2^ Divisione: Varricchio e Berrettoni, i diversamente giovani
La Lega Pro negli ultimi anni si è data una missione importante: lanciare i giovani e diventare l'universo da dove (dovrebbero) lanciarsi poi nel calcio che conta. Nelle intenzioni l'idea ha successo (tutte le squadre sono imbottite di ragazzi appena maggiorenni), meno nei fatti ma questo è un problema generazionale che sarebbe inutile rimarcare ogni volta.
In attesa dell'esplosione di qualche talento in erba la scena viene rubata da quei giocatori che, oltre a fare la chioccia a quelli più giovani si prendono la briga di lanciare le proprie squadre in orbita. Stiamo parlando di Berrettoni e Varricchio che con i loro gol stanno regalando domeniche da leccarsi i baffi ai sostenitori di Bassano e Spal.
I numeri:
Non potevamo chiedere di meglio da questa quindicesima giornata che con i suoi 52 gol, va agli archivi come una delle più prolifiche. Fosse solo questo il dato esaltante sarebbe anche riduttivo: scomparsi i pareggi - lo 0-0 di Rimini tra i biancorossi e il Cuneo è l'unico - mentre sono otto i successi esterni. Attualmente la quota gol vede in vantaggio ancora la scorsa stagione, anche se bisogna notare che il divario si è assottigliato. 661 in questo campionato, 669 lo scorso.
La copertina:
In una città che ha vissuto l'era di Zemanlandia come Foggia, basta poco per far tornare alla mente i fasti di quella squadra che ovunque andava in Italia ha realmente offerto prove di grande calcio, per tornare a sognare.
La realtà dice che attualmente il Foggia è una delle compagini più in forma dell'intera Seconda Divisione con i suoi dodici risultati utili consecutivi. Il merito va suddiviso tra il tecnico Padalino - al quale va dato atto di non aver mai perso la bussola nei primi momenti bui di inizio stagione - ed una squadra che lo segue come un sol uomo.
Dietro la lavagna:
Neanche l'arrivo di Gianni Simonelli ha cambiato l'andatura in casa del Sorrento. Dopo la vittoria esterna contro il Tuttocuoio si era pensato che il peggio fosse passato. E la prestazione in terra toscana contro i neroverdi a dire il vero aveva destato ottime impressioni. Il 3-1 incassato contro il Messina (ottimo esordio per Grassadonia) è un altro macigno su una squadra che stenta a darsi un'anima.
> Girone A:
Bassano e Santarcangelo insaziabili:
La miglior arma per vincere i campionati - almeno in Italia - è partire da un ottimo reparto difensivo. La squadra di Petrone nelle ultime cinque domeniche ha iniziato a sfruttare questa peculiarità tutta italiana - rispettabilissima - del "primo non prenderle". Ultima squadra ad aver bucato la porta dei veneti è stata l'Alessandria: 4-2 per i giallorossi.
Se il Bassano ha un ritmo sostenuto, non è da meno il Santarcangelo. Prima vittoria in rimonta per i clementini che espugnano il campo di un Mantova (1-2) che in tanti davano in forte ascesa: Floriano illude i virgiliani, ma i gialloblù con Pasi e Graziani ribaltano il punteggio e domenica prossima ricevono la visita del Monza. Altro test niente male per i ragazzi di Fraschetti.
Le altre:
L'Alessandria si risveglia dal torpore e dopo un inizio un po' così, Luca D'Angelo ha iniziato a modellare la squadra a sua immagine e somiglianza: 1-5 a Bellaria e anche la classifica gli sorride dopo tante domeniche con il muso lungo. Già il fatto di essere rientrati nelle magnifiche otto è un ottimo punto di partenza.
La Spal di Massimo Gadda batte anche la Virtus Vecomp (2-1) e rimane ancorata in una posizione di classifica che fa respirare a pieni polmoni aria più salubre. Quando è arrivato nella città estense, Gadda sapeva cosa avrebbe trovato, con un gruppo mortificato dai risultati negativi. Fortuna che il carattere dell'ex centrocampista non è di quelli che si abbattono tanto facilmente.
Chiudono: Pergolettese-Renate 0-1 (tre sconfitte nelle ultime quattro domeniche per i cremaschi); Bra-Real Vicenza 0-2 (vicentini che tornano a vincere fuori casa dopo un mese); Monza-Forlì 3-0; Delta Porto Tolle-Castiglione 4-1; Rimini-Cuneo 0-0.
> Girone B:
Tra Cosenza e Teramo si inserisce il terzo incomodo:
Come dice il detto: tra i due litiganti il terzo gode. In questo caso, nella domenica in cui sia i silani che i diavoli abruzzesi perdono, si presenta minaccioso il Foggia di Padalino. Rossoneri che liquidano la pratica Arzanese con il classico punteggio all'inglese: 2-0.
Le altre:
Il Cosenza perde nell'esordio di Silvio Paolucci, il quale ha il merito di aver fermato l'emoraggia di gol presi: era dal 22 settembre (1-0 al Chieti) che i laziali non finivano una partita con la porta inviolata. Nella stessa giornata, i calabresi avevano incassato l'unica sconfitta stagionale prima di domenica: Vigor Lamezia-Cosenza 2-1.
Preoccupa il momento no del Teramo arrivato al suo secondo ko di fila. A fare festa contro gli aprutini è un ottimo Castel Rigone (alla sua seconda vittoria con quattro gol all'attivo): 3-4 il finale. Sugli scudi sempre Dario Tranchitella per il club umbro. Ormai per la punta nata in Svizzera il record di gol nei Pro è a un passo: 15 nel 2008/09 con la casacca della Colligiana. Attualmente sono 11 e un intero girone di ritorno da giocare.
Chiudono il ko interno dell'Ischia contro il Melfi (1-2). La Casertana torna al successo dopo quattro pareggi di seguito. Mercoledì i falchetti recuperano la partita contro i lucani non disputata per le avverse condizioni meteo che avevano costretto l'arbitro a rinviare la gara che si doveva disputare originariamente settimana scorsa (domenica 1 dicembre).
Il Gavorrano sotto 2-1 a meno di un quarto d'ora dalla fine contro il Tuttocuoio, riesce nell'impresa di pareggiare e vincere al 94' con Nocciolini - tre gol pesanti finora per il ragazzo scuola Fiorentina, valsi sette punti ai minerari, per giunta tutti in casa: Casertana e Teramo le altre vittime -.
Il gol dell'ex Fabio Mangiacasale condanna il Martina alla sconfitta interna contro il Chieti (0-1). Pugliesi ancora impelagati nelle zone calde. La classifica nonostante tutto è corta e bastano un paio di successi di fila. Infine la Vigor Lamezia batte 2-1 il Poggibonsi. Da segnalare le condizioni del terreno di gioco del "D'Ippolito": senza parole. Abbiamo finito anche quelle.
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