Raffaele sotto accusa, la Salernitana perde le certezze

Raffaele sotto accusa, la Salernitana perde le certezzeTMW/TuttoC.com
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Ieri alle 10:15Girone C
di Luca Esposito

Quella che doveva essere la partita del rilancio si è trasformata in una vera e propria catastrofe sportiva per la Salernitana, battuta nettamente dal Siracusa e fischiata dai 350 tifosi presenti nel settore ospiti. Troppo brutta per essere vera la formazione guidata da Giuseppe Raffaele, sotto di un gol già dopo sessanta secondi, messa in grossa difficoltà dai padroni di casa sotto il profilo del ritmo e dell’agonismo e per nulla in grado di approfittare del mezzo passo falso del Catania sul campo del Foggia. Considerando che oggi dovranno giocare Cosenza, Casertana e Benevento c’è il rischio concreto non solo di perdere ulteriori posizioni in classifica, ma anche di ritrovarsi a -6 dalla vetta qualora i giallorossi dovessero battere al “Vigorito” il Crotone. Sul banco degli imputati finisce ovviamente lo staff tecnico. La Salernitana targata Raffaele sta vivendo da tempo una involuzione sul piano del gioco, è monotematica, soffre tremendamente in fase difensiva, ha vinto 11 partite su 11 con un solo gol di scarto e non ha mai dato l’impressione di essere pronta per competere per il vertice. Ieri l’ex trainer di Potenza e Cerignola ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, con alcune scelte che rischiano di minare l’armonia dello spogliatoio.

Cosa avranno pensato i vari Matino, Varone, De Boer e Knezovic (a Salerno da luglio) quando hanno visto in campo gente arrivata due giorni prima e che ha vissuto un esordio pessimo? Berra ha fatto fatica per 90 minuti contro tutti gli attaccanti del Siracusa, Carriero è apparso ancora lontano dalla miglior condizione e Arena è riuscito nell’impresa di farsi espellere 20 minuti dopo il suo ingresso in campo. E quando sul 3-1, con 30 minuti a disposizione per recuperare, Raffaele ha inserito due prodotti del settore giovanile come Iervolino e Boncori, in tanti hanno avuto la sensazione si trattasse di un implicito messaggio alla società, chiamata a mettere a disposizione del direttore sportivo un budget adeguato per intervenire sul mercato. Anche le dichiarazioni del post partita hanno fatto mugugnare la proprietà, visto che Raffaele ha ammesso di aver preferito un calciatore febbricitante come Longobardi a Quirini e Ubani che, al netto del negativo girone d’andata disputato, erano comunque al 100% della forma. Insomma, per la prima volta dopo mesi positivi si avverte la sensazione di un allenatore non propriamente padrone della situazione e di un gruppo che, smarrita la “garra”, ha confermato di avere limiti strutturali troppo gravi per chi, dopo due retrocessioni di fila, avrebbe avuto l’obbligo di stracciare il campionato. 

Raffaele, comunque, resta al proprio posto e si giocherà la panchina nel match di lunedì sera contro il Cosenza, in un Arechi che si preannuncia deserto visto che molti tifosi hanno già deciso che non ci saranno in segno di dissenso verso l’attuale gestione societaria. Il tecnico è stato difeso a spada tratta da Faggiano, ma ora non può più sbagliare: senza i tre punti nello scontro diretto con i calabresi il ribaltone sarà inevitabile, col nome di Pasquale Marino che già dal pre-Picerno circola con insistenza a Salerno. Come detto il mercato dovrà dare quella marcia in più che serve per credere ancora nel sogno promozione. A questa squadra mancano un altro difensore centrale rapido, un centrocampista (forse due visto che Capomaggio continua a essere titolare inamovibile pur collezionando insufficienze in pagella), un esterno offensivo che sappia saltare l’uomo e – almeno – un attaccante. Forse anche un portiere che si giochi il posto con un Donnarumma ieri colpevole su tutte e tre le reti del Siracusa. I nomi che circolano sono sempre gli stessi. Da Pescara fanno sapere che Letizia non si muove, Squizzato invece è andato all’Entella mentre per Merola e Tonin non si è  andati oltre uno scambio di informazioni. Almeno fino a oggi. Meazzi è il sogno per il centrocampo, ma non sarà una operazione facile. Sul taccuino di Faggiano restano il jolly offensivo Gunduz della Triestina, Cuppone del Cerignola, Schimmenti del Potenza e Alastra del Potenza. L’Avellino invece assicura non ci sia mai stato un colloquio tra le parti per Lescano, corteggiatissimo dal Brescia e da alcune società estere. In uscita Ubani (rientrerà al Lecce), Knezovic e Brancolini, mentre Varone accetterà di andar via soltanto in presenza di offerte allettanti. Viceversa si giocherà legittimamente le proprie chance in granata.