Potenza, Tisci: "Vittoria non facile, il Monopoli ha grande qualità"
Ivan Tisci, allenatore del Potenza, ha commentato in sala stampa la vittoria di misura sul Monopoli, terzo successo consecutivo che porta i lucani in vetta al girone C a punteggio pieno, partendo da una riflessione sul valore di una vittoria sofferta rispetto a un successo netto: "Questo è un punto per me cruciale, l'ho detto a fine partita negli spogliatoi ai ragazzi: è chiaro che è sempre bello vincere soffrendo il meno possibile, ma una gara così può temperare di più il gruppo, può far capire a questi ragazzi che il girone è difficile, che tutte le partite sono complicate, e che quando non riesci a chiuderle devi essere bravo anche a difenderti con ordine. Credo che oggi i ragazzi, sotto questo punto di vista, siano stati bravi. Giocavamo contro un'ottima squadra, che farà un ottimo campionato perché ha elementi importanti per la categoria e un'ottima organizzazione di gioco: siamo stati bravi noi a creargli difficoltà nel primo tempo, poi i ragazzi hanno lavorato bene anche nella fase di non possesso, ed è un aspetto su cui lavoriamo, quindi sono contento".
Sulla scelta, nei minuti finali, di cambiare contemporaneamente le due punte esterne e il centravanti invece di irrigidirsi con cambi più conservativi: "Io e il mio secondo cerchiamo di leggere il più possibile le situazioni, e ogni partita fa storia a sé: non sempre si può lavorare nello stesso modo. Oggi abbiamo pensato fosse giusto cambiare i tre davanti perché avevano spinto tantissimo per settanta minuti, ed erano stati molto bravi in entrambe le fasi: quando chiedi questo tipo di lavoro ai tuoi attaccanti, la coperta diventa corta e devi fare una scelta. Non sono uno a cui piace aggiungere il difensore in più, ma non è una regola fissa, potrebbe succedere anche in futuro: non bisogna essere testardi, cerco di fare quello che leggo in quel momento. Avendo tre giocatori forti, e altri in panchina che non potevano entrare, cambiare i tre davanti era un modo per continuare a dare pressione, per far arrivare il meno possibile gli avversari nella nostra area, visto che il loro obiettivo era occupare l'area di rigore con due attaccanti molto pericolosi. Siamo stati bravi a restare il più possibile lontani dalla nostra area: era l'obiettivo, ci siamo riusciti con la giusta sofferenza, e oggi questa scelta ci ha ripagato. Vedremo in futuro se sarà il caso di ripeterla o fare altro, ma l'atteggiamento deve essere questo".
A chi in sala stampa ha elogiato l'intesa a centrocampo tra Bando e De Marco - coppia giovanissima capace di neutralizzare un reparto di qualità come quello del Monopoli, con Battocchio, Garritano, Greco e Scipioni - il tecnico rossoblù ha voluto sottolineare un concetto: "Trovo ingeneroso parlare del fatto che De Marco possa essere oscurato dal ricordo di Lucas Felipe, che non c'è più: è un giocatore forte, e ho sempre detto che averlo o non averlo avrebbe fatto differenza. Oggi lavoriamo con due ragazzi giovani che possono avere un futuro roseo se continuano così, magari facendo anche loro il salto che ha fatto Lucas Felipe. Sull'altro ragazzo: da quando abbiamo iniziato lavora e crede molto in quello che gli proponiamo, un allenatore può proporre tante cose, ma se dall'altra parte non trovi ragazzi che ci credono e provano a metterle in campo, diventa complicato. Oggi lo stanno facendo, i risultati e le prestazioni gli danno ragione. Sono ancora giovani, ci sono momenti in cui mi fanno anche un po' arrabbiare, ma fa parte del percorso: continuiamo a lavorare con loro come con gli altri, penso anche ai ragazzi che hanno giocato l'altra sera, tutti giovani e importanti. Sono molto contento di questa intesa a centrocampo. Il Monopoli è davvero un'ottima squadra, costruita bene: ho incrociato il loro direttore sportivo e mi sono complimentato con lui, e non lo dico per essere banale dopo una vittoria, è una squadra che abbina qualità, intensità e struttura, come piace a me. Non era facile, e non si può mai annullare un avversario: bisogna limitarlo il più possibile sfruttando le proprie caratteristiche, e ci siamo riusciti".
