Guidonia Montecelio, il bilancio di Ginestra: "Con me un anno e mezzo fantastico"
Ciro Ginestra, tecnico del Guidonia Montecelio, commenta la sconfitta contro il Carpi (2-3) nell'ultima giornata di campionato, che non impedisce ai suoi di centrare la salvezza in Serie C. Il mister fa un bilancio onesto della stagione: "Abbiamo consolidato la categoria, ma potevamo fare certamente di più. Il girone d'andata lo avevamo fatto in maniera eccellente, il ritorno non è stato all'altezza. Probabilmente quando fai così tanti punti all'andata e così pochi al ritorno non puoi capire chi sei. Fondamentalmente importante era la salvezza, che abbiamo centrato con tre giornate d'anticipo".
Una nota tecnica sul rendimento offensivo della squadra: "Gli altri con due mezzi tiri in porta ci fanno tre gol, e noi dobbiamo arrivare sempre più volte rispetto agli avversari per cercare di segnare, perché i nostri gol sono tutti costruiti: devi arrivare dentro l'area piccola addirittura per farlo. Questa è stata un po' la caratteristica soprattutto del girone di ritorno".
Ginestra si sofferma sull'esordio tra i professionisti di Toma e sul lavoro con i giovani: "È stato un premio per lui perché tutto l'anno si è allenato bene e ha allenato bene i suoi compagni, perché quando non giochi purtroppo alleni gli altri. I comportamenti giusti vanno premiati. Avrei fatto qualcosa in più oggi con Miccoli, Baffaro e Peciarolo, ma avevo finito gli slot. Questa è una società che sta lavorando bene coi giovani e deve continuare a farlo: il futuro del calcio italiano sono i giovani".
Riflettori puntati su Alessandro Spavone, autore di una doppietta: "L'ho portato io qui da Francavilla in Serie D perché è un ragazzo con tantissima qualità. Quest'anno ha fatto cinque gol, meno rispetto alle sue potenzialità secondo me, però ha fatto più di 32-33 partite da titolare: era il suo primo anno serio di Serie C. È un giocatore che potenzialmente può fare la Serie A, ma dipende solo da lui".
Sul proprio futuro sulla panchina biancorossa, il tecnico si rimette alle decisioni della società: "Sono sotto contratto, bisogna chiedere al presidente. Ho fatto un anno e mezzo straordinario: abbiamo preso una squadra settima in Serie D, abbiamo finito a più cinque sulla Gelbison e fatto 80 punti in un anno solare. Sono deluso dagli ultimi mesi, come la piazza, come il presidente, come tutti. Non mi dispiacerebbe continuare perché qua sto benissimo, però aspetterò le loro decisioni. Al di là di questo, resteranno i rapporti col presidente e con tutti i dirigenti: il calcio finisce ma gli uomini restano".
Un ultimo pensiero per tutte le persone che lavorano nell'ombra: "Voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte. C'è tanta gente che lavora e non si vede, ma questa è una macchina che se si è salvata vuol dire che ha lavorato bene e che è andata nella direzione giusta: il merito è di tutti".
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