Bari, dolce ritorno a casa: può essere l’anno giusto, ma la cessione resta spada di Damocle. “Caso” Seregno: prepariamoci, gli arbitri saranno il problema della stagione

06.09.2021 00:45 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
Bari, dolce ritorno a casa: può essere l’anno giusto, ma la cessione resta spada di Damocle. “Caso” Seregno: prepariamoci, gli arbitri saranno il problema della stagione
TMW/TuttoC.com

Il ritorno a casa, nell’abbraccio di una tifoseria che meriterebbe altri palcoscenici (quanto al campionato e francamente anche allo stadio) è il più dolce di tutti, per il Bari di Mignani, ma a questo punto anche e soprattutto di Polito. Prima della rotonda vittoria sul Monterosi che ha segnato l’esordio al San Nicola in questa stagione di Serie C, di nuovo davanti al proprio pubblico, il ds biancorosso ha tenuto la classica conferenza stampa di fine mercato. Al di là dell’inevitabile autopromozione del proprio operato, alla quale va come sempre fatta la tara (intendiamoci: non è una critica, ognuno porta acqua al proprio mulino) è stata molto interessante sotto diversi punti di vista. In primis, perché in diversi passaggi ha spiegato con grande franchezza alcune mosse. In secondo luogo, e più importante, perché l’impressione è che il Bari a livello dirigenziale sia finalmente più indipendente dalla casa madre. E che abbia un uomo mercato di C, che la categoria la conosce e soprattutto vuole scalarla per puntare in alto anche a livello personale. Prima ancora che gli allenatori e alcune scelte di mercato sbagliate, sono stati questi i peccati madornali delle ultime due stagioni. Per il resto, la squadra è forte, forse manca qualcosa lì davanti ma può essere, per una delle potenziali grandi protagoniste del campionato, l’anno giusto, della svolta. Concorrenza permettendo, ça va sans dire. Resta un argomento che pende come una spada di Damocle. Nelle settimane scorse i De Laurentiis hanno smentito con vigore le voci di una trattativa per la cessione. Il punto è che prima o poi ci dovrà essere, perché si è capito che le deroghe non saranno più concesse. Da questo punto di vista, il tempo che passa non è d’aiuto: l’imperativo è prendere esempio dalla vicenda della Salernitana (costretti a vendere da un giorno all’altro, avanti con un piccolo artificio, ora in corsa ma a fine anno chissà che succederà) ed evitare di offrire il bis. 

Nella giornata di campionato, fuori dal campo, ha tenuto banco il pesantissimo caso Seregno. In sintesi: la società ha annunciato un esposto contro il presidente Ghirelli, che nella versione del club avrebbe glissato in maniera troppo leggera su degli errori arbitrali. Accuse, precisazioni, risposte e controrisposte a parte, lontani i tempi dei complimenti per alcune scelte decisamente apprezzabili (la società è la stessa che ha esibito la scritta “vacciniamoci” in vece dello sponsor sulla maglia). Nel merito, si parte male in un campionato che rischia di esser parecchio velenoso. Le recriminazioni del Seregno possono essere più o meno condivisibili, ma l’ipotesi di una congiura è onestamente ridicola. Si protesta, è normale, perché si ritiene di aver subito un torto e anche perché, non prendiamoci in giro, la prossima volta si spera la ruota giri. Probabilmente, succederà prima o poi. Perché il punto è un altro: in questa stagione siamo davanti alla classe arbitrale più scarsa e inesperta (possono essere anche effetto-causa, la sostanza non cambia molto) degli ultimi anni, e non era facile. È un momento di estrema difficoltà, a tutti i livelli e i problemi degli arbitri “di A”, a partire dal caos rimborsi, si sono riversati verso il basso. Prepariamoci a un campionato in cui di proteste e recriminazioni ne avremo ogni giornata, perché purtroppo da un lato il livello è basso e dall’altro la fiducia è ai minimi storici. Sarebbe da chiedersi perché ci siamo arrivati, e soprattutto come (e in che tempi) uscirne. Senza gridarsi addosso sarebbe anche meglio, ma non sarà facile.