La Torres fissa la rotta, Zecca detta la linea: "Prima i 40 punti, poi ci giochiamo i playoff"
Giacomo Zecca, esterno di centrocampo della Torres, è tornato sullo 0-0 casalingo contro il Vado, quarto risultato utile di fila per la squadra di Sassari. Ma ha soprattutto festeggiato un importante traguardo con la maglia rossoblù.
Il traguardo delle 100 presenze in rossoblù è un risultato importante, festeggiato oggi anche con la fascia al braccio. Raccontaci che partita è stata da questo punto di vista. C'è rammarico per uno 0-0 che dà continuità ma nel quale avete creato tantissimo per vincere?
«Intanto grazie. In realtà è stata una sorpresa: sapevo di essere arrivato alle 100 presenze, ma poco prima della partita il mister insieme a Giuseppe Mastinu e Gigi Scotto mi hanno comunicato che sarei stato il capitano. Ne vado molto fiero e li ringrazio per questa investitura, è stato davvero emozionante. Per quanto riguarda la gara, sì, abbiamo creato parecchie occasioni concedendo pochissimo agli avversari. Purtroppo il loro portiere è stato bravissimo in un paio di circostanze su di me e una volta su Liviero. C'è anche il rigore tolto a Gigi dopo il controllo del FVS. Le condizioni per portare a casa i tre punti c'erano tutte; loro sono venuti qui con uno spirito molto battagliero e non ci hanno permesso di giocare come volevamo, ma ci prendiamo questo punto. Muoviamo la classifica e quattro risultati utili consecutivi non sono affatto male, quindi va bene così».
Evidentemente il portiere avversario non aveva nessuna intenzione di farti un regalo per il tuo anniversario...
«Ho giocato sei partite quest’anno e ho avuto altrettante occasioni da gol. Oggi è stato bravo il portiere, anche se forse i meriti vanno divisi a metà con qualche mia imprecisione. Mi è già successo in casa contro la Sambenedettese: calcolando una percentuale di realizzazione normale, potrei essere già a due o tre gol. Oggi purtroppo il loro numero uno ha fatto due bellissime parate sui miei colpi di testa e un grande intervento su Liviero, impedendomi di festeggiare come avrei voluto. Mi sarei accontentato volentieri dei tre punti anche senza segnare, sarebbe stato stupendo celebrare le 100 presenze con una vittoria, ma purtroppo è andata così».
Ci dai una percentuale sulla tua attuale condizione fisica? Quest'anno non è stato facile a causa dei troppi infortuni che hanno colpito la squadra. Tu stai giocando bene, ma forse ci hai abituati a un altro passo quando sei al top. Sei al cento per cento?
«No, sono d'accordo con questa analisi. Ero arrivato alla partita contro la Sambenedettese al massimo della forma, senza aver avuto intoppi nel ritiro e nel precampionato. In quel match, a livello fisico, avevo fatto trentaquattro sprint sopra la soglia correndo tantissimo. Probabilmente ho corso persino troppo e infatti mi sono fatto male. Da quel momento ho vissuto quindici giorni difficili e in quest'ultima settimana ho avvertito parecchi dolori; nulla legato al vecchio infortunio, ma normali fastidi da campo. Lo ammetto, non sono ancora al top della forma. Anche oggi intorno al 60' ho iniziato a sentire un po' di stanchezza e qualche dolorino. Spero di ritrovare la condizione ottimale a breve termine giocando con continuità. Riesco comunque a fare la mia partita, ma per spaccare i match come vorrei mi serve ancora un piccolo step».
Come sta andando l'intesa sulla corsia di destra da quando c'è il tuo nuovo compagno di reparto? Guardando la partita, gli avversari da quella parte non hanno costruito praticamente nulla, preferendo l'altro lato.
«Vedendolo allenare nel precampionato e nelle prime partite, mi è sempre sembrato un giocatore con una condizione atletica e mentale importante. Oggi ha giocato con molta tranquillità: sembrava che le 100 presenze tra i professionisti le avesse fatte lui, anche se era solo alla sua seconda apparizione. È davvero un ottimo giocatore e deve continuare così. Abbiamo concesso pochissimo e chiuso bene ogni spazio; loro avevano la mezzala sinistra che provava a inserirsi, ma io e lui l'avevamo studiata e l'abbiamo gestita al meglio».
Una curiosità più da giocatore esperto della categoria che da tesserato della Torres: sette giornate di campionato iniziano a essere un'indicazione affidabile. Dove può collocarsi questa squadra, considerando anche le tantissime assenze affrontate finora?
«Considerando che finora non abbiamo potuto schierare diversi elementi per motivi fisici - compreso me in alcune fasi e altri compagni come Cristian Bunino, rimasto fuori per un piccolo problema - siamo assolutamente consapevoli di essere una squadra forte quando siamo al completo. Non so dirti a quanti punti complessivi possiamo aspirare perché, come si dice sempre, dobbiamo guardare partita per partita. Prima raggiungiamo la soglia dei 40 punti della salvezza, meglio è. Il mio obiettivo personale, però, è giocarmi un posto nella parte sinistra della classifica, ovvero in piena zona playoff. Questo è l'auspicio, ma dobbiamo pensare a fare i punti il prima possibile».
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