Crotone, Greco: "Cancelliamo in fretta la penalizzazione in classifica"
Leandro Greco, allenatore del Crotone, ha presentato in conferenza stampa la prima giornata di campionato contro il Foggia, la prima gara ufficiale della sua squadra dopo la penalizzazione di sei punti in classifica: "Inizia il nostro vero percorso, sappiamo le insidie che ci aspettano. Dovremo fare un mini campionato a parte, concentrandoci solo sull'evoluzione della squadra, sia in termini di conoscenza reciproca che di crescita della rosa: siamo in divenire, e il nostro focus è recuperare questi sei punti nel minor tempo possibile. In quanto tempo ci riusciremo lo vedremo strada facendo; una volta fatto questo, inizierà la seconda parte del nostro campionato, quella di agganciare più velocemente le squadre che saranno davanti a noi. Credo sia evidente che siamo all'inizio di un percorso, ma per quello che c'è da fare in questo momento riteniamo di poter essere competitivi".
Allo Scida arriva subito un avversario di spessore: "Abbiamo tantissimo rispetto per il Foggia, come per tutte le altre squadre del girone, guidato da un mister di grande esperienza che ha già fatto cose importanti nella sua carriera. Per quello che vogliamo diventare, abbiamo bisogno di andarci a confrontare con le nostre idee, per capire a che punto siamo col lavoro e cosa i ragazzi sono riusciti a mettere dentro. Da questo punto di vista, rivedendo insieme a loro la partita col Cosenza, abbiamo messo a fuoco tante cose positive al di là del risultato - sulla tenuta atletica e su altri aspetti ancora da migliorare. Vogliamo confrontarci attraverso il gioco, il nostro modo di essere, mettendoci alla prova per capire come reagiamo alle difficoltà: sono test importanti per noi, molto stimolanti, che ci diranno a che punto siamo nella nostra evoluzione".
Il mercato dei pitagorici è ancora aperto: "Al di là di chi arriverà, non dobbiamo andare a cercare alibi - anzi, diventa stimolante, al di là dei numeri e delle qualità che abbiamo, vedere come reagiamo nella difficoltà. Questo campionato si giocherà anche sull'evoluzione della squadra, su quello che abbiamo in testa nel diventare gruppo, e si diventa squadra proprio nei momenti difficili. Cercherò di mettere le persone nei ruoli giusti per non mettere in difficoltà nessuno: vedremo se qualcuno farà qualcosa di diverso, magari a partita in corso o dall'inizio, se avremo preparato qualcosa che pensiamo possa mettere in difficoltà il Foggia. Ma in questo momento siamo questi, e da questi dobbiamo tirare fuori il massimo".
Sulle differenze di approccio rispetto alla gara di coppa contro il Cosenza: "Per centrare i nostri obiettivi bisogna vincere, quindi noi giochiamo per vincere. Poi non sempre si riesce a mettere in campo quello che si ha in testa, perché ci sono gli avversari e la loro forza, che ti permette o meno di esprimere la tua idea. La squadra deve trovare un equilibrio: con il Cosenza abbiamo avuto dati importanti di possesso palla, di gestione e di occupazione degli spazi, abbiamo recuperato tanti palloni nella loro metà campo. Non siamo stati però incisivi negli ultimi trenta metri: siamo arrivati lì tante volte ma non siamo stati bravi a trasformarlo in occasioni da gol reali, e bisogna trovare un equilibrio tra le due fasi. Non vogliamo comunque snaturarci: il nostro percorso è lungo, e in questo percorso dobbiamo cercare punti, ma i punti si fanno attraverso certezze, attraverso il calcio che sento e che la squadra deve esprimere. Ci saranno magari degli adattamenti, ma l'idea resterà quella".
Greco-Auteri è sfida tra uno degli allenatori più giovani della categoria e uno dei più esperti: "Quando incontri tecnici che hanno molta più esperienza e conoscenza dell'evoluzione della partita e del campionato, è sempre complicato. Mi approccio sempre con grande umiltà agli avversari e agli allenatori che incontro: li guardo, li studio, conosco il percorso del mister, quello che propone e come lo propone, perché la curiosità è una cosa che mi ha sempre contraddistinto nella vita professionale, e vorrei che anche la mia squadra avesse questa caratteristica - la curiosità di confrontarsi, magari con giocatori che hanno più esperienza di partite rispetto a noi, visto che siamo una squadra giovane, e vedere nel tempo cosa riusciamo a costruire".
Merelli sarà il capitano: "Sì, anche se sono diversi quelli che possono indossarla: la scelta è ricaduta su Davide per dargli la giusta importanza, visto il percorso che ha avuto e i ragazzi rimasti in rosa. Ma l'idea, ripeto, è che essendo una squadra molto giovane dobbiamo far crescere il gruppo nella sua interezza: non c'è solo un capitano, tutti dobbiamo diventare leader attraverso i comportamenti e i modi di fare - questa è la parte più complicata su cui stiamo lavorando. La parte tattica, nel lungo periodo, la sistemi attraverso il lavoro e i giocatori che arriveranno. L'altro aspetto, molto più complicato, è diventare squadra attraverso le relazioni, il senso di appartenenza verso la gente, la città, la maglia: ci stiamo lavorando, è un percorso lungo, ma sono convinto di avere tra le mani ragazzi con del potenziale".
