Ds Lucchese: "Sono stati due anni di lacrime e sangue"

08.05.2018 15:10 di Valeria Debbia Twitter:   articolo letto 1172 volte
Ds Lucchese: "Sono stati due anni di lacrime e sangue"

Conferenza stampa di fine stagione in casa Lucchese per il direttore sportivo Antonio Obbedio, che ha affrontato tanti temi, partendo dal mancato accesso ai playoff della squadra rossonera: "C'è il dispiacere per non aver raggiunto i playoff. La squadra ha pagato il peso del salto di qualità. Ma non riesco a trovare appigli per fare critiche ai giocatori. Per come si è sviluppata l'annata forse è giusto così. Bisogna anche essere equilibrati: bisognare dare merito alle altre società, come ad esempio il Pontedera che è quella a noi più vicina. Loro hanno una struttura societaria e hanno avuto il merito di rientrare nei playoff. Poi possiamo recriminare su certe partite, come quella contro la Pistoiese: quei due punti non ci hanno permesso di raggiungere gli obiettivi".

L'handicap dei rossoneri è stato quello di giocare per gran parte della stagione senza attaccante: "E' ovvio che nell'allestire l'organico si fanno degli errori. Abbiamo avuto la sfortuna che Del Sante è stato colpito da molti infortuni. Sui giovani non si possono muovere critiche in un ruolo molto difficile. Shekiladze arriva a gennaio e si infortuna. Non siamo fortunati sotto l'aspetto fisico. Abbiamo avuto una serie di infortuni allucinanti nel corso dell'anno. Comunque c'è anche il mio demerito di non essere stato bravo nella scelta".

Ci potrebbe quindi essere il rimpianto di non aver tenuto Alessandro De Vena: "No, si sono fatte due scelte a gennaio: la prima tecnica, volevamo un giocatore con determinate caratteristiche. La seconda è che al mercato mi chiamò la segretaria dicendo che se riuscivamo a spendere una pedina a tot euro siamo in autogestione economica fino a giugno. Togli De Vena e prendi Shekiladze pagato per metà dallo Spezia e ci siamo arrivati. L'Arezzo alla fine si è salvato, ma è arrivato nella posizione in cui sarebbe dovuto arrivare: cioè nella parte alta della classifica. Questo discorso vale anche per altre come il Piacenza. Davanti a noi l'unica sorpresa è il Pontedera. Nel calcio, in un contesto come è in questo momento la Lucchese, in base al budget arriva la classifica".

Obbedio si lascia andare a considerazioni che abbracciano anche le precedenti annate: "Qui sono stati due anni di lacrime e sangue: giocatori che si pagano vitto e alloggio e sono al minimo sindacale. Spesso si sono pagati ecografie e risonanze perché la società in quel momento non poteva. Si sono fatti tanti ragionamenti per risparmiare. Per questa società il gruppo di lavoro è stato straordinario: siamo inattaccabili. Qui c'è gente che ha dato veramente il sangue. Come hanno detto i nostri tifosi: ambizione, rispetto, serietà, sogni di gloria, sudare e difendere la maglia per la città e per la Lucchese. Tutte queste parole i giocatori le hanno messe in pratica negli ultimi due anni. Lopez diceva che siamo una Cinquecento e a volte l'ha portata al massimo, come una Ferrari, sbarellando. Se fossimo andati come una Cinquecento saremmo stati al posto di Cuneo, Gavorrano e Prato. Se siamo arrivati qua, ci sarà anche dispiacere, ma qualcosa forse lo abbiamo fatto: salvaguardare la categoria con 3 giornate d'anticipo. Io devo ringraziare tutti i soci: Moriconi con le sue possibilità economiche non ha mai fatto prendere punti di penalizzazione alla società. Abbiamo rilanciato Bertoncini che l'anno prossimo tornerà nella categoria che gli compete. Tutti hanno dato l'anima: non c'è una persona che qua dentro non abbia dato l'impossibile, anche nelle ore notturne. Se fossimo andati ai playoff un piccolo premio lo avrebbero avuto i giocatori: i premi li ha messi la proprietà precedente sul contratto".

Ma quanto ha inciso l'incertezza societaria sull'ultima partita terminata con un brutto ko? "Il 6 dicembre noi eravamo quinti in classifica, guarda caso in quel periodo sono iniziate le dinamiche societarie" glissa Obbedio che poi parla di una sua eventuale riconferma e quindi del suo futuro: "Non sta a me dirlo. Io ho un contratto con rinnovo automatico in caso di salvezza. L'obiettivo salvezza era stato prefissato a giugno scorso. Potevo andare a Monopoli, ma ho fatto un'altra scelta: siccome, così come Lopez, siamo persone riconoscenti abbiamo deciso di restare, anche con uno stipendio più basso".

Gli viene quindi chiesto se in programma ci sono appuntamenti con la nuova società: "Al momento no. Avendo contratto dovranno chiamarmi e farmi sapere qualcosa sul mio futuro. Abbiamo ripulito la società a livello economico e quest'anno ci si è sostenuti con le vendite dei giocatori degli anni precedenti: è una soddisfazione. Lopez ha detto una cosa importante: abbiamo tenuto vivo il professionismo a Lucca e soprattutto la categoria. I giocatori hanno creduto nelle parole del sottoscritto e nella persona dell'allenatore e dello staff".

Si parla anche di giocatori che hanno sorpreso per il loro rendimento: "Baroni, Damiani, due '98 che sono sulla bocca di tutti e Albertoni, quest'ultimo ha fatto 13 presenze negli anni precedenti ed ora è diventato un portiere portante. Ma le scelte sono condivise: il merito è anche del signor Biato. Russu è diventato titolare inamovibile, Dell'Amico senza preparazione ha fatto un buon campionato. Solo nel reparto offensivo non siamo stati incisivi. Espeche ha fatto il miglior campionato della sua carriera. Mi spiace per quei giocatori che per infortunio non hanno potuto rendere come avrebbero potuto. Abbiamo fatto 250mila euro di minutaggio: si ripartirà con un discreto tesoretto. Ho dimenticato di parlare di Parker: ha dato il suo contributo e il Bari ci riconosce soldi. Se la Lucchese è stata venduta è perché qua dentro in due anni si è fatto quel che si è fatto. Moriconi ha potuto presentare una macchina con un motore abbastanza pulito e la carrozzeria rifatta, sennò la macchina era invendibile, come altre società avete visto quest'anno".

Chiusura a braccio e con dedica a Nicola Mingazzini che ha annunciato il suo addio al calcio giocato: "Due anni fa chiesi alla stampa: di stare vicino a noi, di darci una mano, di cercare di essere tifosi in modo diverso. Io posso solo ringraziarvi. Non ho letto una volta una critica nei miei confronti. Spero di aver dato in piccola parte quello che non sono riuscito a dare quando giocavo. Mingazzini ha deciso di smettere: dispiace che non c'è stata la possibilità negli ultimi mesi di fargli prendere un giusto tributo. Ma lui, come qualche altro senior, potrebbe essere utile nel futuro societario. Sono un patrimonio culturale e calcistico per i giovani. Nicola pare abbia deciso di fare l'allenatore: ci tenevo a ringraziarlo, ha sofferto tanto quest'anno".