TMW Radio

Ds Renate: "Mercato troppo lungo, i giocatori sono distratti dal telefonino"

Ds Renate: "Mercato troppo lungo, i giocatori sono distratti dal telefonino"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 15:20Girone A
di Redazione TC

Ospite di TMW Radio, nel corso di A Tutta C, il direttore sportivo del Renate Oscar Magoni ha parlato del campionato al via tra poche ore: "Adesso si comincia a giocare davvero, basta amichevoli, basta esperimenti: si gioca per i risultati. La Coppa Italia ci ha già dato una bella educazione, siamo stati bravi e fortunati a passare il turno, quindi siamo partiti abbastanza bene. È chiaro che, come tutte le squadre, siamo ancora in una fase di rodaggio: dobbiamo avere pazienza, ma anche migliorare, essere più performanti e sbagliare di meno.  Da venerdì saremo già chiamati alla prima di campionato: finalmente si gioca sul serio".

Si è fatto un'idea sul girone?

"Parliamo ad oggi, perché con questo mercato così lungo i giocatori stanno spostando molte energie sul controllare il telefonino piuttosto che allenarsi con concentrazione. Tutte le squadre hanno esuberi, ci sono situazioni delicate, giocatori fermi, e questo disturba anche noi, sinceramente. Detto questo, nella nostra regione c'è una super favorita che è l'Union Brescia, poi ci sono squadre ben attrezzate che arrivano forti dall'anno scorso, come il Cittadella e il Trento, che è un'ottima squadra. Ci siamo anche noi, che abbiamo fatto bene, e poi ci sono realtà ambiziose come il Treviso, che ha speso molto e fatto acquisti importanti. Sarà sicuramente un girone divertente, con qualche sorpresa positiva e negativa".

Il Treviso è la neopromossa più pericolosa?

"È una squadra con un grande passato, ora una società in ascesa: primo anno in Serie C, delicato, ma con una rosa molto attrezzata per i giocatori che ha acquisito. Poi ci sono squadre che fanno questo  campionato da anni, come l'AlbinoLeffe e l'Arzignano. Anche il Novara si è rinforzato molto bene, mi sembra una rosa importante, così come l'Alcione Milano, che ha fatto due stagioni di alto livello".

A che punto siete sul mercato?

"La squadra l'abbiamo composta, ma come tutti abbiamo giocatori che per esigenze personali vorrebbero cambiare aria, ed è difficile perché diventano molto distratti. In questo momento è complicato fare uscite, perché tutte le squadre hanno esuberi. Abbiamo poi elementi importanti, protagonisti di un campionato strepitoso lo scorso anno , attenzionati da altre società: sono i nostri punti cardine, ma anche loro ricevono attenzioni e sono distratti. Ogni giocatore ha un prezzo, e in base a quello si valuterà. Penso che tutti i direttori sportivi continuino a dire che il mercato è troppo lungo, che andrebbe chiuso prima dell'inizio del campionato: in questa situazione non è più calcio, perché i ragazzi sono troppo distratti, non riescono a tenere la barra dritta e a mettere tutto il focus sulle partite. Appena finito l'allenamento, molti prendono il telefono per vedere se il procuratore ha trovato qualcosa. È scomodo, ma non possiamo farci niente: dobbiamo convivere con questa situazione ancora due settimane". 

Perché non accorciare la finestra?

"Sinceramente non so come rispondere: servirebbe la volontà di chiudere prima le operazioni, invece si tende a portare tutto avanti, ad arrivare all'ultimo anche per questioni di convenienza economica sui contratti. I calciatori si trovano allo scadere senza un contratto e accettano situazioni che il mese prima non avrebbero mai accettato. Anche nella sessione invernale un mese di calciomercato con quattro partite di campionato di mezzo è troppo: se il girone d'andata finisce il 22-23 dicembre, si potrebbe arrivare fino al 15 gennaio e ridurre la finestra di almeno 15 giorni".