Sull'episodio dell'86', quando la squadra ha temporeggiato in mezzo al campo aspettando un movimento degli attaccanti che non è arrivato: "Li avevo messi lì proprio per avere il coraggio di andare in avanti, sapendo che con quelle caratteristiche sarebbe stato difficile per loro contenerli - sia nel tenere palla per farci salire, sia nell'attaccare la profondità. Stessa cosa per i due esterni scelti: l'idea era continuare a spingere e provare a chiuderla senza perdere l'equilibrio a centrocampo. Sinceramente mi sono arrabbiato non tanto per il mancato movimento in avanti, quanto per una leggera superficialità nella gestione del pallone in quella situazione - può starci per la stanchezza, ma nel loro percorso di crescita devono imparare che a volte bisogna essere anche un po' meno puliti e più sporchi, perché conta essere concreti. Ci lavoreremo".
Tisci trova anche qualche aspetto negativo nella vittoria: "Quello che emerge di più è che dopo il primo tempo, e anche dopo l'inizio del secondo, avremmo dovuto chiudere prima la partita: nella ripresa abbiamo avuto un paio di situazioni importanti, anche con Castorani. C'è sempre da migliorare, ma resto soddisfatto delle due fasi, affrontate con grande attenzione e spirito. È sempre bello vincere largamente, anche perché chiudendo prima le partite non dai la possibilità agli avversari di restarci dentro: i nostri attaccanti hanno qualità importanti, e lavoreremo in allenamento per renderli più cinici, più precisi e lucidi nelle scelte finali. Oggi comunque siamo stati abbastanza lucidi, mi viene in mente la scelta di Gianluca D'Auria, che è stata quella giusta anche se sfortunata nel non trovare l'angolino: l'importante, per me, è sempre arrivare alla conclusione. Mi arrabbio di più quando sbagliamo le scelte, come quando nel primo tempo abbiamo forzato troppo la verticalizzazione diretta, che oggi non era la strada giusta: era più semplice arrivare con l'ampiezza, perché loro erano molto bravi a chiudere la profondità. Quando l'abbiamo capito, siamo stati pericolosi: lavoreremo per migliorare anche questo, ma mi tengo l'1-0".
Sui due episodi arbitrali della gara - il gol annullato al Monopoli a fine primo tempo e il raddoppio annullato a Selleri nella ripresa - il tecnico si è detto soddisfatto della gestione del direttore di gara: "Direi di sì, perché comunque la possibilità di rivederlo con la FVS c'è sempre: se non ci fosse stata, la partita magari andava sul 2-0, ma sono cose che capiteranno anche in futuro. Sul contatto di mano nel secondo episodio ne ho parlato con il quarto uomo: è da valutare, perché di solito un'autogiocata non va fischiata, era un rimpallo e il braccio era vicino al corpo del giocatore, quasi una protezione. L'arbitro ha avuto la possibilità di rivederla e ha scelto così. Stessa cosa per la situazione di fine primo tempo sul fallo di mano: anche lì la sensazione era che il loro difensore avesse alzato il braccio, ma la spiegazione dell'arbitro è stata che, rivedendola, il pallone non ha colpito il braccio ma la spalla. Io credo sempre alla buona fede: è un arbitro esperto, al quinto anno, che conosce bene le regole e la categoria, quindi non credo abbia avuto difficoltà a decidere in un senso o nell'altro. Ci prendiamo quello che ha deciso, sarà così anche in futuro, e speriamo di avere un pizzico di fortuna in più".
Guardando al doppio impegno esterno della prossima settimana, con il Potenza reduce da tre vittorie su tre: "Lo stato mentale è buono, lo era anche prima della partita: i ragazzi stanno bene, le vittorie aiutano, aumenta l'autostima e la consapevolezza di quello che possiamo fare, senza però volare troppo alti. Aver fatto nove punti è tanta roba, ma il campionato è lungo e complicato: so che arriveranno momenti di difficoltà, fa parte del percorso, cercheremo di farli arrivare il più tardi possibile o di superarli, perché l'equilibrio deve essere questo. Venerdì prossimo affronteremo la Salernitana, un'altra partita difficile ma bella: ci arriviamo mentalmente e fisicamente bene, con una classifica che dice tanto ma non significa nulla, dobbiamo prepararla come sempre. Quando lavori dopo una vittoria, la settimana la vivi con un sorriso diverso: io cercherò comunque di non mollare, di spingere, perché non mi fido di nessuno, nemmeno degli avversari. Studio molto, sapevo dove venivo, conoscevo l'ambiente. Sono contento e felice di questa esperienza, sarò sempre a disposizione di tutti: so che ci saranno momenti in cui le cose non andranno bene, e chiedo proprio a chi ci ha applaudito oggi di starci vicino anche in quei momenti. Mi sono goduto la curva da lontano a fine partita: vedere i miei ragazzi festeggiare insieme è una soddisfazione, perché lavoriamo anche per questo".
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