BOXING DAY E TURNO DI FINE ANNO, PIACCIONO DAVVERO IN SERIE C? MAI COME STAVOLTA SAREBBE STATO MEGLIO RINUNCIARCI

Siciliano, ex studente a tempo perso, lettore per necessità, scrittore per passione. Da dieci anni giornalista per divertimento.
27.12.2018 00:00 di Dario Lo Cascio Twitter:   articolo letto 2193 volte
BOXING DAY E TURNO DI FINE ANNO, PIACCIONO DAVVERO IN SERIE C? MAI COME STAVOLTA SAREBBE STATO MEGLIO RINUNCIARCI

Le ultime settimane in Serie C sono state oltremodo pesanti. Alcuni club son finiti travolti dal ciclone dei problemi economici. Il Pro Piacenza sembra ormai destinato a soccombere, salvo miracoli. Stesso discorso per il Matera, che ieri è sceso in campo con la formazione Berretti, visto lo sciopero della prima squadra - scelta che i rossoneri invece non hanno potuto fare in quanto il settore giovanile è stato smantellato - mentre la Reggina sembra aver risolto i suoi problemi. 

Non vogliamo però appesantirvi ulteriormente su analisi già fatte e sviscerate in queste e in altre sedi. Ci sembra invece il caso di "alleggerire" il discorso, virando su qualcosa di meno (?) importante. Anche quest'anno infatti in Serie C, come nelle categorie superiori, si è scelto di sfruttare le festività natalizie per continuare a giocare. La Lega Pro aveva già sperimentato questa soluzione, ovvero un turno pre e uno post Natale, più un'ulteriore giornata, la prima di ritorno, prima di Capodanno. Quindi la lunga pausa di tre settimane a gennaio prima del ritorno in campo.

A rischio di risultare impopolari però una domanda o due ce le facciamo. Questi turni piacciono davvero per la Serie C? E, soprattutto, vista la particolare annata, era il caso di proporli anche stavolta?

Sulla prima domanda non vogliamo rischiare di approfondire oltre, ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Il cosiddetto Boxing Day, come viene chiamato in Gran Bretagna, è una festività che nell'Ottocento vedeva come tradizione regalare delle scatole di doni a chi era meno fortunato. Ad esempio le ricche famiglie davano alla servitù quel che restava del banchetto di Natale e concedeva loro il giorno libero. Una festa popolare insomma. La Premier League - ed altre competizioni inglesi - hanno fatto propria questa data e storicamente il 26 dicembre si gioca. Anche l'NBA, il campionato di basket degli Stati Uniti, sfrutta a tappeto le festività, con gare il 24, 25 e 26 dicembre, con gare di cartello (ad esempio il Christmas Day ha visto affrontarsi i Warrios di Curry e i Lakers di James). 

Eppure... eppure già prima di Natale, con settimane di anticipo, alcuni club hanno avuto da ridire soprattutto sui match proprio del 26 dicembre. E non solo. Altri incontri ravvicinati, ma a che pro? Certo, per sfruttare le festività, nella speranza di vedere più gente allo stadio. È arrivata? Analizzeremo i numeri, ma probabilmente l'incremento è stato appena apprezzabile. Ci si è dovuto allenare a Natale, qualcuno ha persino viaggiato. In una stagione come questa, forse se ne poteva anche fare a meno.

Il campionato è iniziato con estremo ritardo per il caos dei ripescaggi. Alcune squadre ancora devono recuperare diversi match (la Viterbese ne ha disputati undici, l'Entella tredici), ci sono stati diversi turni infrasettimanali e, palesemente, alcune squadre sono arrivate stremate, con tanti infortunati, dopo pochi mesi di campionato. Ora, tra l'altro, ci saranno ben venti giorni di stop, si ritornerà a giocare il 19 gennaio per la seconda di ritorno. 

Ci chiediamo, con estrema modestia: non era forse più sensato "anticipare" questa pausa, riducendola anche di poco, e sfruttare appieno gennaio? Qualcuno potrebbe dire che non sarebbe cambiato nulla, che il precedente calendario era stato studiato per non sovrapporsi al mercato. Che però ora è stato posticipato al 31 gennaio e quindi volente o nolente è quel che accadrà. Oppure saltare anche solo una di queste due gare tra Natale e Capodanno e traslarla al weekend del 13 gennaio? Sono anche tutti questi impegni ravvicinati che generano questa mole di giocatori acciaccati e pensare che "tanto a gennaio poi recuperano" ci sembra un ragionamento fin troppo facilone. 

Insomma, questo Boxing Day, questo turno a ridosso di Capodanno, piace? Sì, è suggestivo, senza ombra di dubbio. Ma bisognerebbe anche valutare caso per caso. Bisogna però pensarci prima, è vero anche questo, e non ormai a ridosso delle gare. Bisognava farlo in sede di compilazione dei calendari o comunque operare le dovute modifiche appena ci si è resi conto che si sarebbe andati oltre con le tempistiche. Ci auguriamo che l'anno prossimo innanzitutto ci siano meno problemi e che queste scelte vengano ponderate in maniera più approfondita per quanto riguarda la Serie C. Perché il calcio è sì uno spettacolo, ma per farlo andare avanti nel migliore dei modi non bisogna obbligatoriamente prendere decisioni popolari.