Potenza, Tisci: "Non siamo imbattibili. Bando? Sta bene, domani farà accertamenti"
Poker di successi consecutivi per il Potenza che quest'oggi ha sbancato lo 'Zaccheria' di Foggia calando anche il tris e consolidando la vetta della classifica (a +3 sul Bari). In sala stampa è quindi intervenuto mister Ivan Tisci per analizzare la prestazione dei suoi.
Mister, ieri aveva detto che sarebbe stato fondamentale l’approccio alla partita. Il Potenza ha indirizzato subito il match e, al di là di quanto possa dire l’allenatore avversario, è sembrato superiore per lunghi tratti. Dove avete vinto questa partita?
«Secondo me siamo stati bravi a vincerla nella sua globalità. Siamo rimasti dentro la partita dal primo al novantacinquesimo minuto e questa è la cosa che mi soddisfa di più. Abbiamo avuto equilibrio nella lettura dei vari momenti della gara. Non so cosa abbia detto il mio collega, io penso alla mia squadra e devo dire che i miei ragazzi hanno fatto tutto ciò che avevano preparato. Hanno dimostrato di voler venire qui per tenere testa a un Foggia che, dalle parole emerse ieri, voleva fare una partita aggressiva e dominante. Noi l’abbiamo preparata sapendo che avrebbero cercato di fare questo. Essere riusciti a portare a casa una vittoria con una prestazione del genere e con questo equilibrio per tutti i 95 minuti è motivo di grande soddisfazione. Certo, quella sbavatura sul gol subito mi ha fatto arrabbiare, e ha fatto arrabbiare anche i ragazzi. Però mi ha colpito il modo in cui siamo rientrati in campo nella ripresa. Quando non chiudi una partita, sbagli anche un rigore e giochi in uno stadio pieno come questo, conosci la spinta che il pubblico può dare alla squadra di casa. Invece i ragazzi sono tornati in campo con un atteggiamento propositivo, continuando a spingere e gestendo bene la partita. Questo mi rende felice e mi fa ben sperare per il futuro».
Il centrocampo è stato dominante. Chiunque giochi in quella zona del campo sembra interpretare perfettamente ciò che chiede. Forse nel primo tempo è mancata qualche scelta pulita negli ultimi metri. E poi: come vengono scelti i rigoristi?
«Abbiamo affrontato una squadra che, al di là del risultato di oggi, non deve far passare il messaggio di essere in difficoltà. Veniva da due ottime vittorie e aveva cambiato sistema di gioco. Lo stesso loro allenatore ha più volte sottolineato la qualità della rosa a disposizione e io gli credo. Noi l’abbiamo affrontata con la determinazione giusta, perché altrimenti rischiavi davvero di uscire con le ossa rotte. Credo che quanto successo a Salerno abbia insegnato ai ragazzi che, al di là del risultato finale, bisogna sempre mantenere attenzione e rispetto per qualsiasi avversario. Adesso le squadre che ci affrontano alzeranno inevitabilmente il livello di attenzione, perché i numeri raccontano di una squadra che sta facendo bene. Ma noi non siamo imbattibili. Dobbiamo continuare a fare ciò che stiamo facendo. Hai ragione quando dici che nel primo tempo siamo stati poco puliti in alcune scelte, anche se il campo non ci ha aiutato. Però siamo arrivati spesso alla conclusione con giocate di qualità e questo dimostra quanto i ragazzi credano in ciò che facciamo. Gli errori fanno parte del percorso, devono migliorare e da domani continuerò a martellarli su questo. Intanto, però, è giusto che si godano questo momento».
Sui due episodi per cui ha chiesto l’intervento del FVS e sulle condizioni di Bando, cosa può dirci?
