arriva dopo una prova di grande volontà. Un prova come piace a lui. Una prova Giorgione-style.

"E' mancata la vittoria, è vero, ma quello che mi è piaciuto di più è lo spirito di squadra" spiega il centrocampista campano accolto nella nuovissima sala stampa dell'impianto di Zanica. "E' stato un periodo difficile in cui sembrava ci fossimo persi, ora siamo riusciti a ritrovare i nostri valori attraverso il gruppo: un buon gruppo. Andare sotto con la Triestina è difficilissimo perché è una squadra con grandi valori e altre ambizioni, ma il gol è stato il giusto premio per quanto fatto vedere in campo. Chiaro, vincere avrebbe dato un nuovo senso alla nostra classifica, ma la prova c'è stata. E' una prova che ha valore perché quando continui a regalare punti per errori di lettura non è semplice invertire la rotta: lo stiamo facendo dettagliando il lavoro quotidiano. Ricordo bene le sensazioni che ci aveva lasciato la sconfitta contro la Giana Erminio (1-2 in rimonta il 29 gennaio scorso, ndr). Quando tocchi il fondo lì capisci i tuoi errori e comprendi l'unica direzione che si può imboccare: risalire. Con il lavoro e il sacrificio. E da questo punto di vista torno a casa tranquillo, ho visto una squadra che sta crescendo da un punto di vista caratteriale. Prima eravamo fragili: ora possiamo cominciare ad usare il verbo al passato. Certamente non è un lavoro che si risolve in poche domeniche: puntare l'uomo quando hai dieci punti di vantaggio sulla sua squadra è un conto, affrontare l'avversario nell'uno contro uno è una questione psicologica molto differente. Per questo i ragazzi, soprattutto quelli più giovani, meritano un applauso: loro sanno che devono continuare su questa strada, altrimenti me li mangio (ride, ndr).

Carmine e l'AlbinoLeffe, 200 volte sì. "Durante la tua carriera devi imparare ad adattarti ed evolverti" spiega il classe '91 a chi chiede come è cresciuto il rapporto con la realtà bluceleste nel corso del tempo. "A trent'anni, per quanto tu sia integro fisicamente, non puoi avere lo sprint di un ragazzo di venti: devi perciò imparare ad usare più la testa, a leggere le situazioni, a capire come arrivare prima degli altri. In serie A ci sono giocatori alla soglia dei quarant'anni che sono ancora ai massimi livelli proprio perché hanno capito la necessità di questo step. Nei primi anni in bluceleste giocavo più sulla trequarti, mi inserivo di più e cercavo più la porta. Ora gioco più al centro della mediana ed è un ruolo che mi piace molto. Oggi (ieri, ndr) sono 200 presenze con l'AlbinoLeffe, davvero è stato un percorso incredibile. Sono arrivato qui in un momento storico molto critico per la società (la mezzala arrivò a Bergamo nella stagione 2016-17, subito dopo la doppia retrocessione in D e successivi ripescaggi, ndr), ora parlo in una stanza di un bellissimo impianto dove prima c'era solo un prato. Un impianto che ci permette di giocare come noi preferiamo, un impianto che ci aiuterà a portare a casa la salvezza e a condurre la nave in porto. Lo dobbiamo a questa società, lo dobbiamo al nostro Presidente".