Cosenza, il disastroso avvio costa caro anche nei conti: a rischio i contributi del minutaggio
Il Cosenza rischia di pagare il pessimo avvio di stagione anche nei conti. Dopo undici giornate i rossoblù sono penultimi con appena sei punti, e la scelta estiva di ridimensionare la rosa puntando su tanti giovani a basso costo potrebbe rendere meno di quanto previsto. L'idea era chiara: tagliare gli ingaggi dei big della passata stagione e affidarsi a calciatori con poca esperienza tra i professionisti, così da incassare i contributi che la Lega Pro riconosce a chi impiega gli Under. Proprio i risultati sul campo, però, rischiano di ridurre quei benefici.
Il meccanismo del minutaggio premia i club in base ai minuti giocati dai giovani, con un occhio di riguardo per i più piccoli e per i prodotti del vivaio. Per ottenere il contributo ordinario servono almeno 271 minuti di Under in campo per partita, fino a un tetto di 450. Le eccezioni riguardano i giocatori cresciuti nel settore giovanile e i club che raggiungono certe soglie nell'arco di sette gare. Nel 2026/27 i coefficienti vanno da 0,60 per i nati nel 2004 a 1,40 per quelli dal 2007 in poi, con maggiorazioni per i ragazzi del vivaio. I conteggi provvisori arrivano ogni sette turni: settima, quattordicesima, ventunesima, ventottesima e trentacinquesima giornata. Che non si tratti di briciole lo dice la scorsa stagione: come ricostruito da Cosenza Channel, dopo sette giornate il Cosenza aveva maturato 50.284,19 euro, saliti a 102.205,94 alla quattordicesima. Per il campionato in corso, invece, non esiste ancora un prospetto pubblico con le cifre del club.
Il punto è l'articolo 6.2 del Regolamento Minutaggio Giovani 2026/27, approvato dalla Lega Pro il 30 aprile, che lega i contributi anche alla classifica. Al giro di boa, se l'ultima ha più di otto punti di ritardo dalla penultima, il suo quoziente viene tagliato del 20%. Se invece è la penultima ad avere oltre otto punti di distacco dalla terzultima, scatta per lei una riduzione del 10%, e quella dell'ultima sale al 30%. A fine stagione sono previste altre decurtazioni legate ai distacchi, più un taglio del 20% per chi chiude ultimo e retrocede direttamente. Con il Cosenza penultimo, lo scenario è tutt'altro che teorico. La norma nasce proprio per impedire che gli Under diventino solo un modo per fare cassa a scapito della competitività: lanciare i giovani e fare risultati possono andare insieme. Il problema dei rossoblù è una squadra che finora non è sembrata all'altezza del campionato, e così una scelta pensata per far quadrare i bilanci rischia di rendere meno del previsto.
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