Foggia, la retrocessione come paradosso: il baratro che libera il club dai contratti
Nel calcio esistono cadute che fanno male e cadute che, nel dolore, aprono una porta inaspettata. La retrocessione del Foggia in Serie D, che presto potrebbe essere solo un piccolo passaggio prima del ripescaggio, può avere risvolti positivi. Perché la discesa tra i dilettanti, per quanto traumatica su ogni piano umano e sportivo, produce un effetto contabile che il club di Casillo e De Vitto non avrebbe potuto ottenere altrimenti: l'annullamento di tutti i contratti da professionisti. Una ventina di accordi pluriennali, molti dei quali sarebbero pesati come macigni su qualsiasi progetto di ricostruzione, evaporano con la retrocessione. Oltre 1,5 milioni di euro, riporta il Corriere dello Sport ed.Puglia, di uscite già messi a bilancio, una pulizia contabile che nessuna trattativa avrebbe potuto realizzare in tempi così rapidi. Il Foggia riparte da zero, e questa volta lo fa davvero.
Di tutti i giocatori sotto contratto fino al 30 giugno, Solo Petermann - come titola il Corriere dello Sport - conserva una residua chance di rimanere nel gruppo. Tutti gli altri saranno svincolati: Longo, Valietti, Giron, Basiol, Pazienza, Garofalo, D'Amico, nomi diversi per una storia comune. Chi aveva contratto fino al 2027 o al 2028, chi si era legato al club in tempi più generosi, chi sperava in una riammissione che cambiasse le carte: il meccanismo regolamentare non guarda in faccia nessuno. La retrocessione in Serie D azzera tutto, e quando si ricomincia da zero si ricomincia davvero, senza il peso di obblighi economici costruiti in un'altra epoca.
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