L'esordio stagionale non è stato dei migliori: "Essendo un gruppo giovane, la difficoltà è proprio questa: bisogna creare consapevolezza e fiducia nei propri mezzi. Questo te lo dà la vittoria, purtroppo, ma te lo dà anche mettere a fuoco le cose fatte bene, rivedendo la partita con i ragazzi. La cosa che mi è piaciuta è che, quando ci siamo ritrovati dopo un giorno di riposo, in molti avevano già rivisto la partita e avuto una sensazione diversa: si poteva fare di più, nonostante la squadra abbia fatto più dell'avversario in termini di volume di gioco e proposta. Il risultato però non ci ha dato ragione, e questo inibisce un po' le qualità di questi ragazzi: il non risultato influisce, l'umore intorno alla squadra diventa fondamentale. Siamo una squadra giovane, dobbiamo trovare un equilibrio tra risultato e prestazione, sperando di portare il risultato dalla nostra parte, perché ci darebbe una spinta in più. Se questi ragazzi prendono entusiasmo, possiamo diventare una squadra pericolosa in senso buono: bisogna essere bravi a mantenere l'equilibrio in questa fase, che è la più complicata".
Sulla situazione infotunati: "Tanco è tra i convocati: ha fatto una parte di preparazione, poi non l'abbiamo voluto rischiare perché veniva da un periodo in cui si era allenato da solo. Comunque è tra i convocati. Sono tutti a disposizione, chi non ci sarà è solo per scelte legate all'evoluzione del mercato: per il resto sono tutti disponibili".
Greco è consapevole che c'è bisogno di fare punti, ma non vuole rinunciare a proporre gioco: "Parlare di bel gioco a scapito dei risultati significherebbe non voler vincere. C'è poi la credibilità che devi avere nei confronti dei ragazzi: quando entro lì dentro devo sentirmi credibile, essere me stesso, solo così riesco a trasmettere la mia idea. La mia idea è vincere domani attraverso un modo di essere: vengo da una scuola, ho avuto allenatori importanti e ho visto il processo che porta una squadra a diventare forte. Soprattutto con ragazzi giovani serve tempo, un percorso. Speculare non è detto che porti risultati: se qualcuno mi dicesse di schierarmi con undici dietro per vincere, ci penserei perché voglio vincere, ma non è una certezza. Quello che farà la differenza è l'equilibrio che riesci a trasmettere a un ambiente, a una squadra, attraverso il lavoro e ciò in cui credi, soprattutto quando i risultati non arrivano. Io faccio quello in cui credo, e da questo punto di vista non faccio passi indietro: voglio arrivare al risultato insieme alla squadra, attraverso un percorso e un modo di essere. Sbaglieremo, faremo partite brutte, ma sono convinto che alla lunga, quando un ambiente capisce il percorso di una squadra, non esiste più la distinzione tra bel gioco e sistema di gioco: è un altro aspetto che fa evolvere un ambiente, ed è quello che sto cercando di portare piano piano".
Il Foggia è reduce da una retrocessione ma questo lo rende ancora più pericoloso, secondo Greco: "A parte le qualità che hanno, temo di conoscere molto bene il loro ambiente: quando un ambiente come il loro, retrocesso lo scorso anno, riparte senza aspettative, può diventare nel tempo un ambiente che spinge. È l'energia che possono avere a determinare la partita: sono convinto che il nostro risultato in Coppa Italia sia stato determinato dalla mancanza di energia e di convinzione più che di qualità. Sarà questo un po' l'aspetto decisivo di domani, quello emotivo, oltre naturalmente ai valori tecnici e tattici, che sono importanti, ma sarà l'emotività a fare la differenza".
Greco elenca i suoi desideri per domani: "Non posso pretendere la perfezione, e non la voglio nemmeno, perché non esiste una squadra perfetta - a un altro livello, un'altra galassia, forse il Barcellona, ma anche lì ci sono solo momenti perfetti. Pretendo umiltà e responsabilità: ci stiamo lavorando, voglio trasmetterlo, e vale anche per voi, per l'ambiente. Non sono venuto qui per fare bella figura o per dire semplicemente che ho allenato il Crotone: sono venuto per cercare di incidere insieme a questi ragazzi. Ci sarà da fare fatica, da soffrire, da arrabbiarsi, da farci venire dubbi, ma quando una squadra, un gruppo, una città si compattano e capiscono cosa la squadra e la società stanno cercando di fare, centreremo l'obiettivo e diventeremo una squadra forte: di questo sono stra-convinto. Non posso quindi chiedere la perfezione, non posso promettere calcio champagne o una vittoria dominante per 5-0, ma voglio vedere un atteggiamento giusto: da lì tracceremo una linea per capire a che punto siamo, che è l'aspetto più determinante. Mi piacerebbe coinvolgere la gente, l'ambiente, compattare una città intera attorno a quello che vogliamo fare quest'anno: se abbiamo la forza per battagliare, nel lungo periodo ci divertiremo; se non ce l'abbiamo, anche con giocatori forti diventerà dura per tutti. Se invece capiamo il momento, con il lavoro della società sono convinto che a dicembre potremo tracciare una linea e capire che campionato dobbiamo fare".
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