«La cosa più importante è rassicurare tutti, compresi i familiari: Augusto sta bene. Ha preso una botta nella zona del viso e gli girava un po’ la testa, quindi lo abbiamo sostituito a scopo precauzionale. Era molto lucido. Mi sono avvicinato e gli ho chiesto: “Mi riconosci? Sai chi sono?”. Mi ha risposto: “Purtroppo sì”. Quindi vuol dire che stava bene. Scherzi a parte, domani farà gli accertamenti del caso con i nostri medici. Per quanto riguarda le chiamate al FVS, le ho richieste perché, rivedendo le immagini, mi sembravano episodi potenzialmente sanzionabili. Poi gli arbitri hanno strumenti e angolazioni migliori per valutare. Nel primo caso, generalmente quando si arriva prima sul pallone e poi si viene colpiti, il fallo può essere sanzionato. Nel secondo episodio, quello su Loiacono, era una situazione molto borderline, lo ammetto, ma c’era una gamba tesa sopra la caviglia e anche quella può essere una fattispecie da valutare. Noi abbiamo fatto la nostra richiesta perché il dubbio c’era. Poi gli arbitri hanno deciso e, a fine partita, mi hanno spiegato le motivazioni con lucidità e serenità. Le accettiamo».
Sabato arriva il Catania. A questo punto si può parlare di scontro diretto per qualcosa di importante? Teme che la squadra possa perdere quella leggerezza e quella spensieratezza che l’hanno contraddistinta finora?
«Farò il possibile affinché questo non accada, anche se credo non ce ne sarà bisogno. Ormai conosco bene questi ragazzi e so quali corde toccare ogni settimana. Non dobbiamo vivere questa partita come uno scontro diretto. Dobbiamo viverla come una bella partita da giocare. Credo che tutti avremmo firmato a inizio stagione per arrivare a una sfida del genere contro il Catania. Non dobbiamo affrontarla con leggerezza, ma nemmeno con pressioni inutili. I ragazzi sono molto attenti e concentrati. A fine partita erano quasi arrabbiati per aver subito quel gol. È il segnale di una squadra che pretende molto da se stessa e che non si accontenta. Anch’io ero infastidito per quella rete, perché per quanto mostrato nei novanta minuti meritavamo probabilmente di non subirla. Non credo che la squadra perderà la propria identità. Dobbiamo continuare a lavorare così e sapere che, se vogliamo restare nelle zone alte e continuare a essere protagonisti, dovremo continuare a spingere».
Qualcuno potrebbe sostenere che il Foggia di oggi non fosse un test attendibile per misurare le vostre ambizioni. Cosa risponde?
«Rispondo che il risultato finale può portare a questa lettura, ma io posso assicurare che nella preparazione della partita abbiamo alzato tantissimo il livello di attenzione. Per me il Foggia ha costruito una squadra importante per la categoria. Magari non è ancora del tutto rodata, ma nelle ultime settimane aveva mostrato solidità e qualità. Inoltre conoscevo bene la forza di questa piazza e la spinta del suo pubblico. Abbiamo preparato la gara proprio per questo motivo. Se oggi qualcuno pensa che il Foggia non sia stato all’altezza, secondo me è anche perché il Potenza ha disputato una grande partita. Io preferisco dire che siamo stati bravi noi. Nella fase di non possesso abbiamo rispettato molto gli avversari. Dico sempre che non si possono annullare, ma si possono limitare, ed è quello che abbiamo fatto. Sono convinto che il Foggia saprà comunque dire la sua in questo campionato».
Quanto conta il rapporto che ha costruito con i giocatori? E, in particolare, quanto è cresciuto Selleri in questa stagione?
Tisci: «Quando sono arrivato ho ereditato una squadra che veniva da un’ottima stagione, dalla vittoria di un trofeo importante e da playoff di alto livello. Ho trovato uno spirito, una predisposizione al lavoro e un atteggiamento molto positivi. Poi abbiamo lavorato in una direzione diversa sotto molti aspetti, ma sapevo di poter contare su un gruppo serio. Anche i nuovi arrivati sono stati scelti insieme al direttore proprio per inserirsi al meglio nel gruppo e nelle nostre idee. Per quanto riguarda Selleri, lui rappresenta perfettamente lo spirito di questa squadra. Vive la settimana con voglia di migliorarsi, ascolta, cura i dettagli e lavora con grande attenzione. La sua crescita, come quella degli altri, nasce proprio da questo. Sono ragazzi giovani e hanno enormi margini di miglioramento. Uno dei miei compiti è cercare di aiutarli a crescere. Questo me lo ha insegnato un allenatore che ho avuto in carriera e che mi ha trasmesso l’importanza di valorizzare i giocatori. Io provo a fare lo stesso insieme al mio staff. I ragazzi ci stanno seguendo e i risultati stanno premiando questo lavoro, perché le qualità le hanno. Noi dobbiamo solo continuare a spingerli verso il miglioramento».
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