Sangalli si presenta: "Il Cittadella è un passo avanti nella mia carriera"
Mattia Sangalli, 24 anni, ha scelto il Cittadella per dare una svolta alla propria carriera. Dalla sua vacanza a Formentera, il nuovo centrocampista granata ha raccontato a Il Mattino di Padova le ragioni della scelta e le sue ambizioni.
La scelta del Cittadella - Il passaggio in granata nasce subito dopo i playoff disputati con il Trento. Sangalli spiega che il suo obiettivo era «fare un passo avanti nella mia carriera, crescere sotto il profilo dell’importanza della società, della struttura e delle ambizioni». Pur avendo ricevuto altre richieste, la decisione è stata immediata: «La mia idea è subito stata quella di venire qui».
L’incontro con Marchetti - Determinante l’impatto con il direttore generale: «Mi ha trasmesso una carica incredibile. Quando sono uscito dall’incontro avevo già voglia di iniziare la stagione, di correre e fare fatica». Sangalli parla di una «grande voglia di costruire una squadra competitiva» e di una «pressione positiva» legata al peso della maglia.
Identità tecnica: un regista puro - Il nuovo acquisto si definisce senza esitazioni: «Se durante una partita tocco pochi palloni mi innervosisco. Mi piace essere coinvolto nel gioco, dare ritmo alla squadra e sentire il controllo della partita». Il ruolo naturale è quello di play davanti alla difesa, anche se negli ultimi anni ha ricoperto più posizioni. L’arrivo in granata gli permetterà di confrontarsi con un elemento esperto come Barberis, che considera «una fortuna».
Modelli e riferimenti - Da interista, Sangalli è cresciuto osservando Cambiasso e i grandi registi europei. Ma un nome spicca su tutti: «Vedere da vicino Brozovic e Calhanoglu, quello che negli ultimi anni è stato il mio punto di riferimento principale, mi ha insegnato tanto».
Obiettivi e sogni - Il centrocampista distingue chiaramente i due piani: «Gli obiettivi devono essere concreti e raggiungibili. Adesso il mio unico pensiero è fare bene qui». Ma il sogno resta: «Da interista tornare un giorno a giocare con quella maglia sarebbe qualcosa di speciale».
Il rapporto con Anastasia - A Cittadella ritroverà un volto familiare: «Abbiamo giocato insieme a Trento per due anni e siamo rimasti molto legati». Il compagno gli ha parlato «benissimo del Cittadella», pur non essendo stato determinante nella scelta.
Studio e vita fuori dal campo - Sangalli rivendica l’importanza della formazione: «Il calcio può essere imprevedibile, mentre lo studio rappresenta una certezza». Laureato in Scienze Motorie, sta per iniziare la magistrale in Economia e Management dello Sport. Nel tempo libero, oltre a studiare, coltiva una passione nata vivendo da solo: «Mi piace sperimentare e provare ricette nuove». Il piatto forte? «Il risotto alla milanese».
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