Samb, Boscaglia: "Non parlo dell'arbitro. Torregrossa? Solo storie dei giornali"

Samb, Boscaglia: "Non parlo dell'arbitro. Torregrossa? Solo storie dei giornali"
Oggi alle 14:15Girone B
di Matteo Ferri

Roberto Boscaglia, allenatore della Sambenedettese, ha commentato in conferenza stampa il 2-2 casalingo contro il Forlì nella prima giornata di campionato, partendo dalla decisione arbitrale che ha portato al rigore poi trasformato dai romagnoli: "Sul discorso dell'arbitraggio non voglio entrare troppo nei dettagli, perché a livello regolamentare è complicato anche da giudicare. Il pallone era in loro possesso, e un tocco di mano così ravvicinato viene punito comunque - dubito che sarebbe stato fischiato allo stesso modo se la situazione fosse stata ribaltata. Ma non voglio soffermarmi su questo. Alla fine del primo tempo avevamo avuto la bravura di sbloccare il risultato, e dopo abbiamo smesso di giocare. Questo è quello che non mi è piaciuto della squadra, e l'ho detto anche a fine partita: noi abbiamo bisogno di giocare, siamo costruiti per giocare con coraggio, senza paura. Invece abbiamo lasciato un po' le redini a loro, convinti di poter ripartire in contropiede: loro invece hanno fatto girare la palla e ci hanno attaccato sempre in profondità. Abbiamo fatto un grande errore e ci hanno punito. Dopo l'intervallo siamo ripartiti bene, cambiando gioco da una parte all'altra e cercando di applicare quanto preparato in settimana: abbiamo fatto buone cose, poi c'è stato l'episodio del secondo gol subito, ma una squadra esperta e sul pezzo non commette quell'errore sulla linea. Strutturalmente siamo forti, non possiamo prendere un gol così: abbiamo perso un avversario che arrivava da dietro e lo abbiamo lasciato calciare da solo, un errore imperdonabile. Abbiamo dovuto cambiare sistema di gioco e riprenderla con la forza e con l'inerzia, perché i ragazzi hanno dato tutto quello che avevano - secondo me avremmo anche meritato di vincere. È andata così: usciamo da questa partita consapevoli di non aver dato il 100%, sicuramente sul piano della volontà sì, ma tecnicamente qualcosa è mancato, anche in base a come avevamo preparato la gara".

Per la Samb due punti persi, secondo Boscaglia: "Questo è sicuro. Siamo partiti molto bene, con un grande approccio: due buone occasioni, il gol, e l'abbiamo gestita bene per un tratto. Poi nel primo tempo una palla persa ci ha destabilizzato, e subito dopo hanno trovato il secondo gol con un'altra palla lunga. Questo non deve succedere: nel calcio capita di perdere palla e prendere gol, si può essere più o meno fortunati, ma sono episodi che dobbiamo assorbire bene, così come dobbiamo assorbire l'annullamento di un nostro gol per una posizione irregolare degli avversari, perché in quella fase eravamo un po' distratti - e poi diventa difficile dover recuperare due reti. Avevamo comunque la consapevolezza di poterla ribaltare, come poi è successo: anche sull'ultimo episodio, dove il pallone è onestamente uscito, siamo andati molto vicini. Dobbiamo essere più bravi e concentrati a non concedere queste occasioni, soprattutto quando hai la fortuna e la bravura di passare in vantaggio: una squadra strutturata come la nostra deve lasciare pochissimo spazio agli avversari".

Il tecnico difende gli attaccanti: "Non è mancata la fase offensiva: siamo arrivati sette volte in porta, il problema è che i portieri non hanno dovuto fare grandi parate. Siamo andati vicinissimi molte volte, altre abbiamo sbagliato la mira - mi viene in mente un'occasione di Faggioli. Il punto è che, in vantaggio, dovevamo tenerli più lontani e non perdere quel pallone: purtroppo può succedere, e dobbiamo essere bravi a gestire anche le situazioni negative, perché quest'anno capiteranno episodi e decisioni arbitrali che magari ci sembreranno ingiuste, ma non possiamo farci condizionare. C'era comunque una posizione pericolosa avversaria su cui dovevamo stare più attenti: mancava poco alla fine, dovevamo gestirla meglio in qualsiasi momento".

