A Catania la storia si fa sempre più grottesca. Bisognerebbe avere il coraggio di dire "basta così". E non alimentare illusioni o false speranze

06.04.2022 00:00 di Tommaso Maschio   vedi letture
A Catania la storia si fa sempre più grottesca. Bisognerebbe avere il coraggio di dire "basta così". E non alimentare illusioni o false speranze
TMW/TuttoC.com

Speravo di non dover dedicare più editoriali alla vicenda del Catania. Ma l’attualità degli ultimi due giorni costringe a tornare sull’argomento seppur controvoglia perché quanto sta accadendo sotto le pendici dell’Etna assume sempre più dei contorni grotteschi, seppur non inaspettati leggendo i precedenti di quel Benedetto Mancini che sta giocando con il fuoco da quando ha vinto, come unico partecipante, la terza asta per assegnare il club rossoazzurro.

Dopo aver mancato l’appuntamento per il rogito nella giornata di lunedì, non presentandosi nello studio del notaio dove lo attendevano i curatori per chiudere la questione, l’imprenditore si è presentato nella serata di ieri in città con un assegno da 200mila euro, poco più della metà di quanto necessario per chiudere l’affare (375mila) e rilevare la società. Oltre a mancare una cifra cospicua, l’assegno è arrivato inoltre fuori tempo massimo con i curatori fallimentari che avevano già trasmesso la loro relazione al Tribunale etneo. Una relazione che, visto il mancato rispetto dei tempi avrebbe dovuto far decadere Mancini da acquirente. Il bando infatti specificava che “in caso di mancato versamento del saldo del prezzo o del fondo spese o in caso di mancato buon esito del versamento o di mancata presentazione dinanzi al notaio rogante nel termine previsto, l’offerente sarà dichiarato decaduto con conseguente perdita della cauzione, fermo il risarcimento del maggior danno”.

Il Tribunale però non si è ancora espresso in merito e sicuramente lo farà nei prossimi giorni con la posizione di Mancini che resterà così ancora in bilico – e in corsa – nonostante abbia dimostrato una certa inaffidabilità che non promette nulla di buono in vista del finale della stagione e specialmente per il futuro, con tre milioni di euro da versare per saldare il debito sportivo e organizzare la stagione ventura. Una cifra che al momento sembra essere fuori portata visto che l’imprenditore non è riuscito a trovarne 375mila in tempo per chiudere il rogito e mettere la parola fine a una vicenda che si trascina da troppo tempo.

Bisognerebbe avere il coraggio di dire "basta così". Con buona pace del popolo etneo che ha dimostrato un encomiabile attaccamento alla propria squadra e alla stessa formazione etnea che ha più che onorato il campionato giocando in condizioni più che precarie ottenendo anche risultati di livello e riuscendo a stare in piena corsa per i play off. Alimentare ulteriori (false) speranze e illusioni non fa bene a nessuno, in primis a una piazza che non merita la grottesca vicenda che invece sta vivendo in queste ultime settimane.