Giana Erminio, Pinto non si ferma: "La fame è sempre la stessa"

Giana Erminio, Pinto non si ferma: "La fame è sempre la stessa"TMW/TuttoC.com
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Quarant'anni sulla carta d'identità, quindici stagioni con la Giana Erminio e ancora la stessa voglia di scendere in campo. È il percorso di Daniele Pinto, raccontato nell'intervista rilasciata a Il Giorno, edizione Monza-Brianza. Il centrocampista ha appena iniziato l'ennesima stagione della sua carriera e non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi: "Mi diverto ancora". Il rapporto con la società è ormai qualcosa che va oltre il calcio, tanto che il rinnovo è diventato quasi una formalità: "Con la società, con Oreste Bamonte, Cesare Albè, Angelo Colombo, è come essere in famiglia".

La storia di Pinto con la Giana parte nel 2011, quando arrivò dopo la retrocessione in Promozione subita proprio contro i biancazzurri ai tempi della Vimercatese. Da allora sono arrivate tre promozioni consecutive, dalla Promozione alla Serie D, e poi il ritorno tra i professionisti. In mezzo anche una parentesi lontano dal campo per motivi di lavoro, prima del richiamo di Albè: "Sapevo che sarebbe bastata una partitella per farmi tornare la voglia". Oggi Pinto continua ad allenarsi e lavorare, con l'obiettivo dichiarato di aiutare la squadra a conquistare la salvezza. La partenza è stata incoraggiante, con il successo ai rigori sulla Folgore Caratese in Coppa Italia e una sfida contro l'AlbinoLeffe pronta a dare le prime indicazioni sul campionato.

Nel racconto del centrocampista trovano spazio anche i ricordi più forti: l'esordio nel nuovo Comunale contro il Venezia, davanti a uno stadio finalmente pieno, e la dolorosa retrocessione con l'Olbia ai playout, arrivata nel finale e con gli avversari ridotti in nove uomini. Tra gli avversari più difficili affrontati c'è invece Matteo Pessina, incrociato ai tempi del Como. E poi quel 3-2 al Piacenza, impreziosito dal suo gol e da quello di Biraghi: "Ci davamo forza l'un l'altro, grande gruppo anche quell'anno".

Adesso il presente si chiama ancora Giana. La squadra ha cambiato qualcosa, ma non l'ambizione di restare in categoria. Pinto lo sa bene: "Puntiamo alla salvezza in primis, poi si vedrà. Ci sarà da lottare". E se c'è qualcuno abituato a farlo, è proprio lui.