CASO MIGLIETTA: FEBBRE, CONTESTAZIONI E RINNOVO RIFIUTATO. I RETROSCENA DEL DUELLO SPAL-NOVARA. LA RIVOLUZIONE DI MANTOVA. IL RITORNO DI ERMANNO PIERONI...
Le vie del Calciomercato sono davvero infinite. Espressione spesso abusata, tuttavia tremendamente reale. Nell'arco della stessa estate un calciatore può cambiare più volte maglia, innescando bracci di ferro fra società desiderose di accaparrarsi le sue prestazioni. L'uomo copertina di questa settimana ferragostana é il regista Cris Miglietta. Pilastro negli ultimi anni della Ternana, dopo un triennio in rossoverde le strade del centrocampista brindisino e delle Fere si sono separate. Un addio mal digerito dalla piazza umbra, estremamente legata al numero cinque. Tempo pochi giorni dalla scadenza naturale del contratto Miglietta si accasava alla Spal. Un grande colpo di mercato da parte della società estense, che sottolineava le ambizioni per la prossima stagione tanto da nominarlo addirittura capitano. Per l'ex Atletico Roma anche un ingente contratto biennale, nonchè il ruolo di leader tecnico della formazione di Brevi. L'avvento di Mimmo Toscano a metà luglio sulla panchina del Novara andava, però, a rompere gli equilibri createsi fra il calciatore e la squadra spallina. Insieme, Toscano e Miglietta, hanno vissuto trenta mesi in quel di Terni: un stima fortissima fra i due, che ha reso inevitabile il desiderio di ricongiungersi. Il classe '81 ha accettato il corteggiamento novarese e si è detto pronto a lasciare Ferrara. La Spal sta cercando di resistere in tutte le maniere, ignorando i propositi dall'addio del metronomo che negli ultimi giorni non si è neppure allenato a causa di un attacco influenzale. Gli spallini hanno ribadito più volte l'incedibilità del proprio gioiello: sabato scorso al Novara e lunedì direttamente al giocatore. La fuga di notizie ha provocato la stizza del presidente Mattioli, che martedì mattina si é irritato con i cronisti. Evidentemente scordando che questi fanno, semplicemente, il loro mestiere. Il caso Miglietta ha poi raffreddato l'entusiasmo e la corsa agli abbonamenti in quel di Ferrara. I tifosi intanto ieri in Coppa Italia hanno beccato il loro capitano con cori polemici e lo strappo sembra essersi consumato, al di lá delle dichiarazioni di circostanza. Lo stesso diesse Vagnati é conscio del desiderio di Miglietta di accasarsi a Novara, soprattutto in caso di riammissione in B dei piemontesi. Per questo a nulla è valso il tentativo di prolungamento del contratto fino al 2017 con robusto aumento dell'ingaggio. Le affermazioni inerenti ad una vicenda giá risolta con la sicura permanenza del giocatore in Emilia non trovano riscontri. La tensione è palpabile e i malumori serpeggiano sempre più apertamente fra le parti. La minaccia di un'intera stagione in tribuna appare irrealistica, in quanto rappresenterebbe un bagno di sangue economico per le casse del club che sarebbe costretto a pagare uno stipendio da big per un elemento stazionante ai margini della rosa. Con il Parma i biancazzurri hanno appunto sondato il terreno per Massimo Loviso, corteggiato anche dal Gubbio: potrebbe essere lui l'erede di Miglietta, promesso sposo del Novara. Sottotraccia i due Mimmo novaresi, ovvero il tecnico Toscano e il diesse Teti, non mollano la presa sul centrocampista, convinti di riuscire a spuntarla. De Salvo, infatti, conta di annunciarlo quale primo botto per festeggiare il ritorno in cadetteria. In un estate l'ex Arezzo potrebbe così passare da architrave sulla quale doveva essere edificata la nuova Spal ad alfiere del Novara...
A ferragosto si é materializzata la rivoluzione societaria, nell'aria da qualche settimana, in casa Mantova. Il patron Michele Lodi e i suoi soci hanno venduto il cento per cento delle quote della societá ad Antonio Esposito, presidente del Città di Marino (Serie D). La compagine laziale potrebbe fungere da serbatoio per i giovani e rappresentare, idealmente, il satellite della compagine virgiliana. Vicino ad Esposito nell'avventura mantovana ci sarà pure l'ex presidente del Treviso, Renzo Corvezzo, che potrebbe fungere da sponsor oppure occuparsi del Settore Giovanile. Il primo botto di mercato sarà il difensore Alberto Marchiori, che arriverà in prestito dal Genoa. Esposito sogna poi per l'attacco Roberto Insigne, per il quale proseguono fitti i contatti col Napoli. A curarli l'agente Claudio Anellucci, storico manager di Cavani, e consulente di mercato in pectore della società di via Te. Una figura ingombrante per il diesse Alfio Pelliccioni, che non dovrebbe restare in biancorosso. Più dell'avvento di Anellucci potrebbe risultare fatale all'esperto dirigente la vicinanza e il sostegno formito all'altro candidato all'acquisizione della compagine lombarda, ovvero quel Nicola Di Matteo sorpassato al fotofinish proprio da Esposito. Non rimarrà, infine, nel mondo del calcio l'ormai ex presidente Michele Lodi: un galantuomo che meritava maggiori fortune dal mondo del pallone. Investimenti copiosi (spesi circa 4 mln in un anno ndr) non ripagati dalle soddisfazioni sportive, seppur in extremis la promozione in Lega Pro unica sia comunque arrivata. Cordialità e disponibilità difficilmente riscontrabili nella jungla del mondo del pallone. Per serietà e spessore umano l'auspicio è di rivederlo fra qualche anno al timone di qualche squadra...
A volte ritornano, è proprio il caso di dirlo. É stato uno dei personaggi più discussi del calcio italiano dell'ultimo decennio, nel bene e nel male. Capace da direttore di scovare miriadi di talenti a prezzo di saldo per poi rivenderli a peso d'oro. Una manna per i presidenti, Luciano Gaucci in primis. Sciagurate le avventure da presidente, con squadre magari sì vincenti in campo ma poi fallite in tribunale. Fra le sue principali scoperte ci sono calciatori del calibro di Salvatore Schillaci, Luca Marchegiani, Rino Gattuso, Hidetoshi Nakata e Igor Protti. Dodici i campionati vinti dalla Promozione alla Serie B. Fra i primi a picconare il sistema Moggi, del quale é stato acerrimo avversario in campo e nel Palazzo. In passato è stato anche radiato dalla Figc. Ermanno Pieroni ora torna da protagonista nel calcio italiano. La sua nuova sfida si chiama Grosseto, club del quale sarà il consulente esterno di mercato. Per la panchina avrebbe già caldeggiato il nome di una sua scoperta: quel Christian Bucchi, prelevato nell'estate del 1998 dal Settempeda in Eccellenza e lanciato in Serie A. Camilli, infatti, entro una settimana completerà la cessione ad una cordata rappresentata dall'avvocato Federico Bagattini che potrebbe ricoprire la carica di presidente del sodalizio unionista. In arrivo una dozzina di calciatori per completare l'organico grossetano. Le grandi manovre sono appena incominciate...
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