Casertana, Coppitelli: "Conservare ricordo Salernitana nel cuore, ma girare pagina"
Da una squadra di alta classifica (la Salernitana) all’altra (il Catania), ma a distanza di pochi giorni: dopo la storica vittoria della Casertana contro i granata, quasi non c’è stato tempo di godersela e si va subito al 'Massimino'. "Chiaramente ci aspetta una sfida che richiede grande capacità mentale per recuperare le energie dopo un dispendio importante e un po’ di post-partita - ha spiegato alla vigilia mister Federico Coppitelli. - Dobbiamo chiudere la pagina Salernitana, conservarne il ricordo nel cuore, ma girare pagina velocemente: la partita ha una difficoltà altissima. I numeri del Catania in casa parlano chiaro: 13 vittorie, 2 pareggi, mai subiti gol in 15 partite. Più di così è difficile. È una sfida importante per dare continuità. Mi sono piaciute le parole di Butić dopo la partita: dobbiamo continuare a mostrare le nostre qualità. In quest’ultima parte di campionato dobbiamo essere bravi tutti – siamo tutti importanti – a mettere in campo le nostre potenzialità, trasformarle in qualità ed esprimerle sempre contro ogni avversario, mantenendo questa mentalità".
In casa rossoblù ci si affida alla legge dei grandi numeri: chissà che tocchi proprio alla Casertana interrompere la serie. Contro la Salernitana però è emersa la necessità di maggiore concretezza in zona gol: "Sì, a volte è questione di centimetri, di episodi. Finché la squadra crea tanto – come contro Picerno e Salernitana – non ho paura. Ci siamo presi un rischio grande portando la partita sull’1-0 negli ultimi minuti: sarebbe stato un peccato mortale non vincerla. Contro il Catania servirà sicuramente maggiore concretezza. È una squadra che ultimamente si sta esprimendo bene, forse ha raccolto meno di quanto meritava nelle ultime due partite, ma in generale è un collettivo che mi è sempre piaciuto molto: funziona. Hanno fatto un ottimo percorso, con mille variabili in un campionato".
Il Catania è solido e di qualità. La sconfitta di Benevento potrebbe avere un contraccolpo psicologico sui giocatori: "Li ho visti contro il Benevento: mi sono sembrati una squadra molto consapevole e matura, forse più degli avversari in un contesto di pressione e importanza. Sono giocatori esperti: a fine partita potranno essere motivati dalla voglia di rivalsa o un po’ buttati giù dal risultato, ma lo sapremo solo dopo. Non mi sembra una squadra o una piazza che si lasci influenzare così tanto da un risultato. Stanno facendo un percorso di due anni: a volte le partite si decidono per episodi, ma il loro cammino mi sembra giusto".
Questo campionato va a ritmi forsennati e non dà tempo di metabolizzare momenti importanti. Per Coppitelli è il primo anno alla Casertana e ha giocato un derby che mancava da 11 anni. Al tecnico viene quindi chiesto di raccontare questi due giorni e mezzo dal dito alzato verso la tribuna dopo il triplice fischio a oggi: "Come ho detto dopo la partita, a volte la gioia non è commisurata al dispendio di energie mentali prima. È stata un’emozione grande. Ce lo siamo detti tante volte: ho sempre sentito una responsabilità di dare qualcosa indietro a questa piazza e società che mi hanno accolto benissimo dal primo giorno. I ragazzi sono un gruppo che mi ha dato belle sensazioni fin dall’inizio. Parlavamo del derby già da quando sono arrivato. È una gioia importante che ci tenevo a fare. Ho avuto fortuna nella carriera: sono qui perché ho sempre fatto risultati importanti. Ci tenevo a lasciare qualcosa che rimanesse. Ho sentito una piccola parentesi negativa: la prima domanda del presidente dopo la partita è stata su Siracusa. Mi è dispiaciuto che sia stata vissuta come una cosa stranissima: abbiamo perso 4-0, nessuno era contento, era la prima su 30 che sbagliavamo. Il Trapani ha preso tre gol dalla Salernitana (che ha fatto 21 punti in casa), non abbiamo vinto solo noi. È sembrata una cosa strana. Mi sarebbe piaciuto goderci di più quello che era successo, invece di focalizzarci subito sul negativo. All’inizio mi sembrava un ambiente segnato dalla stagione precedente: ho cercato di creare entusiasmo e motivazioni. Il presidente, il direttore stavano costruendo bene, i ragazzi avevano belle sensazioni, lo staff lavorava bene. Ho alzato il dito verso la mia compagna Ludovica (mi sopporta, le daranno un premio a fine anno dopo Siracusa. Lo staff sa quanto lavoriamo. Mi piace quando qualcosa torna indietro a tutto questo. Non ho mai fatto il collega che dice “questo è un punto salvezza, guardate quanto sono bravi gli altri”. Ho sempre voluto onestà. È stata l’emozione più alta della mia carriera: più dei cinque scudetti giovanili o della Coppa Italia a San Siro. Sarà una serata che ricorderò tutta la vita. Spero che quello che stiamo trasmettendo sia recepito bene".
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