Cittadella, parla Gabrielli: "Ambiziosi ma umili. Entusiasmo è la nostra benzina"

Cittadella, parla Gabrielli: "Ambiziosi ma umili. Entusiasmo è la nostra benzina"TMW/TuttoC.com
Andrea Gabrielli
© foto di claudia.marrone
Oggi alle 11:20Primo piano
di Valeria Debbia
Il presidente ringrazia la tifoseria dopo il filotto di vittorie: «Lo stadio si sta riempiendo, viviamo un momento entusiasmante. Ora continuità».

Cittadella forza sette: la squadra granata sta battendo tutti i record degli ultimi anni, andando a vincere sette gare su sette, conquistando 21 punti e lasciandosi alle spalle il Brescia a -6. A gongolare è anche il presidente Andrea Gabrielli. 

Presidente, siamo con lei dopo questa splendida vittoria. Si può definire il suo un "Cittadella ambiziosamente umile"?

«Sì, bravo, hai centrato il punto. Abbiamo fatto un bel filotto di vittorie, ma dobbiamo assolutamente restare con i piedi per terra. L’unica certezza che abbiamo in questo momento è di aver affidato la squadra e i ragazzi in ottime mani: il nostro mister Musso si sta rivelando esattamente per quello che è, ovvero un bravissimo tecnico. È un allenatore capace di creare l'ambiente giusto e di compattare il gruppo; questi sono presupposti eccellenti. Dove potremo arrivare non si sa ed è ancora decisamente troppo presto per dirlo. Dobbiamo mantenere i piedi ben saldi a terra, anche se l'ambizione non manca: in fondo gareggiamo tutti per raggiungere un obiettivo. In questa fase dobbiamo semplicemente dare continuità a questi ottimi risultati, ragionando partita dopo partita, come si usa dire nel calcio».

Ormai si sprecano gli aggettivi per questa squadra. Se dovesse sceglierne uno solo per definire il momento del Cittadella, quale userebbe?

«In questo momento direi che la parola giusta è "entusiasmante". Più che esaltazione, parlerei proprio di entusiasmo. Lo si percepisce chiaramente: avevamo una Curva Sud al massimo delle sue potenzialità con i nostri tifosi e lo stadio si sta riempiendo sempre di più. Questo clima è entusiasmante ed è la benzina che ci serve per fare bene; non è il traguardo finale, sia chiaro, ma è una spinta fondamentale per aiutarci ad arrivare ai nostri obiettivi».

La stagione è iniziata nel segno del centenario della nascita di suo papà Angelo. C'è la sensazione che qualcuno vi guardi da lassù, visti questi risultati strabilianti?

«Ha toccato un punto bellissimo. Non abbiamo voluto far passare inosservato questo anniversario, a un secolo esatto dalla sua nascita. Credo che mio padre, nel vedere come siamo posizionati oggi sia a livello strutturale sia come prima squadra, sarebbe davvero orgoglioso. È stata una bellissima festa e una splendida giornata, un presupposto ideale per partire con un campionato che finora si sta rivelando davvero splendido ed entusiasmante».

Una battuta sulla squadra: c'è un portiere straordinario, un centrocampo di altissimo livello e giovani del vivaio che continuano a stupire. Cosa si sente di dire su questo gruppo?

«La squadra è bellissima e fenomenale. Anche contro il Lecco hanno giocato due ragazzi provenienti dal nostro settore giovanile, un classe 2006 e un 2007. Se otteniamo questi frutti, il merito principale va a chi ha scovato questi talenti: mi riferisco al nostro direttore Stefano Marchetti. A lui colgo l'occasione per fare i migliori auguri di pronta guarigione dopo l'intervento chirurgico che ha subito di recente. Il grande merito di questa realtà è suo e gli va tributato un doveroso encomio. Infine ci tengo a ringraziare tutti voi e i tifosi: continuate a venire allo stadio, perché se vi siete divertiti stasera, statene certi, vi divertirete anche nelle prossime gare».