Crotone, Greco: "Il più grande nemico siamo noi stessi, io devo migliorare"
Il tecnico del Crotone, Leandro Greco, ha risposto alle domande dei giornalisti, prima della sfida contro il Bari: "I complimenti ce li siamo meritati, i ragazzi se li sono meritati. Non volevo dire che hanno abbassato l’attenzione. Voglio specificare una cosa: questa squadra ha il cuore e la voglia che stanno mostrando questi ragazzi. Con la qualità delle squadre che avete avuto in questi anni, se avessero avuto anche il cuore e la voglia di questi ragazzi, sareste stati in Serie B. E mi prendo la briga di dirlo.
Possiamo avere dei limiti, ma l’impegno, l’attaccamento di questa squadra e la voglia di ribaltare una situazione brutta non possono essere messi in discussione, neanche nei momenti di difficoltà e dopo gli errori che abbiamo commesso. Il mio concetto era un altro: siamo stufi di prendere solo complimenti. Vorremmo, oltre ai complimenti, trovare i risultati che meritiamo.
Dobbiamo migliorare l’attenzione, diminuire gli errori individuali, concretizzare meglio negli ultimi trenta metri e diventare più sporchi quando la partita richiede di esserlo. Con la Salernitana siamo stati sporchi nell’ordine generale, anche in dieci uomini. Sabato scorso, invece, non dovevamo prendere il terzo gol sullo 0-2, a due minuti dalla fine. È la consapevolezza del momento che ti fa capire quando una squadra è più matura di un’altra.
Il secondo tempo è passato totalmente in secondo piano agli occhi di tutti, perché c’è stata la sconfitta e la classifica mette paura. Ma la reazione di una squadra che riesce a ribaltare una partita e che, dopo essere stata sotto di tre gol, può arrivare sul 3-3 non è una cosa banale.
La mia preoccupazione non sono il Bari, il Catania, l’Altamura o tutte le altre squadre del girone. Il nostro più grande nemico siamo noi stessi. Dobbiamo capire come reagire alle difficoltà, quanto saremo bravi a proteggerci dalle pressioni e a fare il nostro percorso.
Abbiamo iniziato con la penalizzazione, poi l’abbiamo azzerata. Adesso ti accorgi che una vittoria o una sconfitta ti fanno rimanere sempre lì, vedi che magari ha vinto il Cosenza e ti viene l’ansia: oddio, non ce la facciamo. Invece, per me, non è il momento di premere il pulsante del panico. Dobbiamo rimanere molto freddi e lucidi.
Ho visto cose ottime in queste partite di inizio campionato e altre meno buone. Ma rimango fedele alla mia idea, a quello che vogliamo proporre e al modo in cui vogliamo farlo. Sono fiducioso che questa squadra abbia tutto per raggiungere l’obiettivo. Quando usciremo da questa situazione, saremo una squadra maturata dal punto di vista tecnico, della personalità e dell’identità. Andremo a giocare partite importanti più avanti, in contesti nei quali altre squadre magari non saranno abituate a stare. Noi, invece, avremo imparato a farlo.
I gol che prendiamo bisogna andare a vedere come li prendi, per capire se è una questione di struttura della squadra o di disattenzione. I gol dell’ultima partita sono stati soprattutto frutto di disattenzioni, a parte il rigore. Noi subiamo molto meno di quello che i gol raccontano. Se prendi un giocatore di Serie A, quell’errore magari te lo fa due volte in dieci partite. Se prendi un giocatore di Serie B, può farlo cinque volte. Se prendi un giocatore di Serie C alla prima esperienza con continuità in un certo contesto, rischi che te ne faccia sette o otto. Il tuo lavoro diventa cercare di ridurre questi errori.
Secondo me i nostri errori sono molto individuali, legati anche all’emotività, alla tranquillità e alla voglia di portare a casa il risultato. Anche i gol sbagliati nascono dalla frenesia e dalla poca tranquillità, considerato il momento del percorso dei ragazzi. Ci lavoriamo molto e dobbiamo migliorare. Presteremo attenzione alla fase difensiva, come abbiamo sempre fatto. Ma sono convinto che molto passerà dalla tranquillità che riusciremo a trovare nel giocare partite che hanno una certa pressione.
Cerco di essere sempre coerente dal primo giorno. Vittoria, pareggio o sconfitta non cambiano il mio modo di approcciarmi ai ragazzi e alla settimana. Poi ci sono le sfaccettature: ci sono momenti in cui devi alzare i toni e altri in cui devi abbassarli. La responsabilità del primo tempo me la sono presa io, anche come occasione di miglioramento personale. Dopo due partite, a livello nervoso, e dopo aver perso a Catania in quel modo, forse ho spinto troppo questa settimana perché ritenevo la partita importante. Forse li ho mandati un pochettino oltre.
Crotone non è mia, non è della squadra: è vostra, è della città. Questi ragazzi hanno bisogno di sentire affetto e sostegno soprattutto quando sbagliano. Hanno il diritto di sbagliare, perché mettono tutto quello che hanno. Lo hanno dimostrato e continueranno a dimostrarlo. Affrontiamo una candidata a vincere il campionato, che ha investito tantissimo sul mercato. Sarà una partita molto bella per noi, in un contesto importante, in uno stadio molto bello. Incontrare il Bari è qualcosa di diverso rispetto a giocare contro altre squadre, ma mi aspetto continuità rispetto a tante partite fatte bene, con risultati diversi da quelli che meritavamo.
Abbiamo analizzato il Bari. Puoi studiare tutto quello che vuoi, poi ci sono la partita e i momenti della gara. Noi vogliamo andare a fare la nostra partita, con la voglia di vincere, proponendo quello che è nelle nostre corde, come abbiamo fatto a Catania e contro la Salernitana. Ci sono i momenti della gara e la forza dell’avversario, che ti diranno quello che realmente potrai fare. L’idea nostra, però, è questa. Sappiamo di affrontare una squadra forte, ma per noi è molto stimolante confrontarci con una realtà del genere e vedere quanto saremo bravi a metterla in difficoltà.
Dobbiamo fare delle valutazioni, perché ci mancano l’allenamento di questo pomeriggio e la rifinitura di domani. Posso essere poco preciso su alcuni elementi. Sicuramente Spadoni non ci sarà, mentre per gli altri vedremo negli ultimi due allenamenti. Groppelli ha fatto tutta la settimana e ha recuperato, ma manca ancora un pezzettino per avere il quadro completo.
Crapisto sta lavorando bene, è un ragazzo di grandissima qualità. Stanno tutti quanti bene fisicamente. Anche domenica poteva sembrare che avessimo corso meno o fatto più fatica, ma i dati ci hanno detto che la squadra ha corso, e ha corso anche di più. È soprattutto un aspetto nervoso.
C’è qualcuno che meriterebbe una possibilità, ma poi vai a vedere che chi sta giocando al suo posto sta facendo bene e preferisci dare continuità. C’è chi deve ancora crescere tanto e chi deve andare a prendersi con più cattiveria quello che vorrebbe ottenere. Tengo monitorati tutti. Diverse volte abbiamo ribaltato le partite con chi è entrato, quindi sono fiducioso. Abbiamo margini di miglioramento importanti, sia come squadra sia nella costruzione del gioco.
Ho un mondo ancora da scoprire e da migliorare. Ho necessità di sbagliare, perché in questo periodo ho sbagliato molto. Se non abbiamo ottenuto risultati e non sono riuscito a far fare questo passo alla squadra, molto probabilmente ho delle responsabilità anch’io". Lo riporta CrotoneInforma.it.
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