Treviso, quanto costa giocare al Tenni? Oltre 400mila euro per una stagione tra campionato e playoff

Treviso, quanto costa giocare al Tenni? Oltre 400mila euro per una stagione tra campionato e playoffTMW/TuttoC.com
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Oggi alle 19:00Girone A
di Laerte Salvini

Il ritorno tra i professionisti ha un prezzo importante per il Treviso, anche lontano dal campo. Ogni partita casalinga allo stadio Omobono Tenni comporta una spesa compresa tra 15 e 20mila euro, per un totale che può arrivare a circa 380mila euro considerando le 19 gare della stagione regolare. Una cifra destinata a crescere in caso di partecipazione ai playoff: due eventuali incontri interni porterebbero il conto oltre quota 400mila euro. A questo investimento si aggiungono gli 1,2 milioni già spesi in estate per adeguare l'impianto agli standard richiesti dal professionismo. Come raccontato da La Tribuna di Treviso, il lavoro per rendere disponibile lo stadio è stato particolarmente impegnativo, con il via libera arrivato soltanto pochi giorni prima della sfida contro il Lecco.

Dietro l'organizzazione c'è il facility manager Alessandro Febas, responsabile della gestione quotidiana di una struttura inaugurata nel 1933 e oggi bisognosa di interventi continui. Nonostante una capienza complessiva vicina ai 10mila posti, soltanto una parte degli spalti è attualmente omologata. La manutenzione riguarda spogliatoi, bar, infermeria, uffici e terreno di gioco, ma anche gli interventi necessari per risolvere problemi strutturali come infiltrazioni, riscaldamento e muffa. Ogni partita richiede inoltre un complesso dispositivo organizzativo: tra 30 e 35 steward, oltre 80 persone complessivamente impegnate e il coordinamento con forze dell'ordine, vigili del fuoco e personale sanitario. Una macchina che deve adattarsi di volta in volta al livello di rischio dell'incontro e alle esigenze delle tifoserie.

Il Tenni rappresenta quindi una risorsa fondamentale per il Treviso, ma anche una struttura che guarda al futuro con alcuni limiti evidenti. Lo stesso Febas ha sottolineato che un'eventuale promozione in Serie B richiederebbe investimenti molto più consistenti per rendere lo stadio adeguato alla categoria. A complicare la gestione c'è anche la posizione dell'impianto, situato nel centro cittadino, con inevitabili ripercussioni su traffico, parcheggi e viabilità nei giorni delle partite. Il ritorno nel calcio professionistico porta dunque con sé non soltanto entusiasmo e ambizioni sportive, ma anche costi, responsabilità e una gestione quotidiana che coinvolge decine di lavoratori.