Latina, Volpe: "A metà campionato nei bassifondi, ora chiudiamo tredicesimi"
Un Latina che vince e convince, diverte soprattutto. Non ci poteva essere epilogo migliore in una stagione che inevitabilmente ha riacceso l'entusiasmo della piazza pontina. Gennaro Volpe, tecnico del Latina, commenta la vittoria sul campo del Crotone nell'ultima giornata di campionato, che vale il 13º posto finale in classifica.
Il mister parte da una precisazione: "Non sono tanto d'accordo sul fatto che la partita non avesse valore, perché tutte le partite hanno un valore. Una volta raggiunto un obiettivo bisogna stabilirne un altro, ed è quello che ho chiesto alla squadra. Questa vittoria ci ha permesso di arrivare tredicesimi, che per noi è tanta roba, visto che a metà campionato eravamo nei bassi fondi della classifica".
Volpe rivendica i meriti del suo gruppo, dopo che spesso i riflettori si erano accesi più sugli avversari che sulla sua squadra: "Nel primo tempo abbiamo avuto un approccio molle e siamo stati passivi sui gol presi, questo mi ha fatto molto arrabbiare. Ho cercato di trasmettere che nel calcio bisogna sempre lottare e alzare l'asticella. Nel secondo tempo abbiamo giocato a calcio e fatto tanti gol".
Un pensiero speciale va allo staff e al gruppo squadra: "Ringrazio veramente tantissimo il mio staff e un gruppo di ragazzi splendido, che non ha mai mollato nemmeno nelle difficoltà. Abbiamo anche raggiunto la finale di Coppa Italia: non l'abbiamo vinta per un soffio, però rimane una pagina importante del nostro percorso".
Sui rimpianti della stagione, il tecnico è equilibrato: "Cerco sempre di non vivere di rimorsi. Qualche rimpianto c'è perché abbiamo fatto tante partite importanti raccogliendo poco, spesso per un episodio o per mancanza di concretezza, pur proponendo sempre un buon calcio. Però bisogna essere obiettivi e coscienti di dove si è partiti: aver raggiunto la salvezza prima dell'ultima giornata, fatto una finale di Coppa Italia e riportato 9.000 persone allo stadio a Latina è stato qualcosa di straordinario".
Infine, una riflessione sul formato dei play-off allargati: "Nel mio passato da calciatore andavano quattro squadre ai play-off ed era molto più semplice. I play-off allargati permettono a tante squadre di sognare, ma non premiano il percorso di chi ha fatto addirittura 20 punti in più tra la seconda e la decima posizione: non sono molto meritocratici. Detto questo, chi arriva nelle prime posizioni sta fermo quasi un mese e riaccendere il motore non è facile. Vince chi arriva bene soprattutto mentalmente e fisicamente: i play-off sono molto aperti".
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