Cavese, Masitto: "Il Girone C è un festival del gol. Noi camaleontici per colpire il Barletta"

Cavese, Masitto: "Il Girone C è un festival del gol. Noi camaleontici per colpire il Barletta"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 16:00Girone C
di Valeria Debbia
L'analisi del mister aquilotto: «Abbiamo fatto 14 gol e subiti altrettanti, quando proponi gioco concedi qualcosa. Ai giovani va concesso il diritto di sbagliare, andiamo in trasferta per fare la nostra partita»

Domani a Barletta, la Cavese cercherà il terzo successo di fila contro una squadra che invece proviene proprio da due ko consecutivi. Alla vigilia è quindi intervenuto mister Cristiano Masitto per presentare l'impegno. 

Dopo due belle vittorie consecutive in casa, quanto sarebbe importante ottenere un risultato positivo in trasferta a Barletta?

«È importante sempre, non solo in questo momento della stagione. Dobbiamo continuare a crescere e portare avanti le nostre idee con coraggio, come stiamo facendo. Ci aspetta una partita perfetta per noi: una trasferta insidiosa ma molto stimolante da giocare, in una piazza calda e appassionata».

Siamo arrivati a un quarto di campionato. Si sente in linea con le aspettative che aveva in termini di punti e di crescita della squadra? La Cavese ha assimilato completamente le sue idee?

«Siamo in crescita, questo è evidente. Come tutte le squadre ci manca ancora qualcosa, ma credo sia normale: a fine campionato tutti avranno qualche rimpianto. Vedo però una Cavese che sta acquisendo idee sempre più chiare e coerenti con il mio modo di intendere il calcio e con le caratteristiche dei giocatori che ho a disposizione. Stiamo facendo un buon percorso. Siamo partiti da alcune certezze e stiamo arrivando a esprimere in partita ciò che vediamo durante la settimana in allenamento. Poi ogni gara presenta imprevisti e situazioni nuove: il nostro lavoro consiste proprio nel prepararci ad affrontarle per ottenere sempre il massimo dai ragazzi».

Barletta arriva da un momento complicato ma con grande voglia di rivalsa. Dove dovrà essere brava la Cavese per reggere l’impatto del “Puttilli”?

«Dovremo affrontare la partita con la mentalità di chi arriva da due sconfitte, non da due vittorie. Serviranno serietà, veemenza e spirito di sacrificio, perché tutto ciò che otteniamo dobbiamo conquistarcelo sul campo. Se finora abbiamo costruito qualcosa di buono è perché ce lo siamo meritato. Per questo dobbiamo presentarci a Barletta con fame e determinazione. Solo così si possono superare ostacoli importanti».

Il reparto offensivo del Barletta è probabilmente quello più pericoloso della squadra di Paci. La sua difesa a tre può reggere l’urto o sta valutando soluzioni differenti?

«Noi lavoriamo partendo dalle nostre certezze e dai nostri principi, pur tenendo conto delle caratteristiche dell’avversario. Ogni partita ha insidie e sviluppi diversi, quindi bisogna saper leggere le situazioni. Come dico sempre, dobbiamo essere camaleontici nelle idee e nell’utilizzo dei giocatori. Ci siamo allenati per essere pronti ad affrontare qualsiasi scenario».

Chi non sarà a disposizione per la gara di domani?

«Sicuramente non ci sarà Fiordaliso. C’è poi la situazione di Diarrassouba, che ha riportato un brutto infortunio e al quale auguriamo di tornare il prima possibile. Inoltre non recuperiamo Visconti. Non stiamo vivendo un periodo fortunato sotto questo aspetto, ma per allenatori e calciatori queste situazioni rappresentano anche delle opportunità. Occasioni per vedere all’opera altri giocatori e per consentire a chi ha avuto meno spazio di mettersi in mostra. Chi scenderà in campo sarà pronto e darà il massimo».

Le assenze possono essere un banco di prova per valutare la forza e la maturità del gruppo?

Masitto: «Sì, sicuramente. Il gruppo sta bene e sa che l’allenatore considera tutti allo stesso modo. Sono situazioni che fanno parte del calcio. Ci sono giocatori più esperti e altri più giovani, ma quando arriva un’opportunità bisogna essere pronti a coglierla. Questa per molti può essere una grande occasione, in una partita che richiederà grinta, veemenza, mentalità e spirito di adattamento. Si giocherà in uno stadio dove si respira calcio vero».

Si aspettava un campionato così ricco di gol nel Girone C?

«Mi aspettavo sicuramente un campionato molto difficile, ma anche ricco di reti. È un girone in cui c’è grande intensità e dove gli attaccanti sono di altissimo livello. Noi stessi ne siamo un esempio: abbiamo segnato 14 gol e ne abbiamo subiti 14. Quando cerchi di proporre gioco e ti esponi, puoi fare male agli avversari ma puoi anche concedere qualcosa. È un girone estremamente competitivo sotto questo aspetto».

Come sta vivendo la squadra l’infortunio di Cionek?

«Ci è dispiaciuto molto perché abbiamo vissuto quel momento tutti insieme sul campo. L’ho sentito telefonicamente e sa che dovrà affrontare un percorso piuttosto lungo. Siamo rammaricati perché è una figura importante, sia in campo sia nello spogliatoio. La sua presenza, così come quella dei calciatori più esperti, rappresenta un punto di riferimento soprattutto per i più giovani. Chi prenderà il suo posto dovrà però essere pronto a sfruttare l’occasione. Tutti devono sentirsi responsabili quando rappresentano la Cavese. Inoltre chiedo pazienza nei confronti dei giovani: se si decide di lavorare con loro, bisogna anche concedere loro il diritto di sbagliare».

Paci ha promesso battaglia da parte del Barletta. Cosa si aspetta?

«Ha ragione a parlare di battaglia. Noi siamo preparati ad affrontarla. Sarà una bella partita da vivere, ma non sarà soltanto una questione di agonismo. Ogni squadra metterà in campo le proprie qualità e noi cercheremo di fare il nostro gioco».

Il presidente del Barletta ha recentemente parlato della mancanza di cattiveria agonistica nella sua squadra. La Cavese, sotto questo aspetto, ha imboccato la strada giusta?

«Noi guardiamo in casa nostra. Abbiamo un modo di lavorare che mi piace e credo che questa squadra abbia ancora ampi margini di crescita. Deve ancora esprimere pienamente il suo potenziale. Andiamo avanti settimana dopo settimana, consapevoli che ogni partita è diversa: cambiano i campi, le condizioni atmosferiche, gli avversari e le rose a disposizione. Una rosa al completo dà una forza, una rosa rimaneggiata ne dà un’altra. La Cavese deve continuare il proprio percorso, pensare soltanto a se stessa e rappresentare questa città nel miglior modo possibile, soprattutto quando gioca lontano da casa».