Cittadella, Iori: “Dobbiamo ritrovare fuoco e cattiveria”
Alla vigilia della sfida contro l’AlbinoLeffe, il tecnico del Cittadella, Manuel Iori ha fatto il punto dopo la rifinitura, partendo da una situazione infortuni che continua a condizionare le scelte:“Non ci sarà Vita, che non ha recuperato. Salvi ha riportato una lesione all’inserzione del deltoide e starà fuori dalle tre settimane a un mese. Cecchetto sta continuando la parte riabilitativa, Gatti ha un’infiammazione al pube e Buino una contrattura al soleo, quindi non ci saranno neanche loro. Redolfi è un paio di settimane che si allena con antidolorifici per un’infiammazione al tendine rotuleo: questo è il quadro della situazione”.
Iori ha poi analizzato il momento della squadra, reduce da risultati negativi nonostante prestazioni a tratti positive.“Eravamo partiti bene nel girone di ritorno, poi con l’Alcione non abbiamo fatto bene. Con la Pergolettese fino all’85’ era una buona prestazione: eri avanti 3-1 e poi prendi due gol e finisce in parità. A Vicenza sono stati più bravi di noi. In queste partite abbiamo lasciato per strada parecchie cose”.
Il tecnico granata ha escluso contraccolpi psicologici, chiedendo però una reazione immediata:“È chiaro che un risultato così lascia scorie, ma dobbiamo pensare solo ad andare in campo e reagire subito. Dobbiamo lavorare anche a livello mentale per prepararci bene alla partita di domani”.
Entrando nel dettaglio della gara di Vicenza, Iori ha evidenziato errori concreti e disattenzioni decisive:“Nel primo tempo abbiamo subito quattro situazioni pericolose da rimessa laterale. Anche sul calcio d’angolo da cui nasce il rigore è un’ingenuità: la palla sta andando fuori, una spintina e lo pari. Al 45’ invece calci una palla quando non stai giocando, rinvio corto, palla davanti, due contro uno e prendi un gol all’ultimo secondo. Stavi andando al riposo sullo 0-0 e invece comprometti la partita”.
Un passaggio chiave è legato all’atteggiamento e all’intensità: “Siamo mancati nella concentrazione, nella cattiveria, nel fuoco. Nei dieci minuti in cui abbiamo cambiato qualcosa abbiamo avuto predomino territoriale, ma non siamo mai riusciti a sfondare. Tante volte abbiamo portato palla pulita agli attaccanti e non l’abbiamo tenuta, abbiamo perso troppi palloni”.
Sul tema dei gol subiti nel finale, Gorini ha fatto riferimento ai dati ma anche allo spirito necessario: “Con la Pergolettese si è pensato di averla vinta. Le partite non le vinci se pensi di averle vinte. Nel girone d’andata portavamo a casa anche partite sofferte, ma non mollando mai. Quello è lo spirito che serve”.
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