Gabbiani trascina il Livorno e incorona Lucarelli: "Ogni sua parola per me è oro colato"
Il successo per 3-2 del Livorno sulla Pianese è targato Giacomo Gabbiani: l'attaccante classe 2006 ha infatti segnato una doppietta già nel primo tempo, indirizzando il match a favore degli amaranto.
Cristiano Lucarelli ti ha descritto come un attaccante abile ad attaccare la profondità. Forse si è dimenticato di farti un altro complimento: i tuoi movimenti stasera non sono stati solo da profondità, ma da vero e proprio opportunista d'area di rigore, ricordando un po' l'intelligenza calcistica di Paolo Rossi. Cosa ne pensi?
«Io cerco di lavorare duramente in settimana, concentrandomi soprattutto sui punti in cui posso ancora migliorare. I miei punti di forza li conosco e cerco di sfruttarli, ma negli allenamenti l'obiettivo è perfezionarsi il più possibile per farsi trovare pronti quando capita l'occasione, proprio come è successo stasera».
Una doppietta fondamentale in una partita terminata 3-2. A chi dedichi questi gol?
«Sicuramente alla mia famiglia: mio papà era qui in tribuna, mentre mia mamma, mia sorella e mia zia ci seguivano da casa. La dedica più grande, però, va soprattutto ai nostri tifosi, che rappresentano davvero una spinta in più, il nostro dodicesimo uomo in campo. Tutti sanno quanto aspettassi il momento di correre a esultare sotto la curva dopo il mio primo gol, quindi questa gioia va a tutte queste persone, che per me sono importantissime».
Cosa hai pensato un attimo prima di segnare i due gol?
«Il primo gol era uno schema che avevamo provato in settimana, ed è riuscito benissimo grazie al lavoro sui blocchi. In entrambe le occasioni, nel momento esatto dell'impatto con la palla, ho sentito che potevano diventare traiettorie pericolose. Sul secondo gol è stato bravissimo il mio compagno a imbucare il pallone sul mio movimento: nello stop ho visto subito con la coda dell'occhio il portiere che usciva e mi è venuto naturale fare il pallonetto. Per un attaccante il gol è vita, e se porta anche i tre punti vale ancora di più, è fondamentale. Sono felicissimo, mi godo questa serata, ma da domani la testa sarà già rivolta alla sfida contro il Pescara».
Dal punto di vista personale, quanto è importante questa stagione per te? La scorsa, la tua prima tra i professionisti, non è stata molto fortunata. Questa è invece iniziata sotto ottimi auspici, perché due gol non si fanno per caso. Ti aspetti una sorta di rivincita?
«Sì, una rivincita. Appena è arrivata la chiamata del Livorno non ci ho pensato due volte, volevo rimettermi subito in gioco perché avevo la fame giusta. Alla fine l'unica cosa che conta è il valore di ciò che fai in campo, ovvero quanti gol e quanti risultati riesci a portare alla squadra. La scorsa stagione ormai è alle spalle: cerco di non pensarci, sono concentrato solo su questa e voglio affrontarla nel miglior modo possibile, partita dopo partita».
Quanto è importante per un giovane avere come allenatore un ex grande attaccante come Cristiano Lucarelli? Una figura con la sua carriera può solo farti crescere in questa tua seconda esperienza tra i professionisti.
«Assolutamente. Uno dei fattori decisivi che mi ha spinto a venire qui a Livorno è stato proprio il mister: ogni singola parola che esce dalla sua bocca, sia in settimana sia durante le partite, per me è oro colato. Ci tengo però a dire che anche il Direttore (Alessandro Lucarelli, ndr) mi sta aiutando tantissimo. Avere al fianco persone che hanno fatto gli attaccanti a questi livelli è incredibile: mi ricordo ancora quando facevo il raccattapalle a Cremona e lui giocava, glielo ricordo sempre. Il mister in primis, ma anche una figura di supporto come il Direttore sono utilissimi per me e per la crescita di tutta la squadra».
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