Caro Macalli, ti scrivo. La Lega Pro rischia un grande ridimensionamento, ora serve una svolta
Mi scuso con il Presidente della Lega Pro, Sig. Macalli, per l'eccesso di confidenza mostrato nel titolo del mio editoriale, ma il mio sarà solamente un modo comunicativo per coinvolgerLa e far riflettere un po' tutto il sistema calcio dopo i verdetti amaramente affrontati il 1 luglio. Qualcosa va cambiato e ora in maniera drastica e significativa.
Primo luglio 2010, inizio della nuova stagione sportiva e primi verdetti. Anzi prime condanne.
È stato come leggere un bollettino di guerra dove le vittime annunciate sono state Mantova, Perugia e Gallipoli in Prima Divisione oltre Itala San Marco, Monopoli e Scafatese in Seconda.
Come avevo già anticipato non sono mancati i colpi di scena ( in negativo ovviamente ), perchè pochi si aspettavano anche le defezioni di Pescina e Rimini.
La situazione della Lega Pro è drammatica e i problemi non sono finiti: altre società rischiano di esser escluse dai campionati nonostante la formale iscrizione sia perché in grave sofferenza economica sia in quanto manchevoli nella presentazione della documentazione essenziale per poter partecipare ai tornei.
Ed, infatti, secondo quanto stabilito dalle norme sportive, all'atto della iscrizione, è necessario anche dimostrare il pagamento della relativa tassa ammontante ad € 17.950,00 per le società di Prima Divisione e di € 17.950,00 per quelle di Seconda Divisione oltre alla quota associativa di € 1.050,0 e alla ormai nota fideiussione.
Ebbene molte società non sono state in grado di assolvere nemmeno gli obblighi minimi imposti dalla normativa di Lega Pro.
Questo, però, è solo l'inizio del dramma poiché il 10 luglio ( giorno fondamentale per la decisione dei ricorsi contro le delibere di esclusione dai campionati che saranno rese della Covisoc il giorno 6 luglio) si preannuncia altra giornata nera poiché, ad oggi, risultano in serio pericolo Legnano, Potenza, Manfredonia, Cavese, Villacidrese, per difficoltà di ordine economico, mentre Cavese,
Foggia, Marcianise, Alghero, Sangiovannese e Pro Vercelli anche per gravi inadempienze nella presentazione della documentazione da allegare alla domanda di iscrizione.
Le colpe del dramma generale? Potrei scrivere un poema ma mi limito ad alcune considerazioni.
Ritengo che parte dei mali siano dati dalla carenza di cultura aziendale. Ed, infatti, è curioso come nel calcio non siano richieste particolari qualifiche per ricoprire i ruoli di Amministratore Delegato o Direttore Generale quando, invece, in altri settori dell'economia e dell'industria, certi incarichi vengono affidati solo a soggetti qualificati e di comprovata competenza in campo societario.
Le conseguenze? Le società di calcio falliscono o non si iscrivono ai campionati ed al primo “soffio di vento” cadono come castelli di sabbia mentre le altre realtà aziendali, seppur con difficoltà, reagiscono alla crisi che, comunque, nel mondo del pallone è divenuta la scusa di tutti per ogni insuccesso.
Ritengo che la preparazione in management sportivo, in materie giuridico-economiche o la conoscenza del regime fiscale delle società e della relativa legislazione sia un obbligo per chi assume poteri direttivi all'interno dei sodalizi professionistici poiché, questo patrimonio di conoscenze, vale molto più di chi ricopre un ruolo solo a fronte di una sponsorizzazione ( succede
anche questo!) in certi casi nemmeno sostanziosa.
Caro Presidente Macalli credo che sia giunto il momento di dare “un giro di vite” al sistema della Terza Serie per iniziare a migliorare il calcio Italiano dalla base del Professionismo poiché, chi amministra le società, a mio parere, dovrebbe avere il “know-how” giuridico- sportivo per esercitare tale attività poiché, chi sceglie le strategie societarie, assume delle responsabilità non solo
calcistiche ma anche civili e penali ( le leggi sono cambiate e in pochi lo sanno: ad es. le recenti modifiche alla L.231/2001 hanno riflessi non di poco conto anche sulla materia sportiva).
Per ricoprire i ruoli decisionali bisogna avere una adeguata preparazione in materie giuridico-economiche ed esser professionisti della gestione aziendale: serve un cambiamento urgente!.
Ritengo sia necessario regolare l'assegnazione delle cariche direttive come è già avvenuto in passato per Direttori Sportivi ed Agenti Fifa per i quali, oggi, è necessario superare un esame per esercitare l'attività nei professionisti e, chi non si adegua, finisce nei dilettanti. L'errore, a mio parere, è continua la commistione tra gli incarichi tecnico-sportivi e aziendali che devono necessariamente esser ricoperti da soggetti con professionalità differenti poiché diverse sono le competenze richieste.
Solo Lega Professionisti e Figc possono intervenire in tal senso e dettare le linee guida di una riforma strutturale del sistema poiché, per svolgere ogni professione al giorno d'oggi, è necessario ottenere una abilitazione ( avvocati, farmacisti, commercialisti, notai, medici, veterinari, dirigenti di azienda, managers di società) tranne che nel calcio ove ( in alcuni casi...??) è sufficiente avere alle spalle uno sponsor.
Le conseguenze di queste scelte superficiali, però, sono drammatiche: prima o poi, i soldi (dello sponsor) finiscono se non amministrati da soggetti in grado di orientare la strategia aziendale alla produzione di utili, più a rincorrere sogni di mercato che, il primo luglio di ogni anno, si trasformano in incubi.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2026 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati
