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Virtus Verona, Bassi: "Non mi aspettavo di trovarmi così in basso a febbraio"

Virtus Verona, Bassi: "Non mi aspettavo di trovarmi così in basso a febbraio"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 18:30Girone A
di Matteo Ferri

Ospite della trasmissione A Tutta C, su TMW Radio e il61, il centrocampista della Virtus Verona Matteo Bassi ha parlato del momento della formazione rossoblù.

Allora, il nome di Matteo è comparso, mi ha catturato lo sguardo, perché è uno degli due giocatori di movimento, quindi esclusi i portieri, che è sempre stato in campo in tutte le giornate di campionato. Finora è praticamente uno stacanovista, una sorta di highlander, l'ultimo degli immortali. È uno di quelli che il campo non lo lascia neanche per sbaglio. Matteo, insieme a te c'è Panatti, che è un centrocampista, un tuo collega di reparto, che gioca in un'altra squadra, sempre del Girone A, ma ha l'esperienza dei 30 anni. Essere praticamente intoccabile nel centrocampo della Virtus a 22 anni, che sensazione ti dà? 
"Diciamo che fa molto piacere, perché comunque lo staff e il mister mi hanno dato fiducia fin dalla prima giornata, e io cerco di ripagarla ogni partita. In qualsiasi ruolo loro mi impiegano, perché quest'anno ho ricoperto veramente tante posizioni, però per me non è un problema, perché sono stato abituato a farlo già dal settore giovanile dell'Udinese, quindi io mi metto a completa disposizione qualsiasi sia la posizione in cui il mister chiede di schierarmi". 

Ecco Matteo, se in un'ipotetica carta d'identità ti chiedessero professione centrocampista, specializzazione, qual è il ruolo che ti senti, l'abito che ti senti cucito meglio addosso, perché hai giocato da mediano, da centrale, da esterno? 
"L'abito che mi sento più cucito addosso è sicuramente quello della mezzala, per le mie caratteristiche personali di inserimento e di progressione a palla al piede. Ho queste caratteristiche di buttarmi sempre nello spazio, prediligo più la palla nello spazio che la palla addosso, e quindi direi sicuramente la mezzala". 

Quindi la fase di inserimento è la tua preferita, hai un riferimento, un giocatore che di solito segui, guardi, ti piace. Non parlo di idoli, perché poi si va sempre a scomodare giocatori di altissimo livello, di grande passato, ma uno a cui cerchi anche della Serie A, della Serie B attuale, di rubare qualche movimento. 
"È un giocatore che è ritornato quest'anno in Serie A, è Rabiot del Milan, che già quando giocava alla Juventus mi ha sempre fatto una grossissima impressione. Io ho sempre detto di ispirarmi a lui, perché rispecchia un po' le caratteristiche che ho io anche. Ovviamente lui ha fatto la carriera che sta facendo, però dai, un passo alla volta, quello è l'obiettivo". 

Hai anche qualche anno in meno rispetto al 12 del Milan, quindi hai tutto il tempo a disposizione per riuscire a eguagliare, te lo auguriamo assolutamente la carriera del francese. Matteo, se la tua stagione a livello personale è sicuramente da raccontare, perché quella della Virtus nel complesso è stata forse un po' più complicata rispetto alle attese? Perché la vittoria vi manca da metà dicembre, siete in questo momento in piena zona play-out. Vi siete dati una spiegazione a quello che è stato il percorso quest'anno? Detto che, come dice sempre il presidente, il mister Fresco, l'obiettivo della Virtus è sempre solo quello di salvarsi, di mantenere la categoria e di rimanere sempre con i piedi per terra.
"Io dico la verità, all'inizio di quest'anno non mi aspettavo di essere a fine febbraio in questa posizione. Però la Serie C è un campionato talmente insidioso che i dettagli hanno fatto la differenza, perché abbiamo perso tante partite su piccoli dettagli. Però mancano ancora 11 partite, c'è tutto il margine per recuperare. L'obiettivo è la salvezza, il primo obiettivo è rimanere attaccati al treno dei play-out, perché il distacco da quelle davanti per salvarsi matematicamente è abbastanza ampio. Partendo dalla partita di lunedì con Vicenza, che non sarà facile perché loro sono i primi in classifica, hanno perso l'ultima, l'anno scorso hanno perso il campionato da noi, vorranno una sorta di rivincita. Però tutte le partite partono 0-0, sia la prima contro l'ultima o qualsiasi altra squadra. Abbiamo le caratteristiche per far male a tutte le squadre". 

