Pres. Vis Pesaro: "2025 straordinario, ecco cosa chiedo al nuovo anno"
Dalle colonne del Corriere Adriatico il presidente della Vis Pesaro Mauro Bosco fa un bilancio del 2025 da poco concluso e guarda con fiducia al nuovo anno: "
Presidente Bosco, un anno solare da incorniciare.
"Direi straordinario, ricco di soddisfazioni per tifosi, club e città. A livello di prima squadra abbiamo raggiunto i primi playoff di terza serie di sempre, infrangendo record in serie e violando stadi inespugnati per decenni. In termini emozionali è stato un 2025 eccezionale, anche perché abbiamo continuato a crescere pure negli altri due pilastri su cui ci basiamo".
Cioè?
"Accanto alla prima squadra c’è il tema infrastrutturale, e da mesi abbiamo completato il V-Park, centro sportivo che nulla ha a che vedere con la categoria: tra 15 anni ci ricorderemo del 2025 per questo. Il terzo pilastro è il settore giovanile, e da quel punto di vista siamo un punto di riferimento a livello regionale e nazionale".
Che si aspetta dal 2026?
"Andare in continuità rispetto agli anni precedenti. Il 2025 straordinario è frutto di quanto seminato nel 2024, nel 2023 e nel 2022. Stiamo consolidandoci nel tempo, in linea con un percorso di creazione di valore. Tutti riconoscono che la Vis è società strutturata, organizzata, seria e competitiva, adeguata per la Lega Pro di cui è punto di riferimento".
Cosa manca per sognare?
"Va fatta chiarezza. Per come la realtà è dimensionata, per storia calcistica e mentalità collettiva, stare in pianta stabile nel professionismo in questo modo è già un miracolo, possibile grazie al contributo del sottoscritto. Tutti sanno che se un giorno andassi via, la Vis sprofonderebbe nei dilettanti. Quindi piedi per terra, consapevoli che per numero di spettatori, sponsor e quant’altro il nostro sogno lo stiamo già vivendo, soprattutto se pensiamo a realtà che fatturano il doppio. L’introduzione del «salary cap» non vuol dire che tutti possono spendere le stesse cifre. Significa che il monte ingaggi dei calciatori deve essere proporzionale ai ricavi del club, e noi rispetto ad altri siamo messi malissimo per introiti da botteghino e sponsorizzazioni. Essere stabilmente in zona playoff investendo sui giovani è un sogno".
Mister Stellone ha fatto intendere che bisognerebbe fare qualcosa sul mercato in vista dei playoff.
"Intendiamoci, i playoff non devono essere un’ossessione bensì un’opportunità. Centrarli anche quest’anno ci darebbe la chance di ambire a qualcosa d’inimmaginabile, consapevoli che se dovessimo fare il salto dovremmo cambiare città perché al Benelli, per un’eventuale Serie B, a oggi manca tutto".
Quindi starete così?
"La cosa più stupida che possiamo fare è pensare di rinforzarci per fare un singolo playoff da una o due posizioni più in alto. Sarebbe un obiettivo troppo a breve termine, non accadrà. Lo chiamano «mercato di riparazione» e quando c’era da intervenire l’ho sempre fatto, ma ora avrebbe poco senso perché non possiamo competere per la vittoria come l’Arezzo Anche così i playoff possiamo farli. Siamo in linea con gli obiettivi".
Zero operazioni, dunque?
"Se qualcuno chiede di giocare di più lo accontenteremo, così come se arriveranno richieste per qualche nostro calciatore che tanto bene ha fatto. La vendita di giocatori in un club come la Vis Pesaro non deve essere vista come un qualcosa di negativo, ma al contrario ne dovremmo essere tutti orgogliosi perché è questo tipo di lavoro che permette alla società di crescere nel tempo".
C’è il rischio perciò che qualche big vada via?
"Io in caso parlerei di opportunità. Se i vari Stabile e Ceccacci, per fare due nomi, fossero richiesti da club più importanti non sarebbe giusto tarpargli le ali. Questo non significa che stiamo vendendo, né svendendo i nostri pezzi, ma che dobbiamo continuare con la politica sui giovani per un percorso a medio e lungo termine".
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