Catania, ora non c’è alternativa che fidarsi. Ghirelli vicepresidente federale: riforma, se non ora quando?

21.03.2022 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
Catania, ora non c’è alternativa che fidarsi. Ghirelli vicepresidente federale: riforma, se non ora quando?
TMW/TuttoC.com

Parte male l’avventura di Benedetto Mancini quale nuovo patron del Catania, sconfitto a Foggia per di più con un risultato pesantissimo. Dell’imprenditore abbiamo scritto spesso e un po’ tutti, del resto è stata la principale novità dell’ultima settimana. Ecco, sul punto abbiamo il dovere di dire una cosa. Abbiamo raccontato tutti i dubbi, nostri e non soltanto nostri, i motivi per cui c’è da vigilare, e lo farà la FIGC che deve dare la sua risposta dopo l’ok del Tribunale. Però a oggi Catania non ha altro che da fidarsi, e così non può non fare chi deve raccontarne il resto della stagione, ma speriamo anche il suo futuro. Oggi c’è Mancini, che ha il passato che ha, ma non sempre il passato è destinato a ripetersi. Quindi diamo un po’ tutti fiducia al nuovo proprietario etneo, sospendiamo il giudizio e poi chiaramente parleranno i fatti. 

In settimana si è registrata anche la novità dell’elezione di Francesco Ghirelli, presidente di Lega Pro, al ruolo di vicepresidente della FIGC. Il coronamento di una carriera - o magari non ancora, chi lo sa - ma soprattutto una grandissima occasione per tutto il sistema calcio italiano. Con Ghirelli vicepresidente e Abete nuovo numero uno della Lega Dilettanti, la Federcalcio di Gravina è più blindata che mai. Può portare avanti, un granello di sabbia alla volta o magari qualcosa in più, la riforma del nostro pallone di cui si parla da tanto, troppo tempo e per ora non si vede neanche all’orizzonte. Molte parole, a oggi tutto è impantanato nelle sabbie mobili. Si va avanti a piccoli passi, magari non così piccoli - pensando alla maggior attenzione sulla sostenibilità finanziaria dei bilanci - ma neanche strutturali. E invece c’è bisogno di accelerare, di mettere sul piatto qualcosa di concreto che vada oltre le buone intenzioni. C’è, oltre al bisogno, la grandissima opportunità per farlo: se non ora quando? L’unica incognita: attenzione alla Lega di A. Divisa e litigiosa, ma se minacciata può ricompattarsi in un secondo. È curioso, da questo punto di vista, che i club più ricchi contino in questo momento meno di tutti gli altri, non tanto a livello normativo quanto oggi dal punto di vista politico. La riforma ha bisogno anche di loro, ora è il momento di provare a metterla in mostra