AlbinoLeffe, Mandelli: "Dobbiamo imparare a gestire gli episodi sfavorevoli"

AlbinoLeffe, Mandelli: "Dobbiamo imparare a gestire gli episodi sfavorevoli"TMW/TuttoC.com
Brutto KO per i seriani
© foto di Michele Maraviglia/UC AlbinoLeffe
Oggi alle 16:40Girone A
di Francesco Moscatelli

Seconda sconfitta casalinga consecutiva, un 1-2 che è sia il reale tabellino finale ma anche quella sensazione finale di rintontimento, da pugile all'angolo, dopo che il primo tempo aveva suggerito una piccola, prima svolta di stagione. E invece, al ritorno dagli spogliatoi, è arrivato subito il gol dell'Arzignano, un mix letale di pasticci e fatalità che non giustifica ad ogni modo un intero secondo tempo sospeso tra difficoltà e il "vorrei ma non posso". E' un AlbinoLeffe che ieri sera ha pagato difensivamente, ma soprattutto in queste giornate sta pagando un centrocampo che ancora non ha una sua stabilità e un attacco decapitato dalle assenze (fuori De Paoli per infortunio e Sali per la seconda delle due giornate di squalifica), tanto da pensare che Stanzani a fare giocoforza da prima punta sia al fischio finale più un "S.V." che una valutazione negativa.

Andrea Mandelli è la persona giusta per provare a spiegare questo AlbinoLeffe a due facce, nella partita contro l'Arzignano ma, in fondo, in questo inizio di stagione. E' la persona giusta perché è al centro del campo, al centro del progetto, al centro del villaggio e dal suo mancino attualmente parte un buon numero di idee per imbeccare l'attacco. Anche se l'attacco questa settimana quasi non c'è. Di fatto uno dei pochi punti fermi tra assenze e scelte tecniche ancora da consolidare. Marchigiano solo di nascita (il padre Paolo ha giocato, tra le altre, con la Sambenedettese) ma sostanzialmente figlio della pianura padana, Andrea è cresciuto calcisticamente a Sassuolo prima di percorrere varie tappe tra D e C. Un primo reale step di crescita a Carpi, prima di giungere a Zanica nell'estate scorsa. Dunque da luglio del 2025 è la maglia bluceleste la divisa di un nuovo balzo personale, anche se le fortune personali passano (quasi sempre) anche da un efficace gioco corale. Coralità che, ad oggi, ancora non c'è. A partire da quell'avvio di ripresa choc, a partire da una produttività offensiva che, al netto delle assenze importanti, viaggia ancora a singhiozzo.

"C'è grande rammarico, soprattutto alla luce di un primo tempo positivo" spiega il centrocampista classe '97. "La questione non è che siamo rientrati nella ripresa con sufficienza, anzi ci eravamo raccomandati di tenere alta la tensione. E' stato un "infortunio", un "gollonzo", una lettura sbagliata da parte di tutti e questa è stata una doccia fredda: non è stato facile da digerire -e penso non sarebbe stato facile per qualsiasi squadra- perché è un'azione frutto di deviazioni e inciampi che hanno prodotto un gol rocambolesco. Peccato perché -ripeto- la prima frazione ci aveva visto sostanzialmente in controllo della gara. Nella ripresa abbiamo provato anche qualche tiro da fuori area, ma è una soluzione potenzialmente interessante che è nata da un posizionamento un po' arretrato da parte degli avversari; poi è vero che l'Arzignano ha guadagnato campo e in questo caso si deve invece provare altro, come l'imbucata dell'attaccante. Io in relazione anche alla scorsa stagione ho trovato grande continuità nella gestione del lavoro quotidiano, poi è chiaro che il tecnico Zaffaroni ci mette qualcosa di suo. E' evidente che quest'anno si è scelto, anche guardando i giocatori in rosa, una scelta precisa nell'idea di calcio: un calcio dove si gioca la palla, un calcio di qualità che non passa dai lanci lunghi dalle retrovie. Ora abbiamo perso qualche punto per strada ma sono sicuro che le caratteristiche che hanno quest'anno i nostri attaccanti saranno un bel banco di prova per diverse difese. Certamente dobbiamo crescere nella gestione emotiva dell'episodio sfavorevole -come è stato il loro pareggio ad inizio ripresa- a partire dal confronto con la Juventus Next Gen (domenica ore 12.30, ndr) dove avremo subito l'occasione di riscatto: l'avversario non ha bisogno di presentazioni, ma la voglia di prenderci i tre punti da stasera (ieri sera, ndr) è ancora più forte".