Giugliano, Antonazzo: "Di Napoli? Troppe inesattezze. Ad Agovino ho chiesto di chiudere l'emorragia di gol"
Giornata di presentazione in casa Giugliano per il nuovo allenatore Massimo Agovino, quinto tecnico in pochi mesi a sedersi sulla panchina gialloblù. In conferenza stampa, al suo fianco, ha preso la parola anche il direttore sportivo Angelo Antonazzo, che non si è sottratto alle domande sull'esonero del suo predecessore, Arturo Di Napoli, e sulle parole rilasciate dall'ex tecnico dopo l'addio.
Il ds ha prima ringraziato l'allenatore per la salvezza della passata stagione, per poi replicare punto su punto: "Abbiamo scelto di continuare con il mister anche per riconoscenza, ma bisogna dire le cose come stanno: le inesattezze nella sua ultima intervista sono state tante. Dice che non era al centro del progetto, ma il presidente ha seguito passo dopo passo tutte le riunioni: il mister è andato di persona a vedere la sede del ritiro e ogni giocatore è stato avallato da lui. Mi chiedeva una squadra per il 3-5-2 che potesse ruotare al 4-3-3, e ha avuto completa libertà di scegliere modulo e giocatori: non conoscevo nemmeno la formazione prima delle partite". Antonazzo ha contestato anche il passaggio sull'aver "alleggerito" la società: "Lo pagheremo fino a marzo. Se pensate che rinunciare ad aprile, maggio e giugno sia un modo per alleggerire la società, io non l'avrei detto. Mi dà fastidio avere questi scontri frontali, però passare per quello che subisce non mi piace".
Alla base della decisione, secondo il ds, i numeri e la mancanza di un'identità: "Se su dieci partite ci sono sei sconfitte e una squadra arriva a prendere 23 gol, un problema ce l'abbiamo. Se da direttore sportivo non riesco a vedere un'identità, con una squadra che continua a ruotare in vari moduli e i giocatori che non hanno un quadro preciso, la società deve intervenire. Era l'ultima cosa che volevamo fare, ma le pressioni che il mister ha manifestato a noi e al presidente ci hanno fatto capire che era completamente bloccato". Antonazzo ha anche rivelato di aver messo a disposizione il proprio ruolo: "Qualche partita fa sono andato dal presidente e gli ho detto che, se pensava di avere bisogno di un'altra persona, avrei fatto un passo indietro".
Poi la scelta di Agovino, preferito ad almeno sei allenatori che si erano proposti: "A me il nome non interessa, mi interessa che la palla giri. Lo abbiamo scelto perché è un allenatore che fa giocare le squadre: fa cose che oggi vediamo in un calcio più evoluto, ma lui le faceva già su un campo di Serie D dieci anni fa. La prima cosa che gli ho chiesto è stata di curare la fase difensiva, perché da ex difensore non posso vedere la mia squadra prendere 30 gol in 11 partite". Un messaggio chiaro anche ai calciatori: "Noi cambiamo allenatori perché non possiamo cambiare tutti i giocatori, ma anche loro hanno una responsabilità nei nostri confronti. Alcuni in questo momento sono mancati, anche chi l'anno scorso aveva fatto molto bene".
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