Sulla punizione da cui è nato l'episodio pericoloso, la barriera non si è allontanata a sufficienza: "Dico la verità: loro hanno battuto la palla addirittura più indietro rispetto a dove era stata fischiata la punizione, perché Marranzino aveva steso l'avversario a due-tre metri dalla linea e loro hanno battuto a quindici metri - forse sarebbe stato meglio se il pallone fosse rimasto un po' più avanti. Non voglio comunque dare colpe ai giocatori".

Il pubblico di San Benedetto del Tronto ha fatto sentire la sua voce: "Il sostegno dei tifosi è importantissimo, e non ci fanno mai mancare il loro supporto: hanno capito la difficoltà della partita e hanno apprezzato la reazione dei ragazzi. Su questo devono stare tranquilli, perché chi entra in campo difende la maglia fino alla fine. Oggi, in alcune situazioni, dobbiamo fare un mea culpa: non voglio che si insista troppo sugli arbitri. Non mi piace, per due motivi. Primo, perché diamo un alibi ai giocatori, e questa cosa non mi piace per niente: dobbiamo andare a vedere dove abbiamo sbagliato e cosa dobbiamo migliorare, perché parlando sempre di arbitri sembra che tutto sia successo apposta, e non è così. Secondo, perché non mi sembra corretto nemmeno dopo le spiegazioni che mi ha dato l'arbitro: secondo me il fallo di mano non c'era, perché il pallone era troppo vicino, a una ventina di centimetri - per me non è punibile. Detto questo, rispetto la sua decisione, anche se episodi simili in altre occasioni non sono stati fischiati a nostro favore, mentre oggi lo sono stati a favore loro: avrei ragione di essere arrabbiato. Ma oggi preferisco pensare a quello che abbiamo sbagliato noi".

La Samb non sembra aver ancora trovato un undici ideale: "Non esiste davvero una formazione titolare fissa: quando su undici cambi cinque giocatori, non puoi parlare di titolari. Abbiamo sedici-diciotto giocatori sostanzialmente allo stesso livello, con tanti ricambi anche in difesa: è normale che alcuni giochino di più di altri, per esperienza, conoscenza, caratteristiche. Ma non posso dire oggi quale sarà la nostra formazione tipo: abbiamo cambiato con continuità, ad esempio Marranzino con Perrotta, con giocatori che si alternano tranquillamente anche in attacco. Non c'è oggi una vera formazione titolare, e secondo me ormai questo concetto non esiste quasi più".

Il mercato è ancora aperto, ma intanto si gioca: "Ormai ci siamo abituati: è una cosa che non piace, ma ormai fa parte del sistema. Le rose si delineano col tempo, e proprio per questo i direttori insieme agli allenatori stilano una lista di chi resta e chi, purtroppo, resta fuori. Spero solo che un dispiacere personale non incida su quella lista: è comunque un grande dispiacere, perché per arrivare a certe scelte si seguono delle linee guida precise".

Boscaglia nega una trattativa per Torregrossa: "Diciamo che dal punto di vista dirigenziale siamo molto vigili su questo: se dovesse capitare qualcosa di interessante, la Samb non se la lascerebbe scappare. Ma non siamo alla ricerca disperata di un attaccante, e soprattutto negli ultimi giorni di mercato non bisogna prendere tanto per prendere. Mi accostano a Torregrossa per un trascorso personale: è un ragazzo che ho visto crescere in Sicilia, vicino a casa mia, che conosco, di cui sono amico del padre, e che ho allenato a Brescia - è un giocatore forte. Ma mi collegano a lui solo per questo motivo: sono tutte storie di giornali".