Gubbio, Di Carlo: "Non meritavamo di perdere. Rigore? Inutile parlarne"
Domenico Di Carlo, tecnico del Gubbio, analizza in conferenza stampa il ko interno contro la Reggiana, che lascia i rossoblù a quota zero in classifica, vista la sconfitta all'esordio contro il Guidonia Montecelio.
La Reggiana è tecnicamente più forte, ma la mossa tattica ha sorpreso tutti. Quanto pesa l’amarezza per aver perso così, più della consapevolezza di avere una buona squadra?
«Ci sono due dati molto positivi. Il primo è la reazione che ci aspettavamo tutti dopo la partita di Guidonia, che non era piaciuta a nessuno. Oggi (domenica sera, ndr) l’atteggiamento è stato importante, giusto, determinato e determinante in molte situazioni. Abbiamo giocato a calcio: nel primo tempo siamo entrati in porta nove volte. A volte il calcio non ti premia: al primo tiro in porta abbiamo preso gol, merito anche della qualità della Reggiana. Ma il Gubbio non si è sfilacciato: abbiamo tenuto bene le distanze, abbiamo provato a pareggiarla, il loro portiere ha fatto una parata importante. Nel secondo tempo abbiamo ripreso come nel primo, ci siamo riusciti. Il secondo gol nasce da una palla inattiva, un batti e ribatti: oggi doveva andare così.
Dopo il secondo gol abbiamo perso un po’ le distanze per dieci minuti, abbiamo mollato leggermente. Ma nel finale siamo tornati a spingere con i cambi, mettendo giocatori freschi in attacco. Abbiamo riaperto la partita, abbiamo avuto l’occasione per il 2-2 e non l’abbiamo sfruttata. A me è piaciuta molto la reazione e il gioco espresso. Il risultato non ci premia, ma giocando così, con questo atteggiamento e questa mentalità, i punti arriveranno».
Il Gubbio è destinato a crescere?
«Sì, deve crescere in cattiveria nell’area di rigore. Il loro secondo gol è evitabile: sul batti e ribatti bisogna aggredire la palla, non aspettare. Quando tiri tante volte e non fai gol, e gli altri con tre tiri ti fanno due gol, significa che devi migliorare in fase difensiva. Ma oggi l’atteggiamento della squadra è stato ottimo: gran partita contro una buona squadra. La Reggiana è stata brava a sfruttare le sue occasioni, ma il Gubbio a me è piaciuto molto. Sono arrabbiatissimo perché non meritavamo di perdere, ma giocando così i punti arriveranno».
Il rigore c’era?
«È inutile parlarne. L’anno scorso per sette volte non ci hanno dato rigori così. Ricordo ancora quello inventato al 99’ contro la Ternana. Oggi non l’ha fischiato: noi abbiamo visto che era rigore, perché il portiere l’ha toccata da sotto. Era una palla contesa, ha deciso di non darlo. Accettiamo, anche se non condivido. Andiamo avanti senza alibi: dobbiamo giocare così, questa è la strada giusta».
Le condizioni di Bagnolini?
«Ha preso una botta al costato, speriamo non sia nulla di grave. È stato sostituito per questo. Questa partita ci dà un segnale su come lavorare: a noi, ai tifosi, alla società. È la strada giusta. Ora dobbiamo proseguire, recuperare i giocatori che abbiamo fuori e che hanno tanta qualità. Speriamo che la prossima settimana possano aumentare il minutaggio».
Il cambio di modulo è legato all’avversario o può diventare una base di lavoro?
«L’anno scorso giocavamo 3‑5‑2, quest’anno abbiamo iniziato 3‑4‑1‑2, mantenendo sempre la difesa a quattro come riferimento perché abbiamo giocatori duttili. Dopo la sconfitta di sabato scorso non mi era piaciuto niente: dovevo dare un segnale alla squadra e all’ambiente. L’abbiamo dato nel modo giusto. Sono stati bravi i giocatori a metterci intensità e determinazione, che servono a prescindere dal modulo».
Una cosa cattiva e una buona: la differenza l’hanno fatta i portieri, e la buona notizia è il recupero di Carraro.
«Sì, recuperiamo Carraro. Spero di recuperare ancora di più Pinato nel modo giusto. Mi dispiace per Bagnolini, ma può succedere. Non guardiamo al singolo, guardiamo alla squadra. Arriverà il momento in cui faremo noi tre parate importanti e l’altro portiere no. L’importante è insistere su questa linea: abbiamo dato un segnale, ora bisogna battere sopra, andare avanti, testa bassa. Sappiamo di avere due sconfitte, ma questa è una sconfitta che dà un segnale positivo».
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