Top & Flop di Pontedera-AlbinoLeffe

10.01.2021 18:55 di Francesco Moscatelli   Vedi letture
Manconi, TOP AlbinoLeffe
TMW/TuttoC.com
Manconi, TOP AlbinoLeffe

La prima è sempre storia a sè. E non importa che non sia la prima di campionato e nemmeno la prima di ritorno. E' la prima dopo la pausa natalizia, la prima del 2021, di fatto la prima di una lunga volata. La prima è sempre generosa di sorprese.

Non è una sorpresa -squadre distanziate da soli tre punti in classifica- ma non è un risultato scontato (1-2) quello che l'AlbinoLeffe va a cogliere sul campo del Pontedera. La pausa natalizia azzera di fatto due fasi (declinante per i lombardi, positiva per i toscani) che hanno marchiati i rispettivi dicembre: palla al centro, si parte davvero dallo 0-0, senza euforie, strascichi, malinconie, certezze. E' l'invenzione di un singolo (anzi, due singoli) a portare avanti l'AlbinoLeffe con Manconi a metà della prima frazione dopo una fase di sterile supremazia granata, uno svantaggio che prima stordisce e poi porta i locali ad attaccare, senza troppo costrutto, a testa bassa prima dell'intervallo. Sarà andato probabilmente a farsi benedire tutto il catechismo di Maraia divulgato nelle segrete mura dello spogliatoio, perché il raddoppio dello stesso Manconi pochi minuti dopo la ripresa del gioco taglia, e di molto, le gambe e le idee dei padroni di casa. Una squadra che anzi rischia l'imbarcata e, con la punta delle dita che sfiora un pallone, è lecito continuare a sperare. Ma è troppo poco il tempo per sperare dopo la rete, ad un minuto dal termine, di Stanzani. Una rete che, spenti i riflettori, non vede oltre la propria bandiera.

Vediamo ora coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nel match disputato questo pomeriggio allo stadio "Ettore Mannucci" di Pontedera.

TOP:

Una traversa, uno specchio chiuso, un po' di cuore (Pontedera): una sconfitta nata soprattutto per una presenza poco incisiva in area avversaria, e questo condanna i toscani non solo ad un risultato inoppugnabile ma anche, forse, a cercare sul mercato qualcosa che non sia solo Regoli. Tutto da buttare? Otto angoli battuti e uno solo sfruttato a dovere sono spia certamente di una lacuna sulle palle inattive ma anche di una propensione offensiva che non è quasi mai venuta meno e che, anzi, ha trovato i propri apici sul finale di primo tempo e nella parte centrale del secondo. A parziale discolpa c'è inoltre una traversa colta a due terzi di gara da Caponi: cinque centimetri sotto e sarebbe nata probabilmente un'altra partita tra le diverse partite che si sono sviluppate nell'arco dei novantadue minuti di gioco. Piccole note sui singoli: generosa la prova di Caponi (non solo sui calci piazzati), propositivo Risaliti nel forcing di primo tempo e bene Sarri ad evitare in qualche modo uno 0-3 che avrebbe svuotato di senso gli ultimi venti minuti di gioco. SFORTUNA E LACUNA FANNO RIMA

Manconi-Tomaselli-Canestrelli (AlbinoLeffe): tre nomi per indicare tre caratteristiche nelle vittorie dell'AlbinoLeffe. Manconi è la stoccata del singolo, l'uomo che riesce a vedere il gol dove gli altri vedono un muro. Dicembre ha presentato anche a lui il conto di tante domeniche da unico trascinatore di un intero reparto quando l'infermeria era diventata direttamente la sede sociale, normale perdere un po' di brillantezza: la pausa ha consegnato uno Jacopo riposato, motivato e perfettamente in sintonia con un Cori che merita solo applausi per quanto sia riuscito a capire che il suo momento storico chiede a lui altre indubbie capacità oltre ai gol. La pausa ha chiamato ad una risposta anche quel gruppo di giocatori che hanno visto il girone di andata a volte in panchina e più spesso a casa con la copertina sulle gambe: il genesi del primo gol è opera inequivocabilmente di Tomaselli che, con una serpentina, conferma la capacità nell'uno-contro-uno e una velocità che deve ancora "lucidarsi" ma che ha grande potenziale. E l'inserimento dell'ex-Monza nell'undici iniziale è stato importante, perché ha permesso tatticamente un domino che apre, anche per il futuro, tante nuove soluzioni, a partire da Petrungaro spostato di fascia a Gușu nuovamente difensore. Non solo Tomaselli, hanno funzionato bene entrambe le catene, anche se non si può parlare nello schema di Zaffaroni di vere e proprie sovrapposizioni. Bene così come Gelli, forse ispirato da un vento che sa quasi di casa. E si sarà sentito ancora più a casa Canestrelli, oggi avversario di alcuni compagni di gioventù empolese. E' incredibile quanta esperienza stia accumulando questo ragazzo che, ancora ventenne, sbaglia davvero poco o nulla. Eppure altri millenials sulla bocca e sui taccuini dei più non valgono la duttilità di questo difensore fisicato che, ovunque lo metti nelle tre caselle di difesa, bene fa. COME RIPORTARE LE LANCETTE INDIETRO DI OLTRE UN MESE

FLOP:

Magrassi-le due reti seriane (Pontedera): poco assistito, ma anche poco presente in termini di tentativi a rete. Prova a rendersi utile spalle alla porta (cambio di rotta quando si annusa la malparata), ma il ritardo con il quale arriva sul diagonale di Risaliti è decisivo: un tap-in non impossibile che avrebbe riscritto il primo tempo e, con esso, l'intera partita. Difficoltà di un intero reparto che coinvolge anche Benedetti nel suo delicato (e riuscito solo a tratti) ruolo di cerniera tra i reparti: il primo acquisto all'apertura delle contrattazioni (Regoli) è un esterno offensivo e non è un caso. Anche i gol presi, ad ogni modo, rivelano la difficoltà di leggere i movimenti di Manconi: il vantaggio è figlio soprattutto di una intuizione personale (ma Tomaselli andava contrastato sul nascere), il raddoppio ha visto il bomber bluceleste anticipare tutti sul primo palo. Disattenzioni, magari piccole, che di fronte ad un giocatore quest'anno particolarmente ispirato, causano voragini. La classifica è sempre buona, la squadra con qualche ritocco c'è, la guardia deve restare sempre alta. UNA SCONFITTA PER RESTARE CON I PIEDI PER TERRA

Gli ultimi minuti (AlbinoLeffe): evidentemente è destino che, sbucati dagli Appennini, in terra di Toscana i seriani "regalino" a chi si ostina a seguire una squadra per tanto tempo senza patria (ma ancora per poco!) alcuni attimi di tranquillo terrore. E' successo a Lucca, che a momenti si finiva sui giornali nazionali per il tentativo di impresa di sperperare CINQUE reti di vantaggio, è successo in parte anche al "Mannucci" con una disattenzione da calcio da fermo che rischiava di rinfocolare gli altrui ardori, ardori che si pensavano già definitivamente riposti in uno stanzino degli spogliatoi. Su questo aspetto -Zaffaroni in primis non ha mancato di ribadirlo in più occasioni- c'è ancora da diventare vera squadra, ma ciò che conta oggi è altro: un risultato che cancella un dicembre difficile, tre punti che permettono di non dover rovistare affannosamente nel mercato, una vittoria che apre le porte ad un girone di ritorno quantomeno da approcciare con una battagliera serenità. LA SOFFERENZA NEL TUO CAMMINO, LA VITTORIA NEL TUO DESTINO