Pres Ascoli: "Noi la squadra più forte del girone e forse dell'intera Serie C"
Bernardino Passeri, presidente dell'Ascoli, ha celebrato la promozione dei bianconeri in Serie B: "La prima persona che voglio ringraziare è mia madre. Mi ha riportato su questo territorio, che avevo perso di vista da tanti anni. Sono tornato qui per fare piacere a lei e a me stesso e ho trovato un popolo straordinario.
Il popolo piceno è qualcosa di eccezionale. Abbiamo fatto un grande lavoro e tanta fatica. Devo ringraziare anche mio figlio Andrea, perché mi sta insegnando a vedere il calcio come dovrebbe essere: uno sport e un gioco, basato su onestà, trasparenza e dignità.
Quando siamo arrivati qui, il popolo ascolano ci chiedeva soltanto dignità. Siamo partiti da lì. Da quella visione sono nati Matteo Patti e mister Tomei, persone che incarnano perfettamente questi valori.
Abbiamo disputato un campionato straordinario. I ragazzi hanno capito subito cosa volevamo costruire: un calcio bello, giocato, senza scorciatoie. Ho visto una crescita continua. Quando il mister parlava di crescita, io la vedevo concretamente ogni giorno.
Questi ragazzi passavano il loro tempo libero insieme al Picchio Village perché stavano bene tra loro. A gennaio ho iniziato a credere davvero che ce l’avremmo fatta. Sono convinto che non abbiamo vinto il campionato per una serie di circostanze, perché per me questa era la squadra più forte del girone e probabilmente una delle più forti dell’intera Serie C.
Dopo la sconfitta di Campobasso dissi che avremmo vinto i playoff e molti mi presero per matto. Oggi possiamo parlare con i fatti. Questi playoff sono stati massacranti ma anche meravigliosi. Sembrava di giocare una competizione europea: una partita ogni tre giorni, viaggi continui, emozioni fortissime.
Mi considero una persona fortunata perché vivere sensazioni del genere è un privilegio. Però questa vittoria non rappresenta un punto d’arrivo: è un punto di partenza. Non faremo proclami, ma il sogno non ce lo toglierà mai nessuno. Senza sogni non si va da nessuna parte".
Ora che il sogno cadetteria si è concretizzato, questa squadra può già essere competitiva nella nuova categoria? "Sull’aspetto tecnico non entro mai, perché non è il mio campo. Il metodo però sarà lo stesso utilizzato quest’anno. Continueremo a seguire la stessa filosofia e lo stesso progetto.
Noi siamo un po’ l’anticalcio tradizionale: abbiamo le nostre idee, sia sul piano organizzativo sia su quello mentale. Credo che ripartiremo da questo gruppo, che ci ha dato tantissimo anche dal punto di vista umano.
Penso, ad esempio, alla partita di Catania. Lì abbiamo capito definitivamente la forza mentale di questi ragazzi. Dopo il secondo gol subito sarebbe stato facile perdere la testa in uno stadio infuocato. Invece hanno saputo adattarsi e fare ciò che serviva.
Avere già una base di giocatori così strutturati mentalmente è un ottimo punto di partenza. Per il resto penseranno loro, il direttore e l’area tecnica. Noi continueremo a ragionare una partita alla volta, come abbiamo fatto quest’anno".
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