A CATANIA LO MONACO SI DIMETTE E APRE LA CRISI. SULLO SFONDO SI PRESENTA FOLLIERI CHE DOPO FOGGIA E PALERMO PUNTA AGLI ETNEI. FINIRÀ ANCHE QUESTA VOLTA IN UNA BOLLA DI SAPONE?

27.11.2019 00:00 di Tommaso Maschio   Vedi letture
A CATANIA LO MONACO SI DIMETTE E APRE LA CRISI. SULLO SFONDO SI PRESENTA FOLLIERI CHE DOPO FOGGIA E PALERMO PUNTA AGLI ETNEI. FINIRÀ ANCHE QUESTA VOLTA IN UNA BOLLA DI SAPONE?

Questa volta sembra essere definitivo l’addio di <b>Pietro Lo Monaco</b> al Catania. Dopo la separazione fra il 2012 e il 2016 – con l’attuale ad rossoazzurro che andò a cercar fortuna a Genova, sponda rossoblù, e nelle rivali di sempre Palermo e Messina – un’altra separazione è ormai all’orizzonte dopo la conferenza stampa tenuta dal dirigente nella giornata appena trascorsa. Un lungo discorso in cui Lo Monaco ha messo a nudo tutte le problematiche della società, rivendicando i propri meriti per quel <i>miracolo</i> sportivo costruito assieme ad Antonino Pulvirenti nella prima metà degli anni duemila, ma anche quelli dopo il suo ritorno con la ricostruzione del settore giovanile e del centro sportivo di Torre del Greco (una vera eccellenza in Italia). Una conferenza stampa in cui Lo Monaco ha lanciato una richiesta d’aiuto per non far fallire il club, disperdere un vero e proprio patrimonio oltre che lasciare senza lavoro oltre 700 lavoratori. Lo Monaco ha poi annunciato le sue dimissioni definitive, con la risoluzione del contratto già firmata per non gravare sui bilanci societari, restando però a disposizione del club in un momento di transizione verso una nuova proprietà per non far morire il Catania.

Un passaggio di proprietà che però non si annuncia dei più semplici, con il Comune che si è offerto di aiutare come potrà, anche perché all’orizzonte non si vedono soggetti interessati se non quel <b>Raffaello Follieri</b>, un nome che certo non trasmette tranquillità visto il proprio passato più o meno recente. Nel 2008, quando era sulla cresta dell’onda anche per la sua storia d’amore con l’attrice Anne Hathaway, finì dietro le sbarre per truffa (dovendo restituire 3,6 milioni di dollari alle vittime) patteggiando la pena – rischiava 250 anni di carcere per 14 capi d’imputazione – e ripartendo poi da zero nel 2012 fondando la F Holding, fondo d’investimento che si occupa di produzione e trasferimento di petrolio e gas, con sede a Dubai e succursali in Inghilterra e Arabia Saudita.

Una rinascita che ha riportato il nome di Follieri al centro dell’attenzione anche per i suoi tentativi di sbarcare nel mondo del calcio italiano. Foggia e Palermo le due piazze messe nel mirino fra il 2017 e il 2018 senza però arrivare a finalizzare le trattative tirandosi indietro nel momento clou del closing venendo a mancare quelle garanzie economiche e quella disponibilità finanziaria necessaria a chiudere le trattative. Un comportamento che ha dato adito a voci, sommate a un passato non proprio limpido, sulla poca serietà dell’imprenditore e del suo gruppo. Ora le voci, confermate dallo stesso Follieri, sul Catania. Vedremo se questa volta l’imprenditore smentirà i <i>malpensanti</i> o gli darà nuovi argomenti per rafforzare le proprie convinzioni. Perché come dice un vecchio proverbio “non c’è due senza tre”. Magari questa volta Follieri ci smentirà, ce lo auguriamo per il bene del Catania e del calcio italiano che non merita di vedere sparire un’altra piazza importante, ma fino ad allora resteremo carichi di dubbi e vigileremo con attenzione su quanto accade alle pendici della <i>Muntagna</i> (il nome con cui i catanesi chiamano l’Etna).