Crotone, Longo: "Non voglio alibi, tutto è nelle nostre mani"
Emilio Longo, tecnico del Crotone, non le manda a dire dopo la pesante sconfitta interna contro il Latina (2-5) nell'ultima giornata di campionato, e lancia un messaggio durissimo in vista dei play-off: "L'errore più grande che commettiamo oggi è non aver capito l'importanza di poter creare entusiasmo. Chiedo scusa perché c'è da chiedere scusa per il secondo tempo. Ci hanno mangiato, hanno meritato di vincere e noi abbiamo meritato di subire una cocente e vergognosa sconfitta. Non c'è giustificazione che tiene".
Un appello diretto alla tifoseria in vista del primo turno play-off: "Domenica abbiamo bisogno di loro. Li invito a venire in massa: poi se meriteremo fischi e contestazione lo facciano pure, ma abbiamo bisogno di entusiasmo. Accetterei tutti i fischi del mondo, ma ne vorrei sentire tantissimi, perché significherebbe che dall'inizio avremo tanta gente al campo".
Longo individua nella squadra un limite strutturale che si è ripetuto troppe volte nel corso della stagione: "Probabilmente siamo una squadra che senza la leva del dolore non riconosce l'importanza di quello che fa. Adesso siamo di nuovo nel dolore, e questa paura ci potrà dare una grossa mano. Quando il dolore era molto distante non siamo riusciti a stare oltre quattro-cinque partite senza riaverlo con noi".
In vista dei play-off contro il Cerignola, Longo traccia una linea nettissima con il gruppo: "Non voglio alibi, non voglio paracaduti, non voglio una rete che ci faccia non sentire il botto di una caduta. Tutto è nelle nostre mani, com'è sempre stato. Non mi sono lamentato per tutta la stagione e non lo farò nei play-off. Chi non andrà in campo domenica vorrà dire che il proprio allenatore non li ha ritenuti validi o di andare avanti. Devono andare avanti a testa bassa, allenarsi e dimostrare che non abbiamo bisogno di scuse".
Un ultimo messaggio, con una promessa velata ai più giovani del gruppo: "Qualora mi dovessi rendere conto che c'è qualcuno che pensa che la difficoltà possa diventare un cuscinetto, non andranno in campo. Li ho difesi a spada tratta sempre, ci ho messo sempre la faccia. Ma domenica voglio uomini veri. Possiamo fare grandi cose: le abbiamo già fatte, ma non significa non poterne fare di grandissime".
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