Hai citato il Vicenza, hai citato quell'amarcord, precedente dello scorso anno, quando di fatto in casa vostra il Vicenza perse la promozione diretta in Serie B, perché poi nei play-off fu eliminata dalla Ternana. I numeri dicono che questo Vicenza sia sicuramente più forte rispetto a quello dello scorso anno. Rimangono comunque due squadre diverse ma di grandissimo valore. Il canovaccio, lo spartito che avete recitato lo scorso anno per fermarli, può essere riproponibile anche per fermare questo Vicenza? O secondo te ha delle caratteristiche diverse a cui vi dovete adattare per cercare di strappare un risultato positivo? 
"L'anno scorso il Vicenza aveva recuperato 11 punti di svantaggio al Padova, che erano veramente tanti e poi hanno perso qui al 96esimo. Io credo che rispetto al Vicenza dell'anno scorso siano una squadra un po' più arcigna, che subisce veramente pochissimi gol e poi hanno l'esperienza della Serie C. Hanno perso la prima partita l'ultima giornata, in casa hanno perso l'ultima, però fino a quella di prima avevano sempre vinto tranne un pareggio, quindi quella è la loro forza. Poi Vicenza c'è da dire, ha una piazza, un pubblico che fa la differenza. Verranno da noi a Verona tantissimi tifosi a sostenerli, perché ormai hanno la Serie C in pugno". 

Matteo, mi interessa il tuo pensiero su una delle novità di questa stagione, ovvero l'arrivo della tecnologia, lo chiamiamo VAR a chiamata, ma poi sono cose molto diverse l'FVS dal VAR, quello che si vede in Serie A e in Serie B. Come ci si adatta da calciatore a questa novità? Se vi sentite più tranquilli, passami il termine, rispetto agli anni scorsi o vedi ancora un po' di rodaggio da fare? 
"C'è da dire che può essere un'arma a doppio taglio questo FVS e come esperienza quest'anno ho notato che non c'è troppa congruità sulle decisioni. Magari la domenica prima su un campo è stata data una decisione di un certo modo, lo stesso episodio la domenica dopo un altro. A noi personalmente ci hanno penalizzato più di qualche volta con episodi veramente chiari, però questo sicuramente non è un alibi per dire che quest'anno abbiamo faticato perché prima di vedere gli errori che sono stati fatti con l'FVS abbiamo sempre cercato di analizzare gli errori che abbiamo fatto noi e come andarli a migliorare". 

Matteo, rispetto allo scorso anno, prima facevamo il parallelo tra il Vicenza 24-25 e quello 25-26, il girone ha invece come lo hai visto cambiato, lo hai visto migliorato, ci sono state tante novità, una tra queste per esempio è l'arrivo dell'Inter Under-23, della nuova seconda squadra del club nero-azzurro. Come valuti questo girone rispetto allo stesso girone dello scorso anno? 
"Io non ho visto grossissime differenze, l'anno scorso diciamo che l'ho visto un po' più da fuori perché sono stato fermo anche quattro mesi, poi non ho avuto la continuità in campo che ho avuto quest'anno, quindi secondo me la percezione che si ha da fuori è diversa da quella che si ha dentro il campo. Per quanto riguarda le formazioni under, Inter e Atalanta un po' si equivalgono, nel senso che lavorano molto bene sul settore giovanile, infatti l'Atalanta l'anno scorso ha fatto quel tipo di campionato e l'Inter lo sta replicando praticamente, è una formazione piena di talenti con qualche tassello di esperienza che fanno un mix veramente interessante. Il livello è alto secondo me, come dicevo prima giocare con la prima è tosta, ma allo stesso tempo andare a giocare in casa dell'ultima è allo stesso tempo difficile perché ogni squadra cerca di non lasciare punti per raggiungere i propri obiettivi".

Ultima domanda Matteo, poi ti saluto, ti ringrazio e ti lascio al tuo venerdì sera in attesa della gara con la Vicenza che sicuramente sarà impegnativa. Degli altri due gironi della Serie C, quindi il B e il C, ce n'è uno che ti cattura di più, che ti piace di più seguire, che ti interessa e perché? Perché comunque le sono tre anime molto diverse. 
"Io devo dire la verità, seguo molto il girone C perché ho un carissimo amico che giocava con me alla Virtus Verona l'anno scorso, che è Diego Ronco, che gioca al Monopoli e noi ci sentiamo quasi ogni giorno, ci aggiorniamo sulle situazioni delle due varie squadre e per questo seguo appunto un po' il girone C e quando magari non giochiamo in contemporanea io cerco sempre di vedere le loro partite perché anche poi il girone C è quello un po' più spettacolare a livello di pubblico, tifo, piazze e quindi è un bel vedere".

Secondo te come livello qualitativo del gioco in campo, se i gironi A e i gironi C quanto sono distanti, se sono distanti? 
"Secondo me a livello proprio di temperamento forse il girone C ha un passo in più perché appunto ogni squadra là ha una piazza, un tifo che li segue, magari qua ci sono quelle realtà un po' tra virgolette di periferia come può essere la nostra che però in questi nove anni che si sono affermati in serie C hanno detto sempre la loro e qualitativamente forse un po' più il girone A, quindi queste due cose si vanno un po' a compensare".