Giana, Albertini: "Contenti del nostro percorso, ora vogliamo dare continuità"
Ospite della trasmissione A Tutta C, su TMW Radio e il61, il centrocampista della Giana Erminio Alessandro Albertini ha parlato del momento della formazione biancazzurra.
Che sfida sarà quella col Novara?
"Sarà una partita importante per tutte e due le squadre, a noi serve per continuare il nostro percorso di crescita. Io sono stato uno degli ultimi arrivati nel mercato estivo, poi abbiamo cambiato qualcosa anche nel mercato invernale dove sono andati via anche dei giocatori importanti per noi che stavano facendo bene. Vogliamo dare continuità a questo percorso di crescita, con un gruppo tutto quasi completamente nuovo dall'anno scorso, con un mister nuovo che si affaccia alla categoria per la prima volta. Siamo contenti per ora del percorso che stiamo facendo, però ultimamente stiamo lasciando qualche punto per strada immeritato. Questa partita per noi è importante per confermare quello che facciamo in campo e troviamo una squadra che secondo me non rispecchia i punti in classifica, ha dei giocatori importanti. Sicuramente vorrà trovare dei punti soprattutto per incastrarsi nella zona playoff che merita ampiamente per la rosa di cui dispone".
È veramente difficile decifrare questo Novara?
"Sì, noi l'abbiamo già studiata in settimana, c'è stata una partita di andata che più o meno ci ha dato delle idee chiare sulla squadra poi si sono anche rinforzati a gennaio. È una squadra molto strutturata, molto fisica, improntata per affrontare al meglio questa categoria, però sta avendo dei problemi soprattutto a livello di identità. È una squadra che se si abbassano i ritmi, se non tiene i ritmi alti, viene fuori perché ci sono giocatori fisici, esperti. Noi dobbiamo tenere alto il ritmo, dare sempre l'impronta al gioco, che è la nostra arma principale. Come si vede da anni in questa categoria, le categorie, il gruppo, l'identità, i valori ne fanno sempre la padrona. Dobbiamo sfruttare questo momento per cercare di portare a casa i punti in un campo difficile, perché è fuori casa da loro, sul sintetico. Dovremmo essere bravi ad approcciare bene la gara".
I playoff sono l'obiettivo stagionale?
"Io credo che la forza di questa società, di questa squadra, del gruppo sia nel pensare partita per partita. Ieri è uscito il monte ingaggi di tutti i tre gironi. Noi siamo tra gli ultimi e questo fa capire il lavoro che c'è dietro da anni in questa società. Finché sei fuori non lo capisci. Quando sei all'interno, come è capitato a me quest'anno, si capisce perché le cose funzionano sempre in maniera ottimale. È una frase fatta, ma si guarda sempre di più alla persona, all'uomo che ha il giocatore. Infatti siamo un gruppo di ragazzi professionisti e concentrati. Chi più grande aiuta i giovani che sono parecchi in squadra. I giovani si mettono a disposizione, un allenatore con idee che viene fatto lavorare bene. Questi sono i segreti che ti portano a lottare sempre per obiettivi importanti, come hanno fatto l'anno scorso, come siamo in linea quest'anno. Noi dobbiamo pensare partita per partita, continuare per il nostro percorso, perché abbiamo tanti giocatori giovani che si approcciano alla categoria per la prima volta. Dobbiamo cercare di migliorare sempre partita per partita ed è l'input di questa società, non avere l'ansia del risultato. Dobbiamo avere la serenità di lavorare, che in altre realtà dove si ha più fretta è difficile avere. Negli ultimi anni sono usciti tanti giocatori giovani e meno giovani che poi si sono affacciati in altre società più importanti, come Piazza. Ci sono tanti giocatori che alla Giana vi permettono di lavorare bene e con tranquillità, credo si sia visto nella stagione passata".
Quanto è importante una figura come quella di Cesare Albè?
