Reggiana, Tesser: "Tra mille difficoltà, stiamo crescendo: quattro punti meritati"
Attilio Tesser, tecnico della Reggiana, analizza in conferenza stampa il successo di Gubbio, giunto dopo l'esordio con pareggio contro il Ravenna.
Mister, riparto da ciò che diceva venerdì: non ci si può piangere addosso, se si è più forti si può vincere. La Reggiana ha convinto soprattutto per l’atteggiamento.
«Sì, il pari sarebbe stato giusto, ma abbiamo vinto e sono contento. Venire qui con l’atteggiamento sbagliato sarebbe stata durissima; è stata durissima anche con quello giusto, però ci siamo stati. Nel primo tempo, soprattutto nella prima parte, abbiamo avuto occasioni che non abbiamo concretizzato. Poi abbiamo trovato il vantaggio e difeso con sufficiente ordine, anche se loro hanno avuto un paio di situazioni importanti. Il secondo tempo è stato equilibrato all’inizio, nessuno prevaleva. Abbiamo trovato il secondo gol e lì la partita sembrava abbastanza tranquilla: nei minuti successivi non abbiamo rischiato quasi nulla.
Poi ci siamo messi 4‑2‑4, molto offensivi. Abbiamo provato a tenere, poi ho deciso di passare a cinque dietro. Loro hanno spinto e hanno trovato il 2‑1 in mischia, come noi avevamo fatto il secondo gol. L’atteggiamento mi è piaciuto: se non vieni qui a lottare è dura. Abbiamo lottato, porto a casa soprattutto questo, oltre ai tre punti. E anche la prima parte, dove abbiamo provato senza paura a giocare».
La Reggiana è andata un po’ in difficoltà sui cross nel primo tempo?
«I traversoni sono arrivati due volte sul secondo palo, ma abbiamo difeso bene, mettendo in angolo con i giocatori al posto giusto. Non abbiamo sbagliato nulla. Quando hanno spinto, hanno spinto bene: è una buona squadra. Ma siamo arrivati puliti, non sono mai stati davvero pericolosi. Il pericolo lo abbiamo avuto più sui calci piazzati: punizioni, corner… lì dobbiamo stare più attenti».
Precampionato complicato, tante difficoltà. La Reggiana è a quattro punti: se l’aspettava?
«Si cerca sempre di ottenere il massimo. Venivamo da un’ottima partita lunedì, svanita a quattro minuti dalla fine, dove avevamo giocato molto bene per 60 minuti. La condizione fisica non era ottimale. Oggi (domenica sera, ndr) abbiamo fatto un passettino avanti: cito Bertagnoli, che ha fatto 90 minuti per la prima volta nel precampionato. Ponsi ha guadagnato altri 20 minuti: lunedì aveva già problemi a fine primo tempo. Stiamo crescendo sotto questo aspetto, che in qualche occasione non ci permette di stare più alti o ribaltare l’azione con più velocità. Ma stiamo crescendo, ed è ciò che importa. Abbiamo quattro punti, ma dobbiamo pensare già da domani alla prossima partita, senza fare calcoli».
Due parole su Leon Sipos, al primo gol in campionato.
«Sono molto felice, perché l’attaccante vive di questo. Leon lavora bene in entrambe le fasi: non è uno che sta statico in area. In queste due partite ha avuto vicino un attaccante più due trequartisti, che gli permettono di attaccare meglio la profondità. Siamo un po’ in emergenza, ma ha fatto benissimo il suo lavoro. Complimenti anche a Natan (Girma, ndr): ha avuto vicissitudini fino a 10‑15 giorni fa, ma in queste due partite ci ha dato un contributo importante. Bravo Leom a farsi trovare pronto lì in area».
Risultato giusto?
«Il Gubbio mi è piaciuto: mi aspettavo una partita difficile e così è stata. Hanno cambiato sistema di gioco: sinceramente mi aspettavo un 3‑4‑1‑2 o un 3‑5‑2. Sul risultato: per me è giusto. Abbiamo fatto un gol più di loro. La partita è stata equilibrata: abbiamo sofferto, abbiamo saputo soffrire. Se avessero pareggiato al 95’ su calcio d’angolo, non avrebbero rubato nulla. Ci stava. Ma abbiamo vinto con merito. Tutto qui».
Partire dopo una retrocessione porta scorie. Che potenzialità vede e come si continua questo lavoro?
«Una retrocessione porta scorie: parlo di squadra. Non è stato semplice, soprattutto nei primi dieci giorni. Poi, un po’ alla volta, siamo riusciti a integrare tutto bene, a motivare i giocatori che erano qui. Molti, con ambizioni naturali, vorrebbero restare in categoria superiore: venivano da tre anni di fila in Serie B. Eravamo bloccati sul mercato: finché non c’erano uscite, non si potevano fare entrate. È entrato Sipos dopo una settimana, dieci giorni. C’era solo Rover, che non è una punta: lo utilizzo da punta, ma è un esterno. Nonostante questo, ci siamo compattati. Sono contento per la vittoria, sì, ma soprattutto per l’atteggiamento: è cresciuto, e in questa categoria è obbligatorio averlo. E come è successo lunedì, abbiamo fatto vedere anche il gioco: possiamo farlo, e farlo bene».
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