Cosenza, Buscè: "Per la classifica la vittoria non cambia, resta la prestazione"

Cosenza, Buscè: "Per la classifica la vittoria non cambia, resta la prestazione"TMW/TuttoC.com
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 12:45Girone C
di Laerte Salvini

Il Cosenza pareggia sul campo della Cavese e chiude la regular season al quarto posto, alle spalle di Benevento, Catania e Salernitana. Antonio Buscè, tecnico rossoblu, analizza la prestazione e guarda già ai play-off. Sul pareggio, il mister non nasconde il rammarico ma inquadra il risultato con lucidità: "È una partita che se la porti a casa, anzi 1-0 è anche un po' stretto. L'infortunio negli ultimi due minuti non lo puoi prevedere, sono quegli errori che nascono dal nulla. Fondamentalmente non cambiava nulla per come sono andati anche gli altri risultati. Rimane la bella prestazione, rimane alla fine di questa stagione un grande campionato che ha fatto il Cosenza, un'annata regolare importante che rimane fra virgolette un po' nella storia di questo club".

Buscè si sofferma sugli aspetti tattici più positivi della gara, a partire dalla linea difensiva alta: "Mi è piaciuta la squadra molto corta, altissima, la linea a quattro alta senza che i due centrali scendessero e soprattutto Pompei libero, una partita veramente incommensurabile. Avendo questa linea alta è normale che subisci qualche palla sopra, ma se il portiere lavora in quel modo con la linea difensiva e i centrocampisti più corti, quasi come se ci muovessimo con una corda tra l'uno e l'altro, è normale che fai meno fatica. Ci vuole coraggio, essere un po' sbarazzini, con la mentalità più pulita e serena".

Spazio anche per i singoli, a partire dalla catena di sinistra finalmente ritrovata: "Purtroppo con Ferrara ci è venuta a mancare spesso perché Antonio ha avuto parecchi problemini. In esterno di gamba ha una buona qualità e con Florenzi si trova molto bene. Sono contento per Baez che ha trovato il gol e che l'ha rimbalzato un po' a livello mentale. Mazzocchi dall'inizio ha retto molto bene anche se non ha ancora nelle gambe quello scatto sui 15-20 metri che gli fa fare la differenza".

Sul capitolo rimpianti stagionali, il tecnico è onesto: "Quando perdi le partite magari quasi in mano e ti sfuggono, è normale che pesino. Non sono stati quei due-tre risultati negativi: siamo inciampati alcune volte dove sulla carta potevi farcela e invece la realtà delle partite è stata un'altra. È stata una stagione che è servita tanto. Questi ragazzi da luglio a gennaio, raschiando il barile, hanno dimostrato di essere un gruppo importante. Siamo arrivati dietro a Benevento, Catania e Salernitana, squadre costruite per fare un altro campionato: questo dà la caratura di quello che hanno fatto i miei".

Infine, lo sguardo ai play-off, con la consapevolezza che cambia tutto: "Ora inizia un altro campionato dove c'è poco margine di errore. Con la partita secca non hai il campionato intero per recuperare, quindi prepariamoci: quando c'è da sporcare una palla, da buttarla via, è la mentalità che ci deve essere. La cosa fondamentale è arrivarci bene mentalmente e fisicamente. Chi arriva a fare questi spareggi vuol dire che ha fatto qualcosa in più rispetto alle altre, ma spesso abbiamo visto le squadre meno piazzate arrivare fino in fondo. La cosa importante è fare bene il nostro e pensare poco a chi andremo ad affrontare".