"Sicuramente è una figura che fa collante tra società e gruppo in una maniera incredibile. È una persona che sta con noi quotidianamente, non è il classico direttore che ci parli 10 minuti al campo e poi basta, ognuno ha il suo ruolo. È uno che entra proprio all'interno del gruppo e uno che scherza molto. Cerca sempre nella sua maniera di creare un ambiente familiare, di entrare dentro a ognuno di noi e questo è la sua forza. Dove sembra che scherzi, che la metta sul gioco, in realtà dopo lui riesce a vedere degli aspetti caratteriali del mister, dello staff e dei giocatori che poi altre persone non riescono a captare. Sono aspetti fondamentali per il lavoro che facciamo. Questo porta a una serenità e a affrontare il lavoro in maniera diversa con il 100% di ognuno di noi. Dove ci sono anche tanti ragazzi che si affrontano una categoria per la prima volta non è facile, ci sono delle difficoltà importanti. Si trova un ambiente sostenuto anche dai senatori Pinto e Marotta che sono qua da anni, che sono collanti di questo gruppo per chi arriva e si è creata una bella armonia, una bella gestione che aiuta sia me, che sono più grandi, anche i giovani a inserirsi in questo ambiente e capirne tutte le sfaccettature per portare il 100% di noi. Non è un caso che sono anni che chiunque viene qua viene, fa risultati, si mette in mostra. Anche per il mister non era facile subentrare dopo aver fatto una stagione straordinaria come l'anno scorso che hanno fatto gli altri ragazzi. Queste non sono cose scontate, va premiata la serietà e la lungimiranza della società".
Si parla troppo poco del direttore sportivo Gabriele Bolis?
"Una persona veramente perbene, oltre che un ragazzo che ha imparato a far quadrare i conti. Credo che il suo lo stia esprimendo. Alla Pergolettese chiaramente tanto lavoro era stato fatto nel corso delle stagioni anche da Fogliazza però penso che anche lui abbia la sua buona parte di meriti. Ripeto, è un'altra realtà. La Pergolettese punta molto sui giovani. Quando tu punti su un giovane non è mai facile andare a individuare sempre il profilo giusto sotto l'aspetto tecnico e umano. Rispetto a un giocatore esperto che ha già fatto anni in questa categoria, non sai mai come approccia all'ambiente Serie C, all'ambiente squadra. Lavorare con tanti giovani e portare sempre risultati, qualità nella scelta, è uno di questi. E' anche un ragazzo giovane, quindi sa approcciare forse meglio di altri all'esigenza di un ragazzo, a parlare in una certa maniera. Ora come ora ci sono molte più aspettative, più pari puntati rispetto al passato ed è sempre facile perdere un ragazzo mentalmente. Il mondo si evolve, è tutto veloce, anche il calcio è veloce sia nell'aspetto positivo che negativo, quindi bisogna sempre individuare il profilo che sia tecnico che umano, che ti porti dei risultati nell'immediato. Quando lavori con tanti giovani non è facile, quindi si fa i complimenti anche a lui per il lavoro svolto dell'anno scorso e degli altri anni".
Che stagione stanno vivendo Triestina e Vicenza?
"Per quanto riguarda il discorso promozione direi che il Vicenza è ben avviato verso la Serie B, ha fatto un percorso straordinario. Quando tu giochi per vincere e cominci così alla grande e vedi dietro che antagoniste come Brescia, Cittadella e Lecco sono lì e incappano sempre in pareggi e vittorie e tu cominci a vincere all'inizio, il morale sale, il lavoro che stai facendo all'inizio funziona e si crea quell'alchimia. Quella consapevolezza che ti porta a fare questi risultati che sta facendo il Vicenza. Fino ad adesso è la squadra che oltre ai punti che abbiamo affrontato mi ha impressionato di più per la forza dei giocatori che ha, per la piazza, per l'organizzazione ma soprattutto per la solidità che hanno. Si vede che credono in quello che fanno e questo aiuta a vincere. Il percorso iniziale gli ha dato lo slancio e la consapevolezza per poter continuare a fare un percorso straordinario. Si sono subito tolte e questo ha creato uno stato mentale sia per chi deve rincorrere che per chi deve vincere. Per la Triestina mi dispiace perché siamo degli avversari e non è bello che un campionato venga falsato così perché abbiamo affrontato dei giocatori di qualità, ma quando parti con una penalizzazione così importante non hai certezza a livello societario. Non è facile affrontare mentalmente una stagione così e appena non si sono avute delle risposte a livello societario all'inizio la situazione era inevitabile. Dopo il mercato di gennaio il fuggi fuggi non ha aiutato e dispiace perché si poteva fare una stagione diversa per i valori che aveva, ma questa è la situazione e mi dispiace perché capisco che i giocatori possano passare con un gruppone di incertezza societaria".
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