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Manetta, il capitano che non tradisce: rinnovo e nuova sfida biancorossa

Manetta, il capitano che non tradisce: rinnovo e nuova sfida biancorossaTMW/TuttoC.com
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com

Ci sono giocatori che non troverete mai in cima alle classifiche dei più forti, né in quelle dei più tecnici. Ma se doveste costruire una squadra da zero, li chiamereste per primi. Marco Manetta è uno di questi. Non il più agile, non il più elegante, ma il leader vero, quello che detta i ritmi, che si fa sentire nello spogliatoio prima ancora che in campo, l'ultimo baluardo a cadere. Un regista della difesa, un eroe silenzioso della cavalcata che ha riportato il Barletta nel professionismo dopo la vittoria dell'Eccellenza e poi del girone H di Serie D. E come si poteva ripartire se non da lui? Nonostante i rumors di mercato, nonostante le voci di un possibile addio, il difensore ha scelto di restare: rinnovo biennale fino al 2028, ufficializzato nella giornata di ieri. Un segnale forte, di quelli che una piazza ambiziosa aspetta.

La carriera di Manetta è la carriera di chi ha girato l'Italia in lungo e in largo, senza mai fermarsi troppo, senza mai smettere di lasciare il segno. Nato a Tivoli il 14 luglio 1991, cresciuto tra le giovanili di Lazio e Frosinone, ha costruito la propria reputazione mattone dopo mattone: Cavese, Fermana, Vis Pesaro, Matera, Potenza, Olbia, Taranto, tappe di un viaggio che vale oltre 200 presenze tra i professionisti. Ma sono state le ultime due piazze prima di Barletta a consacrarlo come uomo-spogliatoio: a Messina e a Picerno ha indossato la fascia di capitano, diventando riferimento assoluto. A Messina, in particolare, in tre diversi campionati ha collezionato 79 presenze, con quel gol decisivo nella trasferta di Avellino ancora scolpito nella memoria di una tifoseria che lo salutò con rabbia e disappunto quando partì. Piazze calde, gironi di ferro, imprese piccole e grandi di chi lotta su ogni campo anche quando i mezzi tecnici sono inferiori a quelli degli avversari.

E poi l'ultimo capitolo, quello a tinte biancorosse, che si è aperto nell'estate 2025 quando il presidente Marco Arturo Romano lo indicò espressamente come il primo acquisto della nuova stagione. Una scelta di campo e di identità, ripagata sul rettangolo verde: 22 clean sheet su 30 partite di campionato, una difesa trasformata nel vero fiore all'occhiello del primato nel girone, e persino 3 gol personali, perché da buon difensore vecchio stampo Manetta non ama lasciare i discorsi a metà. Ora la grande chance, l'ennesimo ballo di una carriera lunghissima: quello dentro uno stadio caldissimo, il "Puttilli", che lo ha già abbracciato lo scorso anno e che ora è pronto a spingerlo verso nuove gioie. Stavolta, però, nel calcio che conta davvero, quello dei professionisti. Perché certi leader non si limitano a giocare le partite: le trascinano. E il Barletta, per continuare a sognare, riparte esattamente da qui.