Un calcio propositivo tra Crotone e Picerno. Foggia, è Longo la soluzione?
Quando una piazza tocca il fondo, la tentazione è quella di affidarsi al gestore, all'uomo dei punti a tutti i costi. Il Foggia ha scelto la strada opposta. Per ripartire dopo la dolorosa retrocessione in Serie D, i satanelli hanno individuato in Emilio Longo il profilo a cui consegnare le chiavi della rinascita: intesa raggiunta, ultimi dettagli da limare prima della firma. Salernitano, classe 1973, Longo arriva dopo due stagioni al Crotone e prima ancora da una consacrazione al Picerno, dove aveva centrato due volte i playoff con una delle squadre dal budget più contenuto giocandosela alla pari con le big del girone. Non un traghettatore, ma un costruttore di squadre riconoscibili. Il tratto distintivo del suo calcio è la ricerca ossessiva della porta avversaria: manovra verticale, baricentro alto, pressione aggressiva, moduli dichiaratamente offensivi tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1. I numeri della prima stagione calabrese parlano chiaro: quarto posto in Serie C, playoff e oltre settanta gol stagionali. "Settanta gol, bottino eccezionale", riconosceva lo stesso Longo, aggiungendo subito l'autocritica che lo contraddistingue: "Dobbiamo migliorare perché ne prendiamo troppi quando siamo piazzati." Quest'anno ancora una volta l'obiettivo playoff è stato raggiunto, nonostante qualche ridimensionamento nella sessione di mercato invernale del progetto.
Il Foggia che Longo erediterebbe è una ferita ancora aperta. La retrocessione è arrivata il 26 aprile sul campo, con la sconfitta interna per 1-3 contro la Salernitana, al termine di un girone di ritorno da incubo: appena nove punti, una lunga serie di ko, la rosa poi quasi interamente smantellata. Il proprietario Gennaro Casillo ha parlato senza giri di parole di "dramma sportivo". Ma c'è una speranza concreta dai contorni regolamentari precisi: il Foggia figura ai vertici della graduatoria per la riammissione in Serie C, con le iscrizioni da perfezionare entro il 16 giugno e le eventuali integrazioni d'organico fino al 20 luglio. I casi di club in difficoltà altrove potrebbero spalancare la porta del ritorno immediato tra i professionisti. Ed è in questo scenario sospeso che la scelta di Longo assume il suo significato pieno: affidarsi a un tecnico di gioco e di identità è il modo migliore per dire ai tifosi che si vuole tornare protagonisti. Se la riammissione arriverà, i satanelli avranno già una bussola. E lo Zaccheria potrà tornare a